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martedì 17 marzo 2009

A difesa di Paolo Piffarerio...




Da molti denigrato , perché sostituto del grande Magnus nel mitico Alan Ford di Max Bunker.
L'artista viene screditato perché obbligato a replicare lo stile di Raviola.
Cosa impossibile per chi ha già uno stile definito e prevalentemente realistico.
Lo stile "naturale" di Piffarerio non c'entra nulla con quello di Magnus.
Piffarerio disegnava egregiamente Maschera Nera ed El Gringo che erano Bonellidi.
Disegnava Milord che era un fumetto nero.
Disegnò anche la splendida storia d'Italia a fumetti scritta da Enzo Biagi.
Proprio adesso che ho ritrovato alcuni Eureka degli anni 70 sto leggendo una "riduzione" della rivoluzione francese scritta da Luciano Secchi ed illustrata in maniera sontuosa dal buon Paolo.
Fouché è un capolavoro.
Anche il suo esordio con i fratelli Gavioli , pur se su characters comici, era come stile , lontano anni luce da quello di Magnus.
Piffarerio ha il suo evidentissimo stile che va apprezzato.

3 commenti:

  1. Giustissimo (e Piffareio sulla "Storia di Roma a fumetti" l'ho letto anche io); va comunque detto che anche su Alan Ford il Piff ottenne degli ottimi risultati, con disegni dinamici e personaggi grotteschi, e soprattutto in coppia col compianto inchiostratore Paolo Chiarini; verrebbe da chiedersi come mai alla Corno furono costretti, per rimpiazzare Magnus, ad una soluzione "interna", un bravo disegnatore si, ma di diverso stile, in compenso lì da sempre. E difatti per "aggiustare" i disegni ed avvicinarli allo stile magnusiano serviva un inchiostratore allievo di Magnus.
    Saluti.

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  2. Piffarerio è stato apprezzato a posteriori, gli attuali disegnatori di Alan sono degli splendidi cloni del Raviola, ma obbligati (suppongo) a copiare per mantenere lo stile della testata non riescono a far emergere il loro stile personale in quel contesto. Piffa era molto personale e riconoscibile nonostante tutto.

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  3. miglior coccodrillo possibile per Piffarerio, anche perchè scritto in tempi non sospetti... rip

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