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martedì 10 luglio 2012

L'origine dei Ming-parte seconda-Mi sono sbagliato!

QUI scrivevo che  i personaggi, secondo me, nascevano nell'albo Popeye n.55 del 1960 edito dalla Dell, ma spulciando nella mia collezione virtuale ho appena letto il POPEYE della DELL n.9 del 1949 e TA-DA'...eccoli qui i Misermites nella loro prima avventura disegnata da Bud Sagendorf!
Mea Culpa!
Segar perdonami perchè ho peccato.



piccolo bastardi come sempre

furto di piselli!

the king

un Mingone!

...con sorpresa

30 commenti:

  1. Sono storie Fantastiche!
    Forse leggermente meglio delle Italiane

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    1. senza ombra di dubbio e sono d'accordo anche gli autori italiani

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  2. I Mings Bianconi degli anni Sessanta li trovo simili a questi: l'obiettivo delle loro azioni è rubare massivamente qualunque cosa o materiale (che cambia da storia a storia) da utilizzare esplicitamente nella loro isola. Quindi non rubano per arricchirsi in stile Banda Bassotti, ma per appropriarsi di materie prime, a quanto pare inesistenti nella loro terra.

    Non avendo storie di Sagendorf sui Mings non so però fare un paragone con le storie Bianconi.

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    1. non mi pare ci siano molte differenze, tranne i capelli e il re tabagista.
      Sagendorf andrebbe pubblicato in italiano per intero.

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  3. ma l'avevo letta sta storia! però non avevo realizzato che fossero i Ming (troppo diversi dai nostri per farci caso, a quanto pare)

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    1. i nostri son dei pelati con la testa tonda e sono capaci di frodi elaboratissime

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    2. probabilmente alla bianconi, avendo utilizzato i personaggi per più tempo hanno avuto la possibilità di approfondire background e personalità dei nani ghignosi. Chissà qual'è la prima storia dei Ming italiani. Forse Gaspare prima o poi , curando la cronologia del braccio italiano la becca.

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    3. se non ricordo male qualcuno aveva menzionato a tal proposito "I ming rubatreni"... ma non so se sia la prima prima o più genericamente una delle prime...

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    4. ricordo la discussione, credo su Facebook, ma nessuno ha dato la notizia per certa

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    5. La più vecchia storia Bianconi coi Mings che ho recuperato sta su Braccio di Ferro 6/1965, "L'invasione dei Mings": storia caratterizzata da una certa continuity (?!) poiché il re dei Mings cita la volontà di agire stavolta mettendo innanzitutto fuori combattimento il marinaio che la volta scorsa gli ha rovinato i piani, quindi lo assalgono sul battello e lo gettano a mare, per poi raggiungere la città di Braccio e saccheggiarla smontando le case per usarne i mattoni per edificare la loro isola.

      Quindi ci dovrebbe essere almeno un precedente.

      "I Mings rubatreni" sta su un albo successivo, del 1966.

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    6. Grande Gaspare, stai recuperando un sacco di bella roba.

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    7. Mi tengo a freno per varie ragioni:
      - problemi di spazio, mi serve espicitamente un nuovo scaffale o l'impresa dovrà fermarsi tra una cinquantina di albi!
      - problemi economici, perché se è "facile" individuare albi vecchi, quando si tratta di vendite isolate, tra costo dell'articolo e spese di spedizione l'acquisto diventa proibitivo per me!

      Intanto sono ad appena il 5% scarso dell'impresa :( , anche se ho già recuperato 3 albi del 1963/64 (su 13 usciti), e bramo di recuperare il Geppo 88 col team up tra il diavolo buono e il marinaio guercio! Avevo trovato un venditore ma la trattativa non si è risolta.

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    8. i mercatini sono una miniera d'oro

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    9. Mai visto un mercatino di fumetti dalle mie parti. Alle fiere non hanno manco i libri, figuriamoci i fumetti. Bisogna andare alle mostre tipo Comicon o Luccacomics, ma sono tutte lontane!

      Devo accontentarmi delle "botteghe dell'usato", e delle vetrine online.

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    10. E lì essendo tutti venditori professionali è difficile trovare prezzi bassi

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    11. Nelle botteghe dell'usato qualche buon affare l'ho concluso; all'unica mostra decente cui sono stato ho recuperato solamente un vecchio speciale di Dylan Dog a 6 € ma senza albetto di Groucho.

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  4. Nella prima parte avevi inserito anche una copertina della Gold Key con un unico indizio di data che scorgevo essere un "february", che mi pare evidente sia ispirata alla storia qui pubblicata: per caso detta storia è stata riproposta anni dopo?

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    1. Probabilmente la Gold Key proponeva ristampe del Popeye di Sagendorf pubblicato precedentemente dalla Dell.

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    2. Fra parentesi, io ero (fino a quando non l'ho letto da te) fra i "certi-certissimi" che i Ming, così come Grissino, fossero dei personaggi creati in Italia (un po' come Brigitta o Trudy o Paperinik del mondo Disney, per dire). Anzi, avevo pure elaborato una "teoria" per la quale i nanerottoli ghignanti non fossero altro che un artificio della Bianconi editore per riproporre in Braccio di Ferro la Banda Bassotti: d'altronde sono tutti uguali, in numero indeterminato, con maglietta rossa numerata e braghe blu (e mi pare che fra loro si chiamino pure fratelli).

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    3. alla fin fine penso non ci siano personaggi "italiani" nel Popeye Bianconi ma soltanto rielaborazioni di characters originali. Forse soltanto "la piovra" con la biondona infinocchiatrice di marinai orbi e alcuni comprimari temporanei.

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  5. Giacché siamo in argomento "Braccio di Ferro", spero di poter finalmente risolvere un mistero della mia infanzia, cui nessuno è riuscito finora a darmi una risposta: ma perché diamine i cartoni di Popeye erano trasmessi in tv in Italia in lingua originale? Non solo non doppiati, ma pure senza sottotitoli?

    Da piccolo, infatti, li guardavo sentendo le voci in inglese, non capendo un'acca di quello che dicevano, ma comunque intuendo ugualmente lo sviluppo delle storie. Tuttavia m'è sempre rimasto da risolvere questo mistero.

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    1. Tanto si menavano sempre, non è che con il doppiaggio si perdesse chissà cosa.
      I vecchi cartoon avevano il linguaggio universale degli sganassoni.

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    2. Veramente io i cartoni animati di Braccio di Ferro li ho visti soprattutto in italiano, trasmessi durante "Bim Bum Bam" in estate, quando Paolo Bonolis, Manuela Blanchard e Uan andavano in ferie...
      E' stata la Rai a trasmettere, dopo, gli episodi in lingua originale, penso perché inseriti all'interno di quelle rubriche di Raitre tipo "Schegge", e quindi col doppiaggio dell'epoca...

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    3. Ha ragione Rado, i cartoon dei Fleischer alla Rai negli anni 70 ( e credo anche prima ma non c'ero...) venivano trasmessi in inglese e nell'originale bianco e nero. I cartoni tramessi su Bim Bum Bam erano quelli della Paramount per la tv e Hanna & Barbera che erano tradotti

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    4. Io posso garantire per gli anni 70, perché nemmeno io c'ero prima :-)

      È anche ero che almeno al cinema (coi famosi film di montaggio) erano doppiati, ma in tv nisba, sempre e solo in lingua originale. Per carità, le situazioni erano intuibili però non ho capito i veri motivi di tale "curiosità". La versione di mia mamma era che contenevano un linguaggio assai colorito per i bambini, e quindi mantenendoli in lingua originale non si capiva (ovviamente alla mamma non si obietta che il doppiaggio poteva provvedere all'edulcorazione)

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    5. anche io ricordo le stesse cose, ma mia madre non diceva nulla ;-)

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  6. Mmm... allora questi chi sono?
    http://yfrog.com/1qptss231j
    http://yfrog.com/5dptss271j

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    1. sempre i misermites in una storia più recente, come evidente dal tratto. Probabilmente i Ming Italiani sono più fedel a questa versione

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