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domenica 13 gennaio 2013

Fumetti dell’Orrore-Grandi Autori-numero 5- I Cavalieri dell’Apocalisse- Novembre 1979-Edifumetto-Lire 800- Testo di Ennio Missaglia disegni di Wladimiro Missaglia****



Renzo Barbieri era migliore del pubblico “tipo” dei fumetti da lui pubblicati, amava sperimentare e spesso proponeva testate dove metteva in mostra i cavalli migliori della sua scuderia in storie che nulla avevano a che fare con il sesso.
Un esempio di albi  Edifumetto  non indirizzati a guardia notturne o a camionisti  in fregola  l’abbiamo con  la serie " Fumetti dell'orrore-Grandi Autori"  durata soltanto per 5 numeri e pubblicata nel 1979. La serie ospitò autori come Leone Frollo e Magnus (Vendetta Macumba).
Le cover erano del grande Roberto Molino nipote di Walter.
La storia dell’albo recensito (trovato oggi al mercatino), al contrario di quanto indicato sulla copertina, s’intitola semplicemente "Apocalisse" anche se incentrata sui quattro cavalieri. Fame, Pestilenza, Guerra e Morte viaggiano nel tempo per distruggere ogni possibile scampolo di felicità di tutte le reincarnazioni di Caino, perseguitato probabilmente per ordine di Dio.



S’inizia con Fame che nel medioevo costringe Sir Cain Donough,  assediato nel suo maniero  da un esercito che gli impedisce l’approvvigionamento di viveri, a cibarsi prima dei bambini del suo feudo e poi ugolinamente della propria moglie e  figlio.


Pestilenza invece viaggia sino all’inizio del novecento e s’imbarca sulla nave del redivivo Cain infettando il carico di schiavi neri che risorgono come zombies  inarrestabili  ricordando certe atmosfere cinematografiche di Lucio Fulci.




Guerra scorrazza nel presente e provoca una catastrofe nucleare che distrugge New York ed il resto del mondo.



Caino resta l’ultimo sopravissuto e ricorda il proprio passato , fugge perché sa che Morte vuole la sua testa, deve pagare per il primo omicidio commesso sulla terra, Abele deve essere vendicato. Il figlio di Eva viene costretto da un orda di  morti viventi  al suo triste giudizio finale.


I testi di Ennio Missaglia sono semplici e diretti e la storia non manca di dettagli grevi e pugni nello stomaco, scordatevi l’ironia di Splatter della Acme o del Dylan Dog Bonelli.
Le tavole di Wladimiro Missaglia sono funzionali alla sceneggiatura ma sempre di buona qualità.
Consigliato.

3 commenti:

  1. Molto fico!
    Quante pagine sono a numero?

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  2. è un albo in stile bonelli , ha 94 pagine

    RispondiElimina
  3. Non si può non voler bene ad uno sceneggiatore capace di infilare nella nuvoletta di pensiero di un personaggio in fuga ed in preda al panico una cosa come " che siano dannati per l'eternità ...vogliono bloccarmi affinchè la morte mi possa raggiungere ..."

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