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giovedì 7 marzo 2013

Le avventure di Popeye, volumetto promozionale allegato probabilmente a un sacchetto di patatine San Carlo (1996 circa)-recensione di Luca Lorenzon


 


Curioso ritrovamento: un albetto formato mignon (6,5x9 cm) di 48 pagine tuttofumetto che comprende due storie di Braccio di Ferro. Si tratta di un Braccio di Ferro moderno, alle prese con situazioni più attuali e oggetto di un restyling nell’abbigliamento e nella resa grafica. Notevole il Timoteo in versione coatta con cappellino e coda di cavallo, anticipatore di Uomini e Donne di Maria De Filippi.
Sicuramente le storie di Braccio di Ferro provengono da altre fonti, e sembrano inserirsi nel discorso qualitativo ricordato da Sauro Pennacchioli (http://retronika.blogspot.it/2013/02/made-in-japan-bracciozinga-contro.html). Oltre al rimodernamento del personaggio si vede chiaramente l’impegno nel realizzare dei disegni molto curati e dettagliati. La sigla “588” che campeggia nelle tavole non è molto utile visto che non identifica la singola storia ma le riguarda tutte e due (forse è un’indicazione del giornalino originario dove comparvero?).
Dalla pubblicità in quarta di copertina evinco che si trattava di un omaggio dato con le patatine San Carlo della linea “Junior”, facente parte di una serie di volumetti a fumetti che comprendeva anche altri personaggi riprodotti su licenza: Mandrake (di cui ho un albetto), L’Uomo Mascherato (filologicamente chiamato The Phantom) e Leo O’Pard. Di quest’ultimo, da riscontri sull’Encicolpedia del Fumetto della DeAgostini (dove veniva pubblicizzato), da alcuni siti internet e da vaghi ricordi, posso dire che era un personaggio ideato nei primissimi anni ’90 per inserirsi nel mercato degli animali antropomorfi con un giornalino a fumetti ma soprattutto con prodotti di merchandising. Evidentemente non riscosse il successo sperato.
Difficile stabilire con precisione l’anno di realizzazione delle storie (quella di Mandrake di Lee Falk aveva almeno l’indicazione del copyright del syndicate), così come non ho individuato gli autori. Nel volumetto compare comunque un’indicazione del copyright riferita a una «Agenzia Premium» di Milano per il 1996 quindi possiamo immaginare almeno l’anno di uscita del volumetto.
Ignoro se esista un collezionismo per questa serie di prodotti, sono solo incappato nel solito buontempone che su e-bay ha proposto il volumetto di The Phantom a un prezzo assurdo sottolineandone una rarità tutta da dimostrare.




Le storie:

Muscoli e cervello (28 pagine): Braccio di Ferro porta Olivia nel campeggio del suo amico Osvaldo. Inizialmente la coppia battibecca su cosa sia più importante, la forza o l’intelligenza, poi la storia ha una virata mystery quando Osvaldo dice a Braccio di Ferro di non trovare più la chiave della cassaforte (e il portavalori passerà proprio il giorno successivo a ritirare i soldi).



La notte porta consiglio e Braccio di Ferro fa un sogno rivelatore con cui capisce che in realtà si tratta di un furto perpetrato da Timoteo. All’interno della sequenza onirica, in cui i battibecchi della coppia vengono trasportati nel medioevo, Olivia è protagonista di una gag molto divertente con i coccodrilli in un fossato a guardia del castello.




La notte stessa Timoteo viene punito a sorpresa per la sua malefatta. Lodevole come lo sceneggiatore abbia posto per bocca di Olivia una domanda che il lettore attento si sarà fatto in merito a un apparente “buco” nella sceneggiatura: se la cassaforte era chiusa come poteva Braccio di Ferro entrarci per sorprendere Timoteo? Questo dialogo offre anche il destro per la gag finale. (verrebbe però da chiedersi perchè Braccio di Ferro non abbia aiutato l’amico sin da subito visto che poteva accedere comunque alla cassaforte, ma così la storia sarebbe finita prima ancora di cominciare, quindi preferisco pensare che abbia temporeggiato per risolvere il caso e punire Timoteo).


Pierluigi Sangalli


Anche grazie alla sua lunghezza Muscoli e cervello è una storia articolata e ben condotta, con più di una gag azzeccata. Visto che è stilisticamente omogenea col resto, credo che la sequenza onirica faccia parte della storia stessa e non sia stata recuperata da altre fonti.
Decisamente buoni i disegni: dettagliati, splendidamente inchiostrati e anche molto espressivi (Aggiunge Salvatore Giordano Pierlugi Sangalli ). ****

Immagini virtuali (20 pagine): la cittadina di Spinacia è invasa da un esercito di indiani, vichinghi, trogloditi, dinosauri e altri mostri assortiti. I cittadini fuggono in preda al panico, ma Braccio di Ferro vuole vederci chiaro.
Come annunciato sin dal titolo (autogol!) si scopre che si tratta di un piano di Timoteo e di sua madre la strega Bacheca, che con l’ausilio di un computer stanno sguinzagliando delle proiezioni intangibili per la città provocando il panico e il conseguente esodo, dopo il quale potranno darsi al saccheggio delle abitazioni abbandonate.
Grazie all’intervento energico di Braccio di Ferro i due malfattori vengono imprigionati nel computer stesso.
Immagini virtuali si segnala per dei disegni ancora più belli di quelli della storia precedente. Non solo la perizia profusa per ombre e dettagli è notevole, ma il disegnatore (uno studio?) (Aggiunge Salvatore  Giordano...Sandro Dossi da solo con le sue magiche manine) ...quale  ha saputo destreggiarsi egregiamente con soggetti molto diversi tra loro, ha curato gli sfondi e le architetture ed ha anche un tratto molto espressivo: vedi il Braccio di Ferro sconsolato che cammina letteralmente piegato in due. Forse si sarebbe potuto fare qualcosa per il look della strega Bacheca, qui in veste di geek tecnologica. Ma mi rendo conto che era difficile rifarle il look senza snaturarla.
Per quel che riguarda la sceneggiatura, mi sembra che a una introduzione molto lunga e suggestiva abbia fatto seguito una conclusione piuttosto frettolosa. Niente di grave, comunque, e la storia funziona benissimo anche così: simpatico poi l’inedito sadismo finale di Braccio di Ferro. ****

Sandro Dossi


7 commenti:

  1. ... e poi vennero i bonsai dei numeri 1 Bonelli della Scarabeo...

    La copertina dell'albo Metro da cui sono tratte le storie è questa qua... http://www.fumetto-online.it/ew/ew_albi/images/METRO%20EDITORIALE/BRACCIO_REFFO588.jpg

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    1. La cosa strana è che è un albo edito dalla PREMIUM e non da Bianconi...

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    2. Tenuto conto che nell'angolino c'è il numero dell'albo, non mi stupirei se si trattasse di una acquisizione non autorizzata, direttamente dall'albo, scansionato e ristampato in piccolo... -_-

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  2. No, non si tratta di un'edizione non autorizzata. La Premium è l'agenzia che gestisce in Italia il personaggio.

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    Risposte
    1. Lorenzo Terranova8 marzo 2013 00:03

      Comunque, confermo che le storie sono tratte da Braccio di Ferro N. 588 dell'Agosto 1993. Sono le ultime due storie dell'albo.

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  3. Quel numeretto lo avevo pure io!
    Era difficilissimo da trovare... almeno a me uscivano sempre gli altri.
    Ricordo che lo regalai ad un mio amico che partiva per la Germania...

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  4. Per la mia esperienza personale, lessi le (uniche) storie di Leo O'Pard su "Snoopy" (quindi proprio primi anni 90): una striscia come tante altre e, effettivamente, già oggetto di gadget e ninnoli vari. Effettivamente fu colpito anch'esso dalla moda dell'epoca che, per rinverdire alcuni personaggi, li riproponeva in versione baby (come i Looney Tunes, i Muppets, Asterix, gli Antenati e altri che sicuramente mi sfuggono)


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