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mercoledì 11 settembre 2013

La saga di Velma Venus di Bud Sagendorf...ovvero cosa ne pensa Popeye di Wonder Woman ****


Visto che qualcuno ha richiesto la recensione delle storie Sagendorfiane contenute qui parto dalla migliore tra quelle contenute nello speciale dell'Edizioni Metro.

Olivia rinviene un antica reliquia che gli conferisce un potere straordinario trasformandola in un vera e propria super eroina in grado di compiere imprese straordinarie.
La Wonder Woman di Spinacia viene subito notata dai masculi dell'isolotto che  se ne innamorano, persino Poldo Sbaffini, lo Sheldon Cooper dell'universo segariano, dopo essere stato salvato da un incendio viene affascinato dall'avvenente (coff...coff) alter ego della signorina Oyl.



Pisellino (nomen omen) scopre per la prima volta che in quella specie di pannolone di forza in cui è costretto oltre le gambe c'è di più.

Il fascino della milf


Il primo a scoprire l'identità segreta di Olivia è Mr. Wimpy  che decide di utilizzare l'arcano manufatto anche su se stesso.


L'elmo di Velma però ha degi effetti secondari, oltre a provocare amnesi, trasforma il possessore in quello che desidera di più, nel caso del ragazzo Jones il risultato è ovvio...

Se l'elmo fosse stato indossato da Silvio B. chissà cosa ne sarebbe venuto fuori...


La storia di Miss Venus termina nel momento in cui decide di immischiarsi negli affarracci da porto di Braccio Di Ferro, fermando il marinaio prima che si sollazzi  in uno dei suoi passatempi preferiti, una bella rissa organizzata.


Morale della favola: "Velmuzza...un ci rumpiri i cabbasisi!".




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