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lunedì 4 novembre 2013

L'Inferno di Topolino di Guido Martina e Angelo Bioletto*****



Ditemi se sto Ezechiele spolpato non è l'immagine pura del dolore

Ritengo questa la storia più disturbante di tutte quelle prodotte dai Disney italiani.
Ho ancora e conservo gelosamente il mio consunto Classico dal titolo “Le Grandi Parodie”  e ricordo che da bambino leggere questa “riduzione comica” dell’opera dantesca mi provocava un affascinante fastidio.

Provo la stessa sensazione ogni mattina quando prendo il numero sette per andare in ufficio

Temi pesi per un albetto di Topolino, morte, torture ed un uso sconsiderato e libero dei characters di Walt, sembra quasi un’anticipazione del porno massacro fatto dagli autori underground degli anni sessanta-settanta sulle icone dell’immaginario infantile.

Bambini degni del Villaggio dei Dannati
 
Guido Martina usa i personaggi come carne trita , li seziona e violenta, Angelo Bioletto disegna delle tavole cupe e meravigliose: teschi, fame, malattia e pestilenza invadono tutte le vignette. 

Faccie in fiamme, rasoi, pece e sedie elettriche

I diavolacci sembrano antenati di quelli dell'ade fiabesco di Geppo ma qui più che farci grasse risate sogghigniamo amaramente.
Queste sono bolgie puzzolenti di zolfo e bagnate di lacrime, la luce divina è distante.

Fans di Master Chef

Un esordio da sturbo per la scuola italiana del topolino libretto.
Un opera  che prende immediatamente le distanze dai comics  per bambini, uno smacco all'edulcorata produzione U.S.A., come se gia in quei numeri 7-12 del 1949/50 germinasse il concetto di fumetto adulto.

Una rivisitazione Biolettiana dell' Hot-Dog. Paperi che mangiano cani, incubi.

L’uso dell’endecasillabi nel fumetto popolare non mi pare sia stato più azzardato da nessuno, un rispetto per l’intelligenza e cultura del lettore che non si riscontra certamente nei tempi recenti.

Topolino senza pietà e Pippo che ride delle torture altrui.

Storia ristampata più volte è quindi un acquisto obbligato visto che abbordabile per tutte le tasche.
Non è un abuso  utilizzare in questo caso  il termine CAPOLAVORO.

Cannibalismo Romeriano

Poi c’è ancora chi scrive e dice che le storie moderne pubblicate su Topolino sono ancora di ottimo livello…annate a  leggere và! 

Qui ci vedo qualcosa dell'isola di Sinbad del Popeye Fleischeriano


16 commenti:

  1. Mi capitò tra le mani un qualche "libro da edicola" che ristampava questa storia (non ricordo l'anno, di certo c'era già l'euro)... Decisi di non prenderlo poiché mi ispirava... negatività... Non so come spiegarmi meglio, come se dai personaggi Disney non riuscissi ad accettare certe situazioni...

    L'esperto Martina, tra l'altro, ieri ha toppato di brutto in un Classico Disney che ho iniziato a leggere (il n° 100 della seconda serie): nella storia d'apertura "Tre paperi in fuga (per tacer di Paperino)", Paperone raccoglie da terra delle monete, gongolandosi tutto... se non che poi si scopre, a suo danno, che trattasi di monete false! Errore inconcepibile, in forte contrasto con i dogmi di Carl Barks e Don Rosa! Per cui mi vedo costretto a dedurre che anche in questo "Inferno di Topolino" la sensazione negativa percepita da me sia dovuta a un certo abuso di personaggi.

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    1. Io invece adoro questa storia proprio per il suo anticonformismo nel trattare i personaggi Disney. Un pò come nei film di Tezuka, i personaggi diventano attori e vengono utilizzati come tali, anche impietosamente. E' una perla nera, a se stante e non paragonabile a nessuna delle altre parodie topoliniane. Meriterebbe un volumone rosso di pelle martellata con scritte gotiche in nero. Sono invece d'accordo con te che Paperone non avrebbe mai fatto l'errore di scambiare monete false per vere.

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    2. L'uso di personaggi variegati era la norma e lo sarebbe rimasto ancora a lungo (penso alle storie di Scarpa dove compaiono i sette nani). All'epoca la presenza di Ezechiele così come di personaggi dei cartoni era perfettamente normale. Ricordo inoltre che la storia è del 1949, per cui i characters erano ben lontani dai ruoli e dalla solidità con cui li conosciamo oggi, fissati da decenni d'utilizzo. La storia in questione è unanimemente riconosciuta come capolavoro, oltre a possedere una morale positiva che va di pari passo con la satira. Se poi per essere negativi basta non avere il sorriso e il sole che splende non ci si lamenti della produzione disneyana attuale, bambinesca e gioiosa e perfettamente vuota di contenuti.

      Basterebbe spulciare wikipedia per sapere che Martina ha scritto "tre paperi in fuga quando Rosa non lavorava ancora, oltre al fatto che il Paperone italiano c'entra di suo poco o niente con quello americano di per sé.

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  2. Una storia che ho scoperto "tardi" (a 13 anni) il che mi fa pensare che non mi fosse piaciuta perché troppo lontana dai "canoni" che abbiamo sempre amato... Devo dire però che Martina era un genio (tra l'altro un cognome molto comune in Val Pellice)...

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  3. ... non mi viene nulla da dire su questa opera, se non che la ho letta (da bambino, credo nella primissima edizione) e che la ricordo da sempre come un capolavoro assoluto.

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  4. Credo uno dei primi fumetti Disney letti: mio padre aveva l'edizione tutta a colori formato Asterix (rimontata su 4 strisce). Mi è sempre piaciuto molto, ovviamente allora non potevo apprezzare appieno gli endecasillabi e la parodia dantesca.

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  5. Io lessi l'orinale a casa di un mio amico.
    Una storia stupenda e sagace per l'epoca.
    Una delle migliori cose che abbia letto...

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    1. ahahaha! Scrivere velocemente a volte ha degli effetti esilaranti, "lessi l'orinale" è unica. :-D

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  6. Se non ricordo male tutte le ristampe di questa storia erano censurate, con alcune vignette in meno (in genere quelle piu' truculenti). Il racconto non censurato dovrebbe apparire solo su Topolino libretto. Non ho sottomano il Classico di WD n. 1 del 1957 per verificare, ne' la ristampa numerata del 1977. Ma nel volumone "Le grandi Parodie" uscito una 15ina di anni fa ricordo che la storia mancava di alcune vignette macabre e di diverse vignette di chiusura/inizio puntata con conseguente intervento sugli endecasillabi.

    Sicuramente nelle ristampe in volume mancano tali vignette di chiusura/apertura puntata (sui Classici di WD di sicuro perche' lo ricordo chiaramente). Leggetevi la primissima edizione, ci sono ristampe anastatiche di Topolino libretto 7-12 con la storia originale per chi non puo' permettersi gli albi originali. Io ho le primissime ristampe anastatiche uscite negli anni 70 che riproducono gli albi originali fedelmente. Non so se nelle ultimissime anastatiche, uscite in edicola insieme a "Gli anni d'oro di Topolino" abbiano subito qualche intervento censorio. Sarebbe interessante verificare.

    e peccato che Bioletto abbia disegnato solo 3 storie per Topolino.. sicuramente uno dei disegnatori migliori che il Topo italiano abbia mai avuto. Da rileggere anche Topolino e i Grilli Atomici, poco ristampata e meno conosciuta de L'Inferno..

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    1. Ottima osservazioni, se ricordi dove stanno le censure posso buttare un occhio io, ho sottomano il classico (nuova serie) e le ristampe 7-12 degli anni d'oro.

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  7. Ho sempre detestato la caratterizzazione che Guido Martina ha dato a Paperone - facendone un gretto negriero - e spesso anche il Paperino martiniano mi ha dato ai nervi.
    Sul fatto che quest"Inferno" sia un capolavoro c'è poco da discutere, invece.
    E' anche molto disturbante, eh, acciderba se lo è !
    Anche se da ragazzino mi ispirava, più che paura o timore, un indefinibile senso di tristezza.

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    1. Invece il "mio" Paperone preferito è proprio quello, gretto, meschino, irascibile, violento, selvaggio e infatti Duck Tales per me fu un colpo al cuore. Paperone che compra le caramelle ai nipoti? Che paga qualcuno? Che frigna...blaaaahhhh!

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    2. Eh eh, sei un 'cattivista' insomma ! :)
      Senza bisogno di arrivare a un Paperone frou frou a me piace che ci sia un po' di misura. Attenendosi, diciamo, al Paperone di Barks, che è sì tirchio e burbero, ma non una specie di schiavista da laboratorio cinese clandestino.
      Non mi piacciono le estremizzazioni e l"avanspettacolo", non in casa Disney perlomeno ( mentre altrove non mi danno nessun fastidio ).

      In ogni caso ho idea che quella tra i martiniani e gli antimartiniani sia una divisione insanabile, tipo guelfi e ghibellini :D

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    3. Non puoi negare che però lo Zio Paperone "Savage" all'italiana ci ha regalato alcune delle gag più divertenti della produzione Disney. La produzione di Barks e Don Rosa è impagabile sotto il profilo avventuroso, mai eguagliata dagl autori stranieri, anche cloni come Vicar sono riusciti soltanto a replicare il tratto di Barks ma mai la componente Londoniana e da romanzo dell'epica dei McDuck. Il Paperone carogna è una cosa tutta nazionale che ho sempre apprezzato.

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    4. Be', certo...non sarebbe nata nemmeno l'idea del primo Paperinik senza un Paperone vessatore :)
      Però a parte quel caso particolare nei fumetti Disney preferisco aspetti avventurosi oppure toni da commedia, ma non troppo 'caricati'.
      Vicar o Jippes non mi dicono molto in effetti, sono delle belle scatole senza contenuto, o con un contenuto molto modesto. Molto meglio Tony Strobl o Phil De Lara e rispettivi soggettisti, a quel punto.
      ( Scusami l'OT )

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