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martedì 14 ottobre 2014

Nick Raider n.96-SUICIDIO SU COMMISSIONE-Sceneggiatura:Gianfranco Manfredi-disegni:Luigi Siniscalchi-maggio 1996-Bonelli Editore-lire 3000***1/2


Come dimostrato anche dal recente Adam Wild, Manfredi ha la dote, ormai poco comune, di saper creare "personaggi" affascinanti e vividi anche se la loro vita si risolve in poche tavole. Sarebbe splendido poter leggere le avventure in solitario di Faina, killer perfezionista affezionato alla vecchia madre malata. Nell'universo di Nick Raider è sempre stato il protagonista il character meno carismatico, già il tenente Rayan è più simpatico mentre è completamente inutile la spalla Marvin Brown, che non ricordo abbia mai fatto una battuta decente in tutta la serie. Marvin è come quegli amiconi convinti di essere simpatici che raccontano soltanto barzellette stantie. La trama dell'albo è ben congegnata, semplice come da tradizione Bonelli, ma proprio per questo gradevole e "secca".
L’assassino Mark Luckas, detto Faina, riesce sempre a farsi dichiarare innocente in tutti i processi, grazie alla sua meticolosità, ma il non aver ucciso una piccola testimone, cieca dotata dei super-sensi affinati di Matt Murdock che gli permettono di distinguere l'odore d'incenso che permea gli abiti dell'assassino e la sua stazza dal rumore dei passi sulle scale, lo porta ad un passo dalla gattabuia. Faina, scampandola per un pelo e rendendosi conto di stare per diventare un sentimentale, decide di ritirarsi. L'ultima commissione gli arriva da uno scrittore di gialli che vuole vendicarsi dalla bonazza ciucciasoldi che gli ha rovinato la vita. Il romanziere vuole farsi uccidere dal killer ma chiede che la colpa ricada sulla bionda. L'idea di Faina è quella d'intascare i soldi dal riccone e in seguito andarsene in pensione. Fatto sta che un’escalation di eventi come il ritorno dell'aspirante Ruby Rubacuori e la morte della vecchia genitrice del Killer porteranno il preciso assassino a rimettersi in gioco...Un bell'avventura del personaggio giallo creato da Claudio Nizzi nel 1988. Le tavole di Luigi Siniscalchi sono superbe. La copertina è di Bruno Ramella. Consigliato.

26 commenti:

  1. Rarissimo caso di albo Bonelli in cui il titolare della testata non appare in copertina...

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    1. Posso anche aggiungere che nell'albo la presenza di Nick Raider è secondaria. Elaborato sulla figura del singolo Faina sarebbe stato un perfetto "Storie Bonelli" moderno.

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    2. Anche in Dampyr talvolta la presenza di Harlan Draka è secondaria, talvolta addirittura inutile nella soluzione del "caso", eppure campeggia fisso in copertina...

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    3. Purtroppo Ramella è recidivo...

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  2. Raider è stato un bel problema. Duecento albi della ongoing + gli speciali annuali + gli almanacchi del Giallo. Solo la potenza SBEllica poteva pubblicare tanta carta ripiena di un personaggio non carismatico mimetizzato in mezzo a comprimari anche meno luccicanti. Il diktat in via Buonarroti era di non esagerare nella caratterizzazione di Nick e co e di concentrarsi sulle trame da police procedural. Noi ghost writers di belle speranze non siamo mai riusciti a spostarci da quelle coordinate.
    Di seguito alcune delle mie proposte ( tutte rigorosamente finite nel cestino del sig. Nizzi e di altri suoi giannizzeri ):

    1) miniserie dedicata a Ciaocara: da maresciallo del magazzino casermaggio della Area 51 a portaborse per vari MIB di lobbies che nessuno ammette mai esistano, la carriera dell'ineffabile capitano Vance. La signora Vance ritratta come una procace arrampicatrice sociale con un seguito di giovinotti come diligenti cicisbei.
    2) Manfred Raiders : Saturnine Manfred è una specie di Arnold Zeck al femminile che si scontra con Raider e Brown fino a farli radiare dal corpo - i due ex sbirri continuano la loro caccia al mobster da private eyes combo di vigilantes
    3) la figlia di Rayan: dal passato del simpatico baffone arriva Maria " Cubalibre" Suarez , frutto di una notte di amore con una cubana che detesta gli USA dalla Baia dei Porci . Cubalibre sostiene di voler ricucire i rapporti con papi, ma in realtà è un undercover agent di una organizzazione che intende scatenare x i salotti di New York una nuova e potentissima droga che dovrebbe piallare Wall Street. Raider se ne innamora, ma Brown diffida di lei.
    4) Mezza Porzione di Dinamite: i vecchi amici di Ciaocara della Area 51 usano Alfie come cavia e gli inoculano dei naniti alieni che ne fanno una macchina x uccidere con doppia personalità il cui lato oscuro, ad insaputa dell'altro, stecchisce chiunque lo abbia sempre dileggiato. Raider e Brown indagano, ma non riescono a trovare tracce. Nemmeno Alfie, x quanto faccia, cava un ragno dal buco...

    Non solo la SBE non ha preso in considerazione nessuna delle mie idee, ma sono stato invitato a girare al largo dalla zona - ogni tanto qualcuno dei creativi si spinge fino alle pizzerie intorno - e so che il portinaio - che ricorda uno dei Maestri della Notte di Boss Boselli - è stato addestrato a stordirmi con la arma a raggi atlantidea del detective dell'impossibile. Cattivi.

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    1. Caspita!
      Voglio presumere che ricevano fin troppe idee, magari di gente appena uscita da un corso di sceneggiatura che vuol tentare di farsi notare in Bonelli, e quindi facciano una cernita strettissima... Ci sono tra l'altro casi di autori e disegnatori notati e seguiti nella crescita prima di farli approcciare a qualcosa della quale potessero metterci la firma.

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    2. La figlia di Rayan è quella che mi garba di più come proposta

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  3. Esiste un vivaio in via Buonarroti ( una idea di Gallieno Ferri che, in realtà, aveva chiesto una palestra e qualche sparrig partner che non crollasse immediatamente sotto il mio destro micidiale come capiva a Laurenti che pesa come i sedici numeri di Bella & Bronco ) e ha cresciuto artisti come Giancarlo Magalli ( Topolino pubblicò una sua foto a torso nudo e coperto d'oro dei tempi in cui era comparsa a Cinelandia e si era incapponito nell'idea che era sintomo dovesse finire a scrivere una ongoing di Alfie ) , Marisa Laurito ( aveva questa idea che il mondo trattenesse il respiro attendendo la sua miniserie su di un team di Sciampiste Sciantose - SS, insomma - che contrastavano O' Sistema decenni prima di Saviano ) e Frank Miller ( a Nizzi sembrava un Pippo cappellone, non parlava italiano e aveva delle sue idee x fare di Raider un serial cupo ed estremo con un tratto che spigolava quello di Munoz ). Le giovanili della SBE funzionavano quindi nel ridirezionare il talento. E' merito loro se oggi faccio altro. E con quasi il quarantun per cento degli italiani alle spalle.

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  4. A scanso di equivoci - e considerando che forse tra i retrofans esiste anche qualche lettore dal fusto verde - abbandono i panni del premier ed indosso quelli dello storico del fumetto x dire che è deducibile persino dai commenti di Faraci nel suo vecchio blog ( commenti ai mei post deliranti ) o dalle interviste a D'Antonio che SBE scelse di non scavare nei personaggi del serial che SBE in persona voleva lontanissimo dai telefilm tipo Colombo ( si vedano anche le FAQ nel sito SBE ).
    Se non consideriamo le storie disegnate da Ramella e confluite nell'unico Oscar Mondadori dedicato a Raider, non si è mai scavato + di tanto nel passato del personaggio ( lo so, esiste anche il numero cento ). Praticamente un Hill Street Blues come sarebbe piaciuto al Bruno Kirby amante della polka di Good Morning Vietnam.
    Se si traccia una linea che parte da Tex, passa x Zag, Ken Parker, MM, Bella & Bronco e Dog, balza all'occhio che Raider è un passo indietro e che sarebbe dovuto uscire almeno nel 1980/1, cioè prima del Detective dell ' Impossibile.
    Persino lo Spada del Giornalino è + permeato di zeitgeist ( contestaz giovanile vissuta nel rapporto con il figlio teen ) della saga di Nick. Peccato.

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    1. Lo Spada di De Luca l'ho riletto per caso la settimana passata, a parte l'ovvia mascella aperta per la qualità grafica della serie, con quelle tavole aperte a tutto e quel tratto effimero ed efficace che non posso considerare meno di arte, come dici tu l'ho trovato incisivo e più moderno di Nick Raider. Se le intenzioni degli autori, però, erano quelle elencate da te sono riusciti benissimo a rendere poco "personale" la serie di Nick e perfetto esempio di "Hill Street Blues" -Like. La cosa che apprezzo di più della serie di Nizzi è che puoi leggere i numeri a caso e quando vado ai mercatini non o paura di trovare storie monche come mi capita con Martin Mystere o tutti i classici Bonelli nati dalle strisce.

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  5. Adesso non è che voglio fare il vecchio nostalgico, ma secondo me Nick Raider avrebbe meritato di rimanere in edicola. Per gli appassionati di giallo era un vero e proprio punto di riferimento. Io non lo ero, eppure spesso lo leggevo con piacere. Come sottolinei anche tu, il difetto più grande era quello di non aver mai approfondito come si deve i personaggi in campo. L'arrivo di Manfredi fu un toccasana, in effetti. Lui e Gino D'Antonio erano una bella coppia di sceneggiatori, per quella serie.

    P.S.: Nick era assente anche sulla cover del numero 99.

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    1. Potrebbe meritare un remake, a queste cose noi italiani pensiamo sempre poco, gli americani a corto di idee stanno facendo man bassa del passato...

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    2. Nick si è bruciato nei primi albi... Pessimi disegnatori... D'Antonio invece mi piaceva... e anche Faraci e gli altri.

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  6. D'Antonio - de mortuis eccetera - è stato un grande, ma il suo contributo alla serie risentiva del fatto che fosse un uomo di un'altra generazione. Si leggano le sacrosante critiche di UBC , per esempio, espresse con civiltà, sul personaggio di una prostituta che è anche una signora-bene che ha provato un perverso piacere nel subire in passato una violenza e ha metabolizzato la cosa trasformandosi in una parodia della Cat Denueve di Bunuel ( Bella di Sera di D'Antonio/Tacconi ). Alan Moore si è preso molte + pagine e molto + tempo x raccontare un amore nato da una violenza in Watchmen e non credo che nemmeno il Bardo sia riuscito a convincere le sue lettrici. E' come chiedere ad un emulo di Spillane di scrivere il Serpico di Lumet...

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  7. Effettivamente il contributo di Polese, Antinori, ma anche di Trigo , temo, disegnatori o dal tratto non particolarmente seducente o a fine carriera, può aver influito sulla scelta dei lettori, ma è da considerare che in SBE, come in tutte le realtà in cui si producono comics mainstream , i fan favourites finiscono x lavorare sulle testate che vendono di più ( in SBE Tex e Dyd ). I personaggi con minore seguito, ma con un numero di lettori sufficiente x giustificare lo sforzo, diventano palestra x le nuove leve da rodare o x i cartoonists che lì possono sperimentare ( Ramella, Del Vecchio, Parlov, Faraci, Mst, Sinis ) .
    Credo che in SBE manchi una testata poliziottesca, ma quando e se, spero sia in linea con il mondo fuori della porta e racconti gli affanni delle Forze dell'Ordine senza fondi, gli sprechi, i pulotti violenti, le connivenze con il malaffare, le ingerenze politiche, i rapporti con la stampa, il privato dei travet ed i dilemmi dei detectives + dotati e tutto quanto uno sceneggiatore può recepire solo aprendo un giornale.

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    1. Per certi versi hai centrato perfettamente il punto, nello stivale manca qualcosa di contestualizzato, si era uscito l'orrida Carabinieri (che durò in edicola ben più di quanto mi aspettassi). Un A.C.A.B. Bonelli sarebbe qualcosa di splendido. Io tra le ultime cose che ho apprezzato c'è stata la miniserie Nuvole Nere di Star, la riduzione a fumetti di racconti brevi di Lucarelli, proprio per quell'ambientazione rustica e locale. Manca un Montalbano del fumetto ma credo che una serie del genere in Italia non uscirà mai, mancano le palle e c'è paura nel trattare certi temi...lo stesso motivo per il quale non leggeremo mai Super-Eroi realistici alla Punitore ambientanti nel Belpaese. Ricordo su un vecchio Star Magazine una cose che era nata per scherzo (non ricordo l'autore) ...un progetto su un vigiliante chiamato "Falcone" che doveva combattere contro la criminalità organizzata italiana...bè penso che nessuno abbia le pelotas per produrre qualcosa del genere...e dire che la Tv con la mafia ci ha fatto i soldi ed esporta le varie serie dedicate al "fenomeno tutto italiano esportato con maggior successo". Proprio ieri sera parlavo con altri dell'influenza (malsana) che la fiction su Riina aveva provocato sui giovani siciliani, che ormai pratico poco, e mi raccontavano che "giù" i picciotti da Bar recitvano le battute a memoria e si atteggiavano a Boss. Per fortuna ai miei tempi come modello avevo Fonzie.

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    2. Aggiungo, nessuno per favore citi Lady Mafia perchè ci sono tovaglioli a rullo con impresse cose più interessanti.

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    3. Per "Carabinieri" intendi "Unità speciale"? Ho soltanto sfogliato un albo... sinceramente ho visto disegnare peggio su testate molto più blasonate...

      "Lady Mafia": mi è stato regalato il numero zero. Imbarazzante. Ci ho fatto soltanto una bella figura leggendolo sull'autobus mentre attraversava uno dei quartieri malfamati di Bari...

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    4. Si era Unita Speciale, colpa mia che non uso Google quando scrivo e vomito parole a getto :-). Il numero 1 di Lady Mafia l'ho comprato, non so manco come definirlo...

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  8. Ho sfogliato Unità Speciale e non sono rimasto particolarmente colpito dai disegni - a dirla tutta ho avuto l'impressiione di trovarmi di fronte ad una sequenza di campo e controcampo in piano americano e con i personaggi sull'attenti e, sebbene mi renda conto che è difficile trovare in un bonellide un segno adrenalinico in un lay out indiavolato, ho rimesso il giornalino dove lo avevo trovato di fianco ai suoi colleghi - ma ricordo che era stato scritto di concerto con l'Arma e questo, temo, ne abbia fatto una sorta di agiografia. E' lo stesso problema che denunciava Lucarelli quando diceva che le fiction RAI - dovendo contare sulle divise e vetture con sirena ed insegne messe a dispo gratuitamente dal Ministero degli Interni previo placet di questo e quell'altro politico - non raccontano mai di poliziottti corrotti o brutali e di deputati o sottosegretari che arrotondano i loro magri guidernoni grazie alla generosità di terzi...

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    1. Non vedremo mai quindi un "Training Day" all'italiana...anche se il cinema popolare sino all'inizio degli anni ottanta il coraggio della denuncia, caciarona e con gli sberloni di Merli, ci aveva dato grandi cose...

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  9. Direi due filoni : 1) il poliziottesco con i vari Merli , Merenda, Moschin che tanto piace anche a Tarantino 2) la prova d'autore che indaga sopra cittadini al di sopra dio ogni sospetto, per esempio, e non teme di mischiare cronaca e Kafka e Orwell e altro

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    1. Io avevo trovato "fumettisticamente" parlando molto interessanti Nico e Armando di Neri ed Accenti, miniserie underground (si, sino a poco tempo fa avevamo ancora alternative comics validi) di matrice poliziottesca.

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  10. E la Milano Criminale , numero zero di Cajelli /Rosenzweig , e miniserie di tre di Cajelli / Ferrario con storia in coda di Rosenzweig che riprende atmo anni settanta.

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    1. vista in giro sino a un po di tempo fa nelle fumetterie, adesso non più, ahimè non l'ho mai letta.

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