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giovedì 23 aprile 2015

Annexia non c’è più…


Questa  è una storia triste. Ieri su Facebook il buon Luca Montagliani ha postato nel suo stato le vicissitudini che hanno portato alla chiusura della migliore casa editrice dedicata al vintage che si sia mai avuta nel Belpaese. Alla morte del grande Giorgio Rebuffi, i parenti dell’artista hanno fatto richiesta di rientrare in possesso (tramite avvocato) dei diritti e lavori del papà di Pugacioff. A nulla sono valse le parole di Luca, i ricordi, i progetti e le serate passate con Giorgio, che più volte ha contribuito alle spese della casa editrice, che a detta del Montagliani era senza fine di lucro. Bisogna crederci se a livello nazionale soltanto 50 copie dell’ultimo libro su Cucciolo sono state richieste dalle fumetterie. Si capisce che quel che muoveva Annexia era soltanto la passione, il dovere di fare storia e ricordare Giorgio. Il mio sconforto nasce dal fatto che l’unica casa editrice che abbia mai soddisfatto le mie “pretese” di ristampa sia stata soltanto Annexia.  Niente carta patinata, niente orrende copertine lucide, prezzi bassi rispetto alla mole del volume ed una selezione seria delle storie. Quando un piccolo capolavoro non aveva lucidi in buone condizioni, Luca, Giorgio e Marco Mastro Pugacioff andavano alla ricerca dell’albo e restauravano, perché per loro era importante il contenuto e non la forma dello stesso.

Probabilmente Rebuffi tornerà in libreria, in qualche edizione de luxe di fumetti che non erano un lusso, che erano rivolti ai ragazzini e non pretendevano di figurare alla Feltrinelli. Io la mia scelta l’ho fatta, al prezzo dei volumi degli editori fighi ci compro 10 albi originali nelle aste ebay o nei mercatini. Non saranno in condizioni perfette, non avranno tronfie introduzioni, non verranno spacciati per arte ma avranno il gusto croccante del passato, l’odore della carta dozzinale, la quadricromia e gli inserti dell’epoca che li rendono molto più appetibili delle algide operazioni commerciali che probabilmente verranno da qui a poco. Quelle operazioni che vanno alla ricerca del “nuovo lettore” di Tiramolla, scontrandosi con un mercato a cui poco importa di quel che è stato e che mangia pane ed Avengers. Di sicuro potremo scordarci di Serafino di Gherlizza, di Top Mix di Bramante, dello Sceriffo Fox, del fantasma Aiace, del capitano Bomba e tutti i comprimari Alpe, perché questi non sono famosi come Tiramolla (che è sicuro tornerà). Molti si prenderanno gli onori di aver riportato il fumetto umoristico italiano in libreria,  vorranno essere ringraziati e non accetteranno critiche, come è ormai è prassi nel mondo del fumetto italiano, dove se dici “però” vieni additato di fanboysmo. Non uscirà quindi il nuovo volume che era in produzione di Pugacioff e  non c’è più la pagina Facebook di Giorgio Rebuffi curata da Luca Montagliani.  I file di stampa che i ragazzi di Annexia hanno ripulito in questi otto anni verranno distrutti da loro stessi. Al prossimo Lucca Comix quel che è rimasto dei volumi Annexia verrà venduto con lo sconto del 50% per chiudere in bellezza.

Una cosa buona avevamo…

23 commenti:

  1. Questa è veramente una storia triste e trattandosi di Pugacioff mi fa anche tanta rabbia.

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  2. I parenti di Rebuffi hanno ucciso Giorgio una seconda volta.
    E non voglio fare polemica...

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  3. Mi dispiace moltissimo. Annexia era un patrimonio per chiunque avesse amore e passione per l'opera di Rebuffi.
    Il lavoro di Luca in questi anni è stato impagabile.
    Su altre questioni non mi permetto di entrare, visto che la telepatia o la sfera di cristallo non sono ancora tra i superpoteri che posseggo.
    Un saluto triste,
    Orlando

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    1. Infatti... ma per certa gente le passioni altrui contano poco, non ci si pone la questione che magari una cosa fatta per passione riesca meglio di un'altra fatta industrialmente, soltanto per stampare più copie possibili e lucrarci sopra.

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  4. e vai con la millesima ristampa di alan ford,tex,zagor etc etc....i soldi uccidono qualunque sogno.....prendiamoci quest'altra mazzata e portiamo a casa...amen...

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    1. Esiste il boicottaggio di certe edizioni...

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    2. Ma infatti perché avere 20 numeri 1 di Alan Ford in edizioni diverse, extra lusso, ricommentate ecc.? Diventa solo una questione di confezione, a parte Tex e Disney dove da sempre si cambiano costantemente i testi nelle ristampe, cosa che per me è pure peggio...

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    3. C'è paura, non rischiano. Preferiscono darti mille volte pasta al ragù piuttosto che provare per una volta le linguine al pesto. Io per un integrale di Popeye andrei in giro per un mese vestito da Tenerone del Drive In.

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    4. Hah! Se non ricordo male nel 1700-800 gli editori proponevano delle "sottoscrizioni" per pubblicare collane di libri. In poche parole gli acquirenti anticipavano il prezzo del libro e ciò permetteva di calibrare la tiratura. Tipo l'antenato del crowdfounding.

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  5. Grazie Salvatore e grazie a tutti.
    Annexia si trasformerà in qualcos'altro a cui stiamo pensando.
    Certo, ora le cose sono drasticamente cambiate.
    Presto riattiveremo il sito, monco del materiale d'archivio che componeva il corposo index.
    E qui daremo una lunghissima comunicazione ufficiale che ho terminato di scrivere da poco, ora al vaglio del nostro avvocato.
    Che a questo punto, davvero, non si sa mai.

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  6. gli eredi sono il male, si buttano a capofitto come iene sulla carogna sperando che possano vivere di rendita con cose a cui non hanno contribuito in minima parte (se non addirittura sempre snobbato!)

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  7. Ma scommettiamo che Pugacioff e compagni torneranno presto per un altro editore, magari Mondadori( la sparo grossa ) ?

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    1. Possono tornare con l'editore che gli pare: gli eredi di Rebuffi non vedranno mai un centesimo dal sottoscritto.

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  8. Addirittura la lettera dell'avvocato e la distruzione dei file di stampa; e questo è il ringraziamento per un'opera che definire meritoria sarebbe poco. Grazie ai volumi di Pugacioff avevo riscoperto storie ed atmosfere che da piccolo erano state tra le migliori cose lette.
    Mi dispiace per la vicenda e mi auguro che la Annexia possa trovare nuova linfa.

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    Risposte
    1. La distruzione dei file è una scelta di Luca & co, che mi pare giusta, perchè far beneficiare gratuitamente altri del proprio lavoro? Immaginate se i Bianconi se i Bianconi fossero pubblicati da Annexia? Non sarebbe una cosa meravigliosa?

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    2. Il mondo è pieno di gente che si fa bella e si riempie di meriti con il lavoro degli altri. Quella di distruggere tutto non è un'idea delle migliori, anzi chissà la sofferenza da parte di chi ci ha lavorato. Ma se serve ad evitare situazioni di cui sopra (con tanto di interviste in cui chi non ha mosso un dito si produrrebbe in una serie di "...abbiamo fatto... abbiamo qui... abbiamo là... ecc ecc...") allora il segnale, duro ma efficace, ben venga e sia da lezione a futura memoria.

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    3. La scelta di distruggere i file non mi convince, non solo per il lavoro messo ma per il valore storico del materiale. Oltretutto: perchè "gratuitamente"? Copie dei file potrebbero sempre essere vendute (a discrezione della Annexia) ad altri editori, così ci ricaverebbero qualcosa. Che io sappia, anche sul lavoro di restauro vale il diritto d'autore, posso pubblicare un fumetto in pubblico dominio ma se ho dovuto pulire/completare/riaggiustare in verio modo le tavole, quella versione a quanto ne so è di mia proprietà, quantomeno se il restauro non è minimale ... spero in un ripensamento.

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    4. Beh, se allora il diritto d'autore vale anche per i restauratori, il discorso potrebbe cambiare.
      Che dire... restiamo possibilisti.
      Grazie per la dritta, controlleremo meglio.

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  9. Ho notato soltanto ora che non esiste più manco il sito ottag.it!

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