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venerdì 24 aprile 2015

La notte del cacciatore di Corteggiani & Malès (Glènat italia 1987)***1/2



Breve ma intensa è stata l'avventura di Glènat in Italia, la casa editrice francese aveva molto da dire, pure troppo per l'inadeguato pubblico italiano. Penso che il più grosso successo commerciale Glènat lo ebbe con i volumoni manga di Akira, ma non scordiamoci che i francesi editarono degli strepitosi ed enormi volumi di Pepito,  Whisky e Gogo di Bottaro e Pedrito el drito di Terenghi. Cose per le quali meritano un encomio retroniko. Ho letto ieri il primo albo di "avventure nella storia" dedicato alla saga di "cosa nostra" di Corteggiani & Males. L'impressione è stata buona, so che la serie è composta da 14 volumi e spero di poterli recuperare, anche se credo che integralmente nel belpaese non sia mai stata stampata, spero in una riproposta della benemerita Cosmo che di queste cose se ne intende. Il nizzardo François Corteggiani è bravo nel descrivere la vita selvaggia della desolata Sicilia agli inizi del ventesimo secolo. "Il silenzio e il sangue" narra la storia di Ciro Villanova e Giovanni Macaluso, costretti a migrare negli States per sfuggire ad una vendetta di mafia.
Marc Malès tratteggia perfettamente i vicoli di Palermo, città in cui ho vissuto per quattro anni fingendo di andare all'università, quando invece perdevo il mio tempo nelle fumetterie e a giocare con un fiammante Sega Megadrive. L'appartamento che dividevo con i miei amici era proprio nelle zone del "Puparo", personaggio importante di questa prima parte della narrazione e posso garantire che la ricerca iconografica di Malès è stata accurata ed attenta.

Si cade ovviamente nello stereotipo e nella faciloneria tipica di questi racconti sul "male" della mia terra, ma si è ben lontani dal western moderno e finto di fiction come "Il boss dei boss". Non si innalza nessun criminale ad antieroe e lo squallore di certi personaggi viene descritto come sempre dovrebbe essere. Mafiosi sciatti, malvagi e privi di pietà come nella realtà. Ben raccontato è anche il viaggio dei nostri migranti, accalcati su navi fatiscenti come i moderni martiri neri che colorano di sangue il mare. E' strano che a raccontare il nostro recente passato con tanta dovizia siano stati cugini "champagnoli" e che dalle nostre parti, tranne poche occasioni, nel mondo del fumetto si utilizzino soltanto ambientazioni esotiche o se si parla d'Italia si preferisca un innocuo cyberpunk o l'epica della resistenza. Ci vorrebbe un po di coraggio nel fumetto popolare nel proporre qualcosa di simile, non tronfie e noiose "Storie d'Italia" alla Enzo Biagi, ma una serie ambientata nei nostri luoghi, avventurosa, vivace ma rispettosa della realtà. Non a caso ho apprezzato la miniserie "Nuvole Nere" di Star Comics che aveva proposto racconti brevi di Carlo Lucarelli in versione disegnata o l'unico episodio ambientato in Italia di Nick Raider , il numero 100 "Spettri dal passato" di Nizzi e Ramella

4 commenti:

  1. Recuperato anni dopo l'uscita in una di quelle raccolte cartonate che la Glénat Italia fece delle rese. Non amo molto nessuno dei due autori, però la storia era interessante oltre che per i motivi che hai segnalato anche per il respiro da saga che aveva e per la buona gestione di tutto il ricco cast - oltre che per le citazioni fumettistiche. In Italia oltre a quelli delle Avventure della Storia hanno pubblicato uno più recente perché era disegnato da Barison.
    Mi pare che la Glénat ebbe una vita abbastanza lunga in Italia, o per lo meno piuttosto intensa: solo di queste Avventure della Storia pubblicò oltre 60 volumi. In generale i prezzi mi pare fossero altini, però.

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    1. I prezzi erano in linea con quelli del mercato francese, quindi alti, tranne che per i volumi di Akira che costavano 9900 lire ma erano enormi. La raccolta, che ho visto su ebay, dovrebbe contenere soltanto 3 dei volumi totali usciti in Francia, quelli pubblicati in "le avventure della storia", penso che per poter giudicare il lavoro nel complesso bisognerebbe leggere tutta le serie...ma dubito che qualcuno sia interessato. Avevo letto che in fumettisti d'invenzione avevi citato la serie, purtroppo il mio francese scolastico non mi farebbe apprezzare i volumi originali e che senso ha pubblicare solo quello disegnato da Barison? Come se di una serie tv trasmettessero un episodio a caso...gli editori italiani li capisco sempre meno.

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    2. Sì, erano le raccolte cartonate bianche: testimoni dell'epoca riportano che quei volumi finirono direttamente ai remainders perché i clienti si accorgevano che erano appunto delle raccolte fatte dai resi (senza copertine originali ma con l'elenco degli arretrati) e costavano uno sproposito per come le vendevano: 25.000 lire a volume contro le 6.000/7.000 dei brossurati!
      Pare che da un certo punto in poi la saga sia diventata un po' una soap opera coi discendenti dei protagonisti originari, a me quei tre episodi non erano sembrati eccezionali ma li avevo comunque apprezzati.
      Quella volta avranno pensato che il nome italiano su una serie franco-belga fosse un buon richiamo, 'sta mania di pubblicare in Italia solo l'ultimo episodio francese quando ci sono ancora dei buchi non l'apprezzo nemmeno io! Ma ormai con Cosmo e Gazzetta penso che non avremo più questi problemi :D

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    3. Infatti tutti i miei volumi Glènat sono "remainders". Ai tempi palermitani ne facevo incetta nella catena libraria "Gulliver" che credo non esista più o è stata inglobata in un franchising più grosso. Speriamo bene con Cosmo e Gazzetta.

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