Translate

Time Machine

1974 (20) 1975 (19) 1989 (18) 1976 (17) 1981 (16) 1982 (16) 1972 (15) 1978 (15) 1986 (15) 1992 (15) 1994 (15) 1979 (14) 1955 (13) 1967 (13) 1971 (13) 1962 (12) 1973 (12) 1980 (12) 1984 (12) 2014 (12) 1977 (11) 1983 (11) 1968 (10) 1985 (10) 1988 (10) 2013 (10) 1966 (9) 1987 (9) 1993 (9) 1949 (8) 1990 (8) 1995 (8) 2015 (8) 1958 (7) 1997 (7) 1964 (6) 1965 (6) 1991 (6) 2000 (6) 2016 (6) 1970 (5) 2003 (5) 1948 (4) 1957 (4) 1959 (4) 1961 (4) 1963 (4) 1969 (4) 1996 (4) 1998 (4) 1954 (3) 1999 (3) 2001 (3) 2005 (3) 2012 (3) 1928 (2) 1950 (2) 1951 (2) 1953 (2) 1956 (2) 1960 (2) 2002 (2) 2010 (2) 2011 (2) 1929 (1) 1936 (1) 1937 (1) 1938 (1) 1939 (1) 1942 (1) 1943 (1) 1946 (1) 1947 (1) 1952 (1) 2004 (1) 2006 (1)

venerdì 27 novembre 2015

Il Fumetto è morto...facciamocene una ragione


(Scritto di panza)
Quando leggo che "Sorrisi e Canzoni"  vende più di 1.300.000 copie alla settimana e leggo i "numeri" del fumetto la cosa mi pare talmente evidente che la rabbia e lo sgomento che vedo in giro per la chiusura di un Saguaro e di  Adam Wild, l'estinzione del reparto "ita" di Star Comics, i flop DC di Rw ecc...mi fanno sorridere. Parlo da consumatore ed amante della nona arte. Il fumetto è diventato noioso, costoso e anacronistico. 3,50 € di media per albo sono uno sproposito, in qualunque libreria di remainders per lo stesso prezzo prendi uno Stephen King che ti dura una settimana. Con il prezzo di 3 albi compri un videogame usato o l'abbonamento mensile a Netflix. Il rapporto tempo/denaro è sproporzionato. Io un fumetto lo leggo in media in 20 minuti. Le graphic novel sono un invenzione ridicola, il fatto che ZeroCalcare sia lento nel produrre non giustifica il fatto che per leggere una sua storia debba sborsare 18 €, e delle copertine di marmo non so che farmene. Gli e-comics sono più comodi, ne tengo a decine nel tablet, mi è più semplice collezionare o ricercare un albo, ma anche lì i prezzi ufficiali sono, oserei dire "divertenti". Amazon...ma veramente mi vuoi vendere una manciata di byte a 10 €?
Il prezzo non è un corrispettivo agli autori, i soldi li fanno solamente gli editori che speculano e questa è cosa nota. Veramente si preferisce ricercare questa ambita (e falsa) qualità a sfavore della notorietà e vendite? Che vi costa vendere i fumetti a 1-2 €, che sborserei senza nemmeno pensarci, lo faccio per il caffè al bar e per le sigarette ne spendo quasi 5 di sacchi. La quantità di venduto ripagherebbe, secondo me. Poi, diciamocela chiara, il fumetto non può competere con un Blockbuster, una serie o un videogame. Una volta c'erano dei limiti "tecnici" ed i disegni vincevano sempre, adesso che l'unico limite è la fantasia e la CGI surclassa la matita, il media di carta ne esce sconfitto. Resta soltanto la Marvel (che di comics ne vende pochi) ed i suoi aficionados , la chincaglieria geek e le action figures. Sta morendo anche il collezionismo e la curiosità, su Ebay i pezzi invenduti a prezzi che anni fa sembravano "occasioni imperdibili" sono a migliaia. Le uniche cose che vanno di moda sono le tavole originali ma anche quel mercato imploderà a breve. Io, lo ammetto candidamente, non compro più nulla in edicola, qualcosa ogni tanto, un numero uno, ma non ho preso nemmeno Morgan Lost...per dire...quando anni fa di "numero uno " Bonelli ne prendevo tre perché non si sa mai...capace che fa il botto e lucri...ma mi sa che di botti non ne vedremo più.

45 commenti:

  1. Beh, Salvatore, in termini prettamente tecnici, c'è da fare dei distinguo e da ricordare che, in ogni caso, il fumetto italiano rimane abbondantemente sotto la media prezzi, rispetto al resto del mondo. So che è cosa trita e ritrita, ma con quei 3,20 euro paghi una persona che ha disegnato 96 tavole a fumetti, una per una, per un lavoro complessivo di circa otto/dodici mesi l'anno, uno sceneggiatore che ha scritto tutta la storia, un letterista, un colorista (quando c'è), ecc ecc. Oggi in America 20 pagine di fumetto a colori te le fanno pagare quasi quattro dollari.

    Chiaramente il discorso è particolare. Meno copie vendi, più sei costretto ad alzare i prezzi per rimanere a galla. Ma forse non è proprio il caso delle edicole. Pienamente d'accordo con te, invece, se parliamo di chi compra solo diritti di pubblicazione dall'estero e non ha nemmeno i costi di produzione "vivi", se non quelli di stampa. Ecco perché alcune società editrici come la Star (ma anche parecchie altre), hanno tirato i remi in barca per quanto riguarda la produzione in casa e si sono lanciate su manga e comics. Ecco perché, finendo nel circuito delle fumetterie, vendi 2000 copie di un volume e 2000 di un altro, ed ecco perché ognuno di quei volumi, indipendentemente dall'opera, sei poi costretto a pagarlo 15/20 euro (se va bene). Che per certe cose va anche bene, sia chiaro.

    Ho seguito Saguaro dall'inizio alla fine e mi è dispiaciuto vederlo chiudere, così come mi dispiace per Adam Wild o mi è dispiaciuto per Mister No. Ma è la legge del mercato. Se scendi al di sotto di un tot di copie, non si può andare avanti. E il motivo per il quale vendono poco c'è sempre, che sia per i temi trattati, per lo stile grafico adottato o per operazioni di marketing poco reattivo, non importa. Certi conti in tasca ce li facciamo tutti: "un libro dura di più". E chi può darti torto? Solo che un libro NON è un fumetto. E noi, di fumetti, siamo malati. E nonostante tutto, a parte rare eccezioni, non smetteremo mai di leggerli per davvero :)

    Il fumetto è morto? Non ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La storia che i fumetti "costano" per colpa degli autori è messa in giro, da sempre, dagli editori. Il "prezzo" degli artisti incide si e no per il 10% del totale dei guadagni. Tranne casi sparuti i fumettisti non guadagnano nulla dalle innumerevoli ristampe (vedi Disney). Ammettiamo che ormai siamo una setta minuta e che ci conosce un pò tutti, blogger ed autori, la cosa dovrebbe preoccuparci. I numeri del fumetto, rispetto al resto dei media sono ormai ridicoli. Ahimè aggiungo.

      Elimina
  2. Il fumetto è morto se non sa evolversi.
    Ho letto del caso Adam Wild, che forse non è un'opera al passo coi tempi o da proporre adesso.
    Resta che bisogna ponderare bene cosa far uscire sul mercato, perché purtroppo funziona così: non ti seguono? si chiude.
    Come per i programmi tv.

    Fa rabbia, certo. Perché dietro c'è il lavoro di persone che ci hanno sputato il sangue.
    Si potrebbero trovare soluzioni alternative, tipo un numero ogni tot mesi, che i (pochi) fan comprerebbero...
    Ma forse oggi è impensabile pensare ancora a serie pop all'italiana di durata infinita, come Diabolik, Tex e Dyd.
    Lo stesso DK, nuovo e altro Diabolik, è pensato a stagioni...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me Adam Wild non è dispiaciuto, tra le nuove proposte Bonelli l'unica che mi aveva lasciato un pò "così" è stata Lukas. Saguaro, più che altro era "superfluo" nel mondo degli eroi del pianeta Sergio. Orfani copiava un pò di qua e un pò di là, come quasi tutte le robe di Recchioni dai tempi di Darkside, ma pare che qualcuno lo apprezzi. E' giusto che qualcosa che non funzioni chiuda, da che il mondo è mondo ma la mia impressione è che adesso non funzioni più il mezzo nonostante le buone proposte. Non ho assaggiato ancora Morgan Lost ( non m'incuriosisce mi pare il Corvo di O'Barr con la maschera di Hawkeye...anche l'immagine conta)

      Elimina
    2. De Il Corvo, ML ha una citazione ma in altri ambiti, per lo meno io ho colto una cosa simile.
      Ne ho anche parlato da me.
      Il secondo volume meno intenso del primo, vedremo.

      Il mezzo non funziona più? No, dai, non credo... anzi, ora il fumetto è sdoganatissimo e assolutamente per la bassa plebe, è diventato un medium davvero per tutti! E che fa moda. E gli hipster leggono fumetti.

      Moz-

      Elimina
  3. Premettendo che sono molto lontano dai fumetti da un po di tempo, visto che sto comprando e leggendo molto poco per svariati motivi.
    Mi ritrovo sulla questione Graphic Novel... mi trovo d'accordo. Mi sembrano che stanno diventando cose da radical chic...
    E si: ci mancano quei fumetti da 2 euri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh sì, il croccante, sano ed economico fumetto popolare. Ma ormai conta soltanto la "fighezza".

      Elimina
  4. Di fumetti nuovi ne compro pochi: Dampyr come unico acquisto mensile fisso, il resto sono spin-off a cadenza annuale o semestrale di Martin Mystere o Nathan Never, e un Julia ogni 30 mesi mediamente... Perché respiro una tendenza in Bonelli che non mi piace respirare, per ragioni che avrò ripetuto tante volte almeno quante volte ci viene detto che i prezzi dei fumetti italiani sono bassi... Pagherei anche il doppio un fumetto fatto come dico io: scritto dal primo all'ultimo albo dal suo creatore e con un staff di disegnatori fisso che non ammette new entry e salti di barricata per approdare a Tex facendo il gesto dell'ombrello alle testate che li hanno fatti mangiare per anni!

    Star Comics ha fatto bene a chiudere con le produzioni italiane: ha rovinato Cornelio proseguendolo per inerzia, ha interrotto Trigger che era previsto di soli 6 numeri, ha trasformato la resurrezione di Jonathan Steele nella sua seconda agonia... Lassàmo sta'...

    Secondo me la morte del fumetto è causata da tanti piccoli "tradimenti" perpetrati dagli editori nei confronti dei lettori/collezionisti storici, per arruffianarsi le nuove generazioni invece di lasciarle a crogiolarsi nel loro mondo di svaghi succubi di una presa di corrente o di una batteria al litio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dampyr e Giulia sono state le ultime icone Bonelli, forse perchè nati quando ancora il fumetto era "competitivo" aldilà della qualità delle storie. Nathan non mi hai mai preso, sentivo più libero e dirompente (specie per Bonelliland, una vera revolution) Legs. La Star ha avuto un paio di tonfi ma sicuramente ha prodotto serie più originali e sperimentali. Per me, e l'ho scritto più volte, il più bel fumetto popolare italiano del decennio è Dr. Morgue, non a caso Star.

      Elimina
    2. Per certi versi è un bene non essere "presi" da Nathan Never poiché è talmente complesso che meriterebbe una casa editrice a parte.
      Una complessità che, fintanto che gli autori si limitavano al trio Medda-Serra-Vigna e alle prime storie di Vietti, manteneva una qualità mediamente buona ogni mese, e le varie storie belle le ricordo ancora soprattutto per come particolarmente avvincenti. Poi, come al solito in Bonelli, hanno iniziato a fare capolino altri autori apocrifi (Ostini, Perniola...) che, sebbene siano riusciti a proporre storie o minisaghe decenti, hanno causato una diluizione eccessiva della qualità dell'intera serie, che è stata (se non lo è ancora) quella con più testate inedite dedicate all'anno. In pratica Nathan Never è diventato come quella squadra che gioca in campionato senza un ricambio di calciatori adeguato per tentare anche la conquista della Champions nella stessa stagione.
      Restano comunque degne di merito quasi tutte le storie del periodo Reiser dell'Agenzia Alfa. Poi, man mano si assiste a un calo progressivo...

      Dr. Morgue non l'ho mai letto, forse perché non mi è mai stata simpatica la faccia del Dr. House. :-D
      Piuttosto, alla Star riconosco il merito di aver pubblicato per anni Lazarus Ledd.

      Elimina
  5. Ogni medium ( per favore, pronunciatelo come è scritto, alla latina, e non midium , titillando il mio lato preistorico che mi fa ancora dire e scrivere calcolatore elettronico così che Crepascola e Crepascolino possano ridere del vs umile dinosauro ) ha un suo specifico, la cosa in cui riesce meglio dei suoi fratelle media ( per favore eccetera: in fondo è solo un neutro plurale latino ). Non entro nel merito. Dico solo che sulla faccenda hanno ragionato e prodotto roba persone diversissime come Herriman e Ware. Il fumetto resterà in giro - sperem , come vivrei senza ? - se ci sarannno autori che continueranno a ragionare e sperimentare così che ci saranno lettori di comics che ai comics andranno come le proberbiali falene alle fiamme xchè nei comics trovano polpa - e sto parlando di forma che è naturalmente anche sostanza quando la forma è il modo in cui si racconta - che non trovano altrove. Non che un medium sia migliore di un altro, sia chiaro.

    Sulla questione dei costi mi sono già espresso , e come tutti i vecchi balbetto sempre la stessa storia, ma a me pare chiaro che l' editore Ics , nel suo continuo desiderio di massimizzare il profitto come qualsiasi imprenditore, venderà il fumetto Ipsilon al massimo del prezzo che il mercato potrà sostenere, partendo dal presupposto che esiste un numero cappa di lettori che è sempre quello e che comprerà il fumetto sia nel caso costi zeta sia zeta meno tot. Matematica ed economia vivono in un universo non comunicante con il mio e quindi vi prego di scusare la mia lezione non propriamente keynesiana.
    Confesso anch'io di esser preoccupato all'idea di dover un giorno impegnare parti del mio corpo a cui tutto sommato sono affezionato x comperare un sessanta pagine in b/n formato tabolid spillato che ristampi quella storia di Ratigher con Fiorella che si annoia a fare la stunt girl negli olocomics e che segue il suo Adam nel wildworld ovvero un mondo in cui computer liquidi e senzienti annoiati peggio di Fiorella si nascondo negli anfratti della rete recitando come mantra vecchie schede perforate Olivetti. Ora che ci penso una milza in buono stato x una cosa così...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le falene ultimamente pare siano in estinzione

      Elimina
  6. Per dirne una: conosco Riccardo Borsoni, chiedendogli del perché la ristampa del suo Hammer sia così difficile da trovare, mi ha spiegato dei retroscena non molto piacevoli su numero di tiratura delle copie/distribuzione sul territorio/guadagni per eventuale seconda serie. Tutto questo volutamente fatto dalla casa editrice, per ragioni a mio avviso personali, che hanno bloccato di fatto una seconda stagione che il team originale aveva già bella che pronta. Per non parlare di tutte quelle storie di Dylan Dog mai fatte uscire, che ora fanno parte dei volumi fuori collana Old Boy. C'è del marcio pure nel mondo dei fumetti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci vorrebbe Comicsleak... :D
      Io come ho già detto in passato:
      Fumetti nuovi non ne compro più (intendo fumetti "nuovi" non ristampe o integrali, quelli, qualcosa...)

      Anch'io ho smesso con Dampyr. Era carino, ma dopo il n100 si stava un po' perdendo e comunque lui e Martin Mystere costano troppo (MM è aumentato in paginazione ma non è quello il problema. Il problema è il prezzo. Ne abbiamo già parlato nella discussione su fumetto "popolare")

      Conosco bambini che leggono fumetti (i pochi rimasti) e bambini che leggono solo G.Stilton (purtroppo anche mia nipote)

      Io credo che il concetto di "Graphic Novel" sia stato stravolto "all'italiana" rispetto al concetto originale, come tantissime altre cose. Il termine vedo che ormai è piuttosto odiato. Zerocalcare mai comprato ma da quel che ho visto potrebbe andar bene massimo per la mia lavatrice.

      Se ci devo riflettere direi che l'ultima cosa veramente bella che ho voluto seguire è (in generale) il lavoro di Ortolani, rat-man ecc. Non è nuovissimo, ed è anche piuttosto autoreferenziale, nel senso che se non conosci parecchio fumetto-tv-cinema vintage lo capisci poco.

      Elimina
    2. Anche io considero Ortolani l'ultimo collezionabile, l'erede naturale del fumetto umoristico che ci ha accompagnato da ragazzi, l'unico moderno che fa da ponte tra la risata semplice degli anni passati e il ghigno furbo di quest'epoca. Ho venduto tempo fa la ratman collection, ma ero arrivato con gioia sino al n.100. Ortolani però lo preferisco "libero" piuttosto che su Ratman. Anche il ratto è un po' spompato ed è arrivato il momento del riposo.

      Elimina
  7. Da notare come ultimamente nelle edicole ci si stia concentrando sulle ristampe di vecchio materiale, generalmente ben più appetibile e "di massa" delle proposte contemporanee.
    Sul prezzo degli albi però va detto che incide la metà circa del prezzo di copertina che l'editore perde all'atto della distribuzione ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio in relazione alle ristampe penso al fattore prezzo. Com'è possibile che con 8 euro a volume (La Gottfredson e la Barks le ho completate) , con tanto invenduto gli allegati da edicola vadano in pari e poi un volume da libreria (che ha di solito meno pagine e stessa qualità d'involucro) costi più del doppio?

      Elimina
    2. E sono i grossi gruppi, quelli dietro a Corriere, Gazzetta, Repubblica, a potersi permettere questa operazioni; evidentemente la distribuzione dei quotidiani agevola gli allegati, mentre magari nella stessa edicola a pochi centimetri vendono anche "Alan Ford", dove dichiarano: "Le multe sulle rese arrivano quasi ad annullare l'attivo delle vendite".

      Elimina
    3. Probabilmente L'allegato ha degli sgravi fiscali che permettono questa cosa dici? Può darsi.

      Elimina
  8. Meglio morto che accanimento terapeutico... Lo stesso Bonelli aveva detto che i suoi personaggi erano ormai esauriti, e che potevano solo ripetere i soliti cliché...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fatto sta che Tex (il cliché per eccellenza) vende più di tutti. Chissà perchè?

      Elimina
    2. Secondo Antonio Serra, solo per una questione di collezionismo. La collezione passa da padre a figlio, e dato che quando è uscito Tex i lettori erano ancora tanti, si porta dietro un esercito di collezionisti.

      Elimina
    3. Morti quelli ovviamente morirà Tex (e forse la Bonelli)

      Elimina
    4. Ma c'è anche da dire i lettori nuovi di Tex non hanno mai letto tutti i 600 albi usciti prima , quindi se qualche storia odierna copia una del passato, loro mica lo sanno.
      Riguardo la solita storia che il fumetto ( almeno in Italia) è morto, è dovuta , per me a 2 cose: la mentalità degli italiani, che hano sempre visto il fumetto come qualcosa di dozzinale, obbligatoriamente a buon mercato .buono solo come lettura al cesso, e non come qualcosa di artistico, come accade in Francia.
      Il secondo è che in Italia non si riescono a creare personaggi che spacchino.
      Negli ultimi quarant' anni, gli unici personaggi italiani che hanno spaccato sono stati Alan Ford, Dylan Dog , Tex, Kriminal , Satanik, Kriminal, Geppo ( che però Dossi mi ha rivelato che vendeva "solo" 40.000 copie, cmq più di un Orfani che ne vende 29.000 ) e Soldino.
      Ci metto pure Ratman, che però vende poco, e credo che in Italia non sia granchè popolare tra le persone comuni ( non i soliti nerdacci, ecco)
      Un pò pochi, in quarant' anni, vero ?
      I Disney, o un Braccio di Ferro che sono nati in USA, anche se realizzati da italiani, non li conto.
      Trovo i fumetti italiani generalmente vecchi dentro, involuti ,senza idee non al passo dei tempi come nel resto del Mondo.


      Elimina
    5. Non sapevo che ci fossero nuovi lettori di Tex, per me era già "vecchio" da piccolo e sono del 1971. La cosa non può che farmi piacere...anche se forse non è probabile, anche il Willer ha perso lettori negli anni non mi pare che ne abbia guadagnati. Il mio discorso della morte (che su comicus hanno probabilmente travisato...il blog è mio e scrivo quel che mi pare...non è allarmismo ne verità...un idea) è dato dai meri numeri. Come scrivo sopra il fumetto media (non i characters e gli autori) è marginale. I successi del fumetto fanno numeri ridicoli, migliaia di copie contro i milioni di cinema e videogames. Va meglio pure il cosplay ed i toys. Le icone si spostano, gli autori pure. Come mezzo penso che abbia ormai poca competitività e questo non vuol dire che io non ami il fumetto...ma io non sono giovane...ed ai giovani mi pare che del fumetto freghi ben poco. La cultura geek si è ampliata e i nerd hanno preso il potere, cosa che mi reca gioia, ma mentre prima il centro della nerditudine era lui il "comic-book" adesso ho l'impressione che il "comic-book" sia l'ultima ruota del carro, quella che rende meno. In Italia hanno il cagotto, non rischiano, come ho sempre pensato potremmo fare storie di super eroi meglio degli americani (il fumetto per fortuna non ha i problemi di budget del cinema) e fantasy meglio dei francesi, però quando esce qualcosa di nostro sembra sempre derivativo, copiato e senza palle. Non ho idea perchè sia così. Una volta ci copiavano ( e nel cinema gente come Eli Roth o Tarantino lo fanno ancora), I fumetti neri ed erotici sono cult internazionali (provate ad andare un pò giro sui blog esteri di fumetto...quando di parla di fumetto italiano classico la prima cosa che viene fuori o è Kriminal o Ulula), i nostri fumetti umoristici hanno fatto sfracelli in Francia e un pò ovunque. Per ora ho una bella corrispondenza con Frederic Andrieu, appassionato francese che sta facendo una cronologia dei fumetti Bianconi pubblicati oltrealpe...per dire. Sai come li vedo i nostri fumetti adesso, freddi...non mi viene nessun altro termine per descriverli...può darsi che sia io quello che è morto...ma non mi muovono nulla, ne simpatia, ne odio.

      Elimina
    6. Però attenzione, bisogna anche dire che i VG o i film vendono 1000 volte di più, ma costano anche 1000 volte di più.
      Bisognerebbe annche precisare che la morte del fumetto riguarda in particola l'Italia, perché in Giappone e Francia tirano più che mai.
      In USA i comics sono in declino, ma lì , IHMO, la colpa è delle scritertiate manovre manovre commercilai di Marvel e DC che hanno finito per allontanare i lettori invece di adescarli.
      Da loro c'è anche il problema delle proprietà intellettuali , che fa si che molti autori non propongano novità ai grossi editori che altrimenti glieli ruberebbero ( e quindi devi auto-pubblicarti, cosa che in pochi possono permettersi)

      Elimina
    7. Ieri pensavo che l'universo Marvel classico ormai è quello del cinema, la rivoluzione che c'è stata nei comics (madonna ma quanti Hulk ci stanno mo?) lo ha fatto diventare lontanissimo da quello a cui sono abituato. Chissà per i pischelli quale sarà quello che riconesceranno come "ufficiale".

      Elimina
    8. Tex vende? Ma quanto piace? Strano che il fumetto che tira avanti la baracca Bonelli poi te lo ritrovi in quadruplice copia, per intere annate, in tante fumetterie dell'usato, mentre albi di serie "sfigate" nulla o quasi.
      Che spreco di carta è stampare ennemila copie se poi nelle case ne restano ennecentinaia? Bella fine che fanno autori e disegnatori acclamati, il cui obiettivo della vita è lavorare su Tex, vedere quintali del loro lavoro stipato a impolverarsi in fumetterie.

      Elimina
    9. Una delle cose che non ho mai capito del collezionismo è la quotazione degli albi di Tex, Diabolik e TOPOLINO. Cifre folli per cose di alta reperibilità. Penso di avere in soffitta robe di cui in Italia ci saranno una decina di copie circolanti ma che non valgono nulla. Ormai è soltanto una guerra sullo stato di conservazione e non sulla rarità.

      Elimina
  9. Io non penso che non sia morto, penso invece che sia "pompato" Troppe uscite, ristampe, riproposte, anche a poco tempo dalla prima uscita, Lo stesso Tex, ma quanto lo stanno spremendo? Davvero troppo! (Un piatto di minestra è buono, 10 stancano)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma poi chi le compra queste ristampe? Nei mercatini vedo scatoloni pieni di Tex collezione storica a colori, Dyd mi pare che sia stato un flop e anche di Zagor Repubblica ne vedo a tonnelate. Stanno facendo i "remasters" come i cd ed i dvd, però non hanno capito che il vero collezionista vuole "la prima stampa" e se ama il fumetto come me è ancora più contento se ha "segni del tempo". Non gli strappi e le biro sulla copertina...ma una bella pagina ingiallita, secondo me, ha sempre il suo fascino.

      Elimina
    2. Hai mai notato che nei mercatini, trovi sempre e solo Tex, Dylan, Diabolik e Topolino ( almeno, io trovo sempre quelli) ?
      A volte qualche Bianconi o Alan Ford.
      Come se gli italiani leggessero solo quelli.
      O che gli altri fumetti se li tengano da collezione , mentre quelli sopra, dopo un pò stufano e si danno via

      Elimina
    3. E' la domanda che crea l'offerta. Da un po? io trovo anche roba Star Comics e Super Eroi. I Bianconi si trovano e di solito me li mettono da parte, gli Alpe e i Cenisio quasi introvabili. Gli albi Star li prendo a 50 cent.

      Elimina
  10. Salvatore, i fumetti che leggi tu sono morti. Forse. E se non cominci a guardarti attorno, non solo in edicola, quando c'è un mondo di editori indie interessantissimi, allora si che oltre a fare un discorso qualunquistico, quello che scrivi è anche molto superficiale e limitato. E tu da tutti gli articoli che ho letto superficiale e qualunquistico non mi sembri. Il passato è passato. Anche a me piacciono molto i fumetti classici, ma forse dovresti svegliarti e scoprire che siamo nel 2015. ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao. Il fatto che il blog abbia un impronta vintage per scelta non vuol dire che io non legga i nuovi fumetti. Dagli svariati commenti scritti penso che sia evidente che parlo di semplici "numeri". I numeri del fumetto sono ormai bazzecole, il fumetto che in America vende di più vende circa 200.000 copie...pensi che per gli investitori sia ancora un media competitivo? A sto punto sta meglio Tex con le sue 190.000 (solo in Italia) che vendeva sino a poco tempo fa. Il Post sarà stato scritto in maniera superficiale ma ho argomentato molto di più nei commenti.

      Elimina
    2. non credo sia argomentato invece poichè parli generalizzando e solo di mainstream. saltando a piè pari i costi di produzione e di distribuzione. infatti lo hai detto tu stesso che lo hai scritto "de panza". sono sicuro che ti sbagli sulla scomparsa del fumetto e in ogni caso sui tuoi gusti non discuto ^_^

      Elimina
  11. Pietro Mercurio3 dicembre 2015 15:41

    Io credo che il fumetto non sia ancora morto, ma di sicuro non è in buona salute, e non prevedo per lui un futuro cartaceo che superi un altro mezzo secolo.
    Ho specificato "cartaceo", perché è possibile che abbia un futuro nel "Digitale". Già oggi si possono leggere fumetti sul proprio PC o sul telefonino,e credo proprio che sia questo ciò che riserva il futuro alla Nona Arte.
    I fumetti attualmente vengono letti in maggioranza da persone abbastanza adulte, e da pochissimi ragazzini.
    Ragazzini che invece erano in passato i principali fruitori di questo passatempo.
    Perché è successo questo?
    Perché ormai ai ragazzini interessa sempre meno leggere. Figurarsi lo stare in poltrona con un fumetto tra le gambe, a girare e rigirare pagine su pagine.
    I ragazzi del terzo millennio sono digitali. Vogliono tutto ed alla velocità della luce.
    Quindi devi dargli l'opportunità di poter rispondere ad un amico con WatsApp ed allo stesso tempo leggersi sul display una storia a fumetti.
    Questa è quindi la mia previsione per il futuro.
    Drastica riduzione del fumetto cartaceo (che diverrà materiale per collezionisti e lettori sempre più adulti) e proliferazione di fumetto digitale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi trovo perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda. Al fumetto di carta do pochi anni di sopravvivenza e quel che resterà si troverà soltanto nei negozi specializzati. Mi piacerebbe un servizio in stile Netflix per il fumetto, tutto (o quasi) disponibile, roba nuova e vecchia, con un abbonamento mensile intorno alla decina di € (che è lo standard).

      Elimina
    2. sarà, ma pagare per un fumetto (o un libro o un film) virtuale mi da l'impressione che mi stiano rubando i soldi...

      un topolino preso in edicola è mio, sempre e per sempre (o almeno fino a quando non si decompone la carta...), lo leggo dove e quando voglio.

      Lo stesso numero sull'hard disk del pc (o dell'iPad) basta un fulmine, un cambio di pc, di standard (mai sentito parlare di medioevo informatico?) è irrimediabilmente perso... e se ho la batteria del device scarica? no no... tra l'altro la cosa bella di essere un collezionista è OSTENTARE ad amici e conoscenti ripiani e ripiani pieni di fumetti e polvere. Mostrare un HD da svariati tera di dati dicendo che lì dentro c'è tutto DyD farebbe lo stesso effetto?

      poi sarò vecchio, ma imho mi sento così...

      Elimina
    3. Un medium rimane tale anche se non è di massa. Il cinema non ha oggi la stessa rilevanza che aveva negli anni 20 o 30, eppure esiste e resiste... Non vedo perché per il fumetto debba essere diverso.
      Poi c'è il discorso del digitale, che riguarda su tutto la compressione (non dei dati in questo campo), ma dei linguaggi: forme sempre più brevi di racconto, fruibili su diversi device (dal mobile allo schermo della tv, dal visore in auto... Ma è un discorso trasversale che riguarda gli audiovisivi, i fumetti, la letteratura, perfino la musica...Probabilmente quel fumetto che noi abbiamo imparato ad amare con le sue 90 e passa tavole mensili non è più in linea con questi scenari. Ma da qui a dire che il fumetto è scomparso, questo non lo so, non mi sembra che stiano esattamente così le cose.

      Elimina
    4. Andrea87, spesso ostentiamo carta e veniamo presi per folli :-). Devi ammettere però che avere sul tablet una serie completa è una bella comodità. MarcoD, si in effetti la fine di un supporto non è la fine del fumetto

      Elimina
  12. i bonelli li dò per morti perchè continuano all'infinito, dylan dog doveva essere chiuso da una vita. Tex vende ma è sempre uguale. Ogni tanto lo lego con gli oscar mondadori. Almeno non devo aspettare 4 mesi per finire una storia.

    topolino per me è morto nel 1994. Poi sempre peggio.

    i manga sono ottimi, ma troppo violenti e pornografici(wolf guy, gants, shamo) negli ultimi anni. Preferisco scaricarli e poi cancellarli. Non li voglio in casa.

    RispondiElimina
  13. Analisi amara ma giusta. Il fumetto non è morto, come non è morto il cinema o il quotidiano stampato, ma di sicuro si è preso una bella ridimensionata. Il fenomeno di diffusione di massa che abbiamo conosciuto da ragazzini non tornerà mai più, il fumetto si evolverà verso nuove formule editoriali...io piuttosto sono preoccupato per il mestiere del fumettista: con un fumetto sempre più di nicchia e povero ha veramente senso mettersi a disegnare fumetti? I fumetti del futuro saranno fatti con poligoni tridimensionali da smanettoni del computer??

    RispondiElimina
  14. Il fumetto è morto ? Può essere. Ora, tralasciando i dati di altri stati (come Francia o Belgio) nel nostro paese, che non ha mai brillato per essere un gran consumatore ne di libri ne di fumetti, le tirature sono risibili. Il mercato minuscolo ed i compratori sempre gli stessi. Negli anni 80 Topolino faceva 1.000.000 di copie alla settimana, ora alla Panini sono felici se tra cartacea e digitale passano i 125.000 unità. Esulando un attimo (da lettore di Fantascienza) un tempo Urania faceva 25/27.000 unità. Oggi siamo a 7/8.000 se va bene... Qui da Noi, i fumetti li leggono gli over 40, io di nuove leve che leggono fumetti non ne conosco. Va da se che se escono certe cose, e non piacciono, la testata chiude. Se rimaniamo su Adam Wild, personalmente mi sono chiesto il senso dell'uscita. Forse come One shot poteva funzionare, ma come collana.. Mi sembrava un personaggio già vecchio, da fotoromanzo, un Jim della Giungla fuori tempo massimo.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...