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giovedì 31 dicembre 2015

Canto di Natale di Topolino (Mickey's Christmas Carol) U.S.A. 1983 *****


Ho rivisto ieri sera, dopo tanti anni, questo mediometraggio Disney del 1983 e mi è sembrato molto più bello di come lo ricordassi. Negli anni ottanta avevo ancora come metro di paragone i "classici" e quindi le animazioni di questo gioiellino mi sembravano scarne, abbozzate. Con gli occhi di oggi, pieni di Peppa Pig e Fantagenitori, la pellicola pare una tela del Botticelli.
Fluida, colorata e viva.
Tutti conosciamo la storia di Dickens e quindi non mi dilungo, preferisco parlare del film. Da tempo non vedevo un utilizzo così corretto dei characters, non fa nessuna impressione a noi dell'epoca Martina, vedere un Paperone così insensibile e avido. Paperino pieno di entusiasmo (forse un po' troppo accondiscendente e remissivo).
Pietro Gambadilegno che intimorisce con il solo sguardo. Ho provato persino empatia per il povero Topolino, cosa che non mi era mai successa. Forse soltanto Pippo l'ho trovato troppo sopra le righe, Goofy era lì per stemperare, è il suo ruolo da sempre, ma questa volta mi è sembrato fuori posto. Un cartone Disney dove è presente la morte, di un bambino per giunta. Il fato del piccolo Tim, anche se solo possibile in un altra linea temporale, colpisce come un pugno gli occhi facendoli lacrimare copiosamente.  Si capisco che la bellezza del prodotto è più frutto dell'arte di Charles che di Walt, però il meraviglioso cast disegnato non ha mai recitato così bene avendo a disposizione ruoli che calzano a pennello. 



La cosa divertente è il "trivia" inserito dagli studios, riconoscere tutti i vari personaggi minori nascosti e con apparizioni perlopiù fugaci: EzechieleOrazio, Clarabella, Lady Cocca, Saetta e tantissimi altri.


Il canto del cigno dell'animazione classica con in più il pregio di farci vedere i personaggi come li abbiamo sempre letti sui Topolino libretto degli anni sessanta e settanta. L'unico autore Disney italiano infarinato di animazione mi pare che fosse Romano Scarpa (anche Chierchini ad inizio carriera, il Volpetto Bianconi era stato ispirato da un cartoon su cui Giulio stava lavorando), beh penso che se avesse avuto la possibilità di proporci un disegno animato lungo e non soltanto la sigla fantastica del "Sabato con lo Zecchino" sarebbe venuto fuori così, in questo modo. Rivedetelo per le feste.


11 commenti:

  1. Auguri per tutto Salvatore! Buone feste e buon anno!

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  2. Mamma mia, fino a qualche tempo lo vedevamo tutti insieme in cassetta, tutti i Natali... vabbé, sono ancora in tempo.

    Terribile Gambadilegno, bellissima l'espressione di Topolino quando stringe la stampella del piccolo...
    (sembro Guidobaldo Riccardelli: "L'occhio della madre"...)

    Grande la battuta di Paperone: "Il mio socio Jacob Marley mi aveva lasciato i soldi per la sua bara e il funerale... Hah! L'ho fatto seppellire in mare!"

    Auguri a tutti quanti di cuore.
    "E un 'Bah, ...Bubbole' a te!", Salvatore. (cit. Paperone)

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  3. "bello anno a voi!"

    PS: Salvatore, in verità Scarpa cercò di farsi affidare dalla Disney Television alcuni episodi di DuckTales, ma era troppo bravo e costoso rispetto agli studioli giapponesi e koreani, per cui ci rimane solo questo breve test...

    https://www.youtube.com/watch?v=iTVIKEhemfo

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    1. Caspita, che documento!
      Peccato che non sia andato in porto...

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    2. Lo avevo già visto "la prova" di Scarpa per Duck Tales, non mi pare che poi si siano discostati molto dal character design gli orientali. Di Romano sono splendidi i corti autonomi, paiono Disney apocrifi

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  4. Ahhhh magnifico. Canto di Natale di Topolino è uno dei prodotti Disney che preferivo. E' invecchiato benissimo!

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  5. Apprezzare una singola opera è diventato difficile soprattutto per i bambini, e lo dico da papà e (disneianamente) zio
    Fino a qualche anno fa, compravi ai piccoli una VHS o un DVD, e magari lo vedevano un milione di volte, imparando ad apprezzare le singole opere e distinguendole l'una dall'altra anche grazie alla diversità di supporto fisico.
    Oggi i bimbi vedono miliardi di ore di animazione su canali TV gratuiti che trasmettono solo quello 24/7, o su youtube, o scaricati illegalmente da internet. Non si conosce più la singola opera, perché tutto diventa un'unica melassa, un flusso ininterrotto di immagini.
    I bambini non fanno che vedere roba del genere sugli IPAD finanche mentre sono piccolissimi in carrozzina.
    I ragazzi più grandi si stufano di veder l'opera intera e tendono a cercare la singola clip, il prezzo forte, l'highlight, sempre preso da Internet.
    La perdita dei supporti fisici e la smaterializzazione dell'opera audiovisiva creerà nuove forme di fruizione alle quali noi adulti non siamo preparati. Con il rischio che, tra 30 anni, nessuno possa più apprezzare/ricordare una singola opera conchiusa in se stessa ed avente un proprio stile e una propria "anima".
    Sono catastrofista?

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    Risposte
    1. Io Canto di Natale l'ho visto con la mia bambina. Il problema del "flusso" si ha se i bambini si sbattono davanti la tv da soli, se ci sediamo accanto a loro e proponiamo qualcosa da assaporare con calma di solito ne sono contenti.

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  6. Su Romano Scarpa (e Giorgio Cavazzano) si può citare l' https://www.youtube.com/watch?v=xdDzHECY13Q . Come sua ultima creazione nel campo dell'animazione c'è l'ottima serie "Sopra i tetti di Venezia/Le avventure di Marco e Gina" del 2001, credo mai trasposta in fumetto ...

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