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martedì 26 aprile 2016

Almanacco del mistero 2005 - Il segreto di Robin Hood ***


Un pò deludente l' Almanacco del Mistero del BVZM del 2005, la parte più interessante (e di solito lo è quella di tutti gli Almanacchi Bonelli) è quella redazionale con gli interessanti articoli di Giulio Cesare Cuccolini sui "mysteri inglesi" . Se volete conoscere i poteri della mano magica o sapere chi fosse la bellicosa Boadicea questo speciale fa per voi.
Per quanto riguarda la parte a baloons, la storia di Federico Memola e Alfredo Castelli "Il segreto di Robin Hood" ha i suoi bei momenti. E' bello pensare che grazie al riciclo gli alberi diventano immortali, trasformandosi in libri. Peccato che con lo stesso materiale vengano sfornati anche "Chi" e "Novella 2000". Come si fa a non apprezzare l'idea di un Robin Hood "Man in Black" che conosce l'infinito grazie al suo legame con un albero che contiene tutta la conoscenza della storia dell'umanità? Si prova empatia anche per lo spazzino che vince tutti i quiz a premi TV perchè nella sua vita ha letto soltanto un libro, un giallaccio che però è stato stampato sulla cellulosa della pianta di cui sopra e che quindi trasmette, pian piano, tutto il suo sapere al povero operatore ecologico. 



Il problema di questa avventura sta soltanto nella solita prolissità, troppa gente seduta a dialogare. Il male di molti degli albi Bonelli sono gli spiegoni inutili che servono a riempire le pagine dell'albo che ahimè deve essere obbligatoriamente abbondante. Quante storie della SBE sono state ammazzate dall'annacquamento? Cicli interi di Zagor o Tex, volendo, potevano stare racchiusi in una cinquantina di pagine. Vero è che così si ha il tempo di delineare anche i personaggi secondari, dare a loro personalità, ma spesso i punti cardine della storia vengono risolti in velocità mentre decine di pagine sono dedicate ad avvenimenti spesso inutili. 


Le tavole di Sergio Giardo sono perfette ma in quanto tali peccano di freddezza e risultano anonime.
Sarò all'antica ma tra il tratto di un  tecnico e quello di  un artista preferisco sempre il secondo.


Nel complesso: Trascurabile.

9 commenti:

  1. Ce l'ho questo almanacco.
    L'ho preso per completare l'ideale "trilogia" sui misteri d'Europa.
    Non ricordo in dettaglio i contenuti redazionali, se non che erano interessanti come sempre. La storia l'ho trovata a tratti noiosa, con un Martin praticamente in pensione rispetto ai tempi d'oro...
    A me i disegni di Giardo (non Ciardo... :D) piacciono, anche se su Storie da Altrove l'ho trovato alquanto fuori luogo, molto meglio sulla fantascienza che in vicende ambientate nel passato. Mi piacerebbe vedere una sua trasposizione a fumetti di "Spazio 1999" o della serie classica di "Star Trek" per esempio, ma in fatto di Robin Hood, Dracula, Houdini... molto meglio come dici tu un disegnatore meno tecnico e più artista.

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    1. Ooops! Grazie stavo pensando all'immortale Barese Gianni Ciardo!

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    2. OT
      Del quale ti consiglio di recuperare "Il polpo" con Toti e Tata! ;-)
      OT

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  2. Ricordo questa storia, è una delle prime che ho letto di Martin Mystère

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  3. "Il male di molti degli albi Bonelli sono gli spiegoni inutili che servono a riempire le pagine dell'albo che ahimè deve essere obbligatoriamente abbondante. Quante storie della SBE sono state ammazzate dall'annacquamento? Cicli interi di Zagor o Tex, volendo, potevano stare racchiusi in una cinquantina di pagine. [...] spesso i punti cardine della storia vengono risolti in velocità mentre decine di pagine sono dedicate ad avvenimenti spesso inutili. "

    Non avrei saputo dirlo meglio!!! Concordo pure con le virgole e i punto-e-virgola!
    Ed ecco il motivo principale del perché non leggo più Bonelli.
    Un caro saluto.

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    1. Mi sa che ormai sono in tanti a non leggere più Bonelli. La cosa che mi fa rabbia è che SBE ha fatto tabula rasa dei concorrenti, come ho detto più volte gli ultimi albi italiani di Star Comics ed Aurea avevano idee che in SBE non avranno mai il coraggio di produrre. Un sacco di autori giovani con influenze diverse dai classiconi che facevano fumetto popolare italiano moderno.

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    2. Di coraggioso in Bonelli sanno proporre l'ennesima saga dai toni horror.

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  4. Giulio Cesare Cuccolini non fu perculato da Castelli come "Giulio Cesare Rosenberg" ne "La diabolica invenzione" disegnato da Casertano (speciale MM n. 4, 1987), e fatto diventare un'antagonista acculturato, megalomane e pazzoide? Carino Castelli con i suoi collaboratori...

    Nel 2005 avevo smesso da un pezzo con gli Almanacchi di Martin, ma ammetto che la parte dossier sembra interessante.

    Curiosa e appropriata l'osservazione di Gas75 sulla fantascienza e su Spazio 1999, perché Giardo si è fatto tutta "Legione Stellare" su Zona X, e su Zona X n. 23 (maggio 1997) disegna appunto un episodio di Legione ("Biosfera", testi di F. Memola), in cui due comandanti di astronavi da guerra si fronteggiano.
    Se ci fate caso, uno ha la faccia di Ed Straker e l'altro quella di John Koenig (e "Koenig" ha la peggio).

    Qui sull'Almanacco il tratto di Giardo mi sembra diverso, in Legione stellare mi ricordava un po' le primissime prove di Pino Rinaldi su Lanciostory.

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    1. Il tratto del Giardo qua ricorda un po', secondo me, quello del primo Nizzoli

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