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mercoledì 14 febbraio 2018

Fan fiction: Geppo: Mediazione infernale


Vignetta di Sandro Dossi

Mediazione infernale
 by Andrea Micky

Durante il suo bighellonare quotidiano, il gatto infernale Caligola trovò un posto che gli parve adatto per fare un riposino.
Ma proprio quando il felino si mise comodo, la voce del suo padrone lo fece sobbalzare.

“Caligola, inutile parassita, é così che fai il tuo dovere?” domandò Satana, arrivando all’improvviso.
“Che dite, maestà?” domandò Caligola, ancora mezzo addormentato.
“C’é un topo che rosicchia il formaggio nella dispensa e tu te ne stai qui a poltrire, anziché dargli la caccia” spiegò Satana.
“Vado subito a prenderlo -assicurò il gatto- Ma dovrò avere accesso alla dispensa, per difenderla adeguatamente”.
Capendo l’antifona, Satana dichiarò “Tu gli darai la caccia senza toccare niente. E se mancherà qualcosa, ti getterò nel fuoco eterno”.
“Va bene, sire” rispose il felino, facendo la riverenza.


Subito dopo aver raggiunto la dispensa, Caligola notò un foro nel muro e capì che era da lì che il roditore entrava per compiere le sue razzie.
Allora, il felino si nascose dietro le rocce e dopo una breve attesa, vide arrivare la sua preda.
Muovendosi con circospezione, il topo si diresse verso il buco, ma a pochi passi dalla meta, ebbe una brutta sorpresa, in quanto Caligola balzò fuori dal suo nascondiglio.
“Sei mio, topastro” disse il gatto, lanciandosi su di lui.
“Gambe in spalla” replicò il roditore, fuggendo via.

Geppo stava passeggiando tranquillamente, quando il topo gli corse fra le gambe, seguito da Caligola, che andò a sbattere contro di lui, facendolo cadere a terra.
“Caligola, perché tanta fretta?” domandò il diavolo buono, mentre si rialzava.
“Devo acciuffare quel topo” spiegò il gatto, indicando il roditore, che si era fermato a riprendere fiato.
“Non ti vergogni a dare la caccia ad un esserino indifeso?” domandò severamente Geppo.
“Eseguo solo gli ordini di Satana” rispose Caligola.
“Hai ragione anche tu -ammise Geppo- Ma deve esserci un modo per accomodare in modo equo le cose”.
“Io avrei un’idea” ammise il topo, avvicinandosi ai 2 interlocutori.
“Sentiamola” lo incoraggiò Geppo.
“Per non farmi notare, potrei rosicchiare solo gruviera, che é già pieno di buchi di suo. E in cambio del silenzio, potrei offrire a Caligola un paio di fette di salame ad ogni mio prelievo” propose il topo.
“Facciamo 3 e sono soddisfatto” stabilì Caligola, porgendo la zampa al suo avversario.
“Affare fatto” accettò il topo, facendo altrettanto.
Osservando la scena, Geppo rifletté “Forse non sarà molto onesto, ma almeno ho messo fine ad una lotta impari”.

Tempo dopo, Satana era intento a controllare le fatture delle derrate alimentari.
“Cosa? Abbiamo finito di nuovo il salame?” domandò sorpreso il re dell’inferno.
“Ultimamente succede spesso” ammise il diavolo contabile.
“Ci sarà sicuramente un errore. Stasera andrò a controllare personalmente” decise Satana.

Verso sera, adempiuti i suoi vari impegni, Satana si recò alla dispensa, per verificare lo stato dei rifornimenti.
Ma proprio quando il re dell’inferno arrivava a destinazione, dal buco nel muro uscì il topo, con 3 grosse fette di salame caricate sulla schiena.
Incuriosito, Satana seguì il roditore fino ad una grotta poco distante, dove Caligola era in attesa.
“Ecco il salame pattuito” disse il topo, consegnando la merce.
“Benissimo. Sei sempre puntuale nei pagamenti” ammise il gatto, divorando le 3 fette in un sol boccone.
“Ah, dunque é così!” sbraitò Satana, sbucando fuori all’improvviso, brandendo un grosso randello.
Come aveva previsto di fare nel caso in cui l’avessero scoperto, Caligola tentò di scaricare tutta la colpa su Geppo, ma una sonora raffica di legnate gli impedì di parlare, lasciandolo tramortito a terra.
“Adesso, mi occuperò io di te, pestifero roditore” minacciò Satana, guardando in cagnesco il topo.
Questi non poté fare altro che fuggire, dirigendosi verso il luogo che riteneva più sicuro. 

Geppo aveva appena aperto la porta della sua grotta, quando il topo gli sfrecciò fra le gambe, andandosi poi a nascondere sotto il divano.
“Che c’é piccolino? Caligola non rispetta più il vostro accordo?” domandò Geppo, chinandosi su di lui.
“Allora tu sapevi del loro accordo!” l’accusò Satana, arrivando di corsa.
Arrossendo imbarazzato, Geppo ammise “Ehm...io li ho solo incoraggiati a raggiungere un equo compromesso”.
“Te lo do io l’equo compromesso, rovina dell’inferno” urlò Satana, mentre la sua faccia diventava rossa come il fuoco.
E brandendo il suo randello, il re dell’inferno scaricò una tremenda raffica di legnate sul suo suddito, che affondò nel terreno di diverse spanne.

Poco dopo, completamente bendati, Geppo e Caligola giacevano su 2 letti dell’infermeria infernale.
“Geppo, la prossima volta che mi vedi dare la caccia ai topi, non t’impicciare” brontolò il gatto infernale.
“Contaci, Caligola” sospirò il diavolo buono.


FINE

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