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lunedì 18 giugno 2018

Fan Fiction: Geppo: Il difensore delle anatre


Il difensore delle anatre
 by Andrea Micky


Durante un pomeriggio di settembre, Geppo lasciò l’Inferno, per andare a fare una passeggiata sulla Terra.
“Con l’avvicinarsi dell’autunno molti uccelli hanno cominciato a migrare” disse il diavolo buono, notando uno stormo di anatre volare in cielo.
In quella, alcune auto sfrecciarono sulla strada, procedendo nella stessa direzione dello stormo.
“Quegli automobilisti devono essere dei cacciatori malintenzionati” pensò Geppo, lanciandosi al loro inseguimento.

Grazie alle sue ali, Geppo seguì senza difficoltà le auto fino ad uno spiazzo erboso, dove i loro conducenti le avevano parcheggiate.
Dopo l’atterraggio, Geppo seguì silenziosamente il gruppetto di cacciatori, fino a quando un uomo in divisa da guardacaccia gli si parò improvvisamente davanti.
“Che sta facendo qui?” domandò il nuovo arrivato.
“Ehm, niente. Stavo solo guardando cosa facevano quegli uomini” spiegò imbarazzato il diavolo buono.
“Quelli sono dei cacciatori con regolare licenza -spiegò il guardacaccia- E se lei é uno di quegli animalisti convinti che interferiscono con le attività altrui, la multerò”.
“Capisco” replicò Geppo, allontanandosi in tutta fretta.


Dopo essersi allontanato di qualche metro, Geppo si nascose dietro un albero dal grosso tronco.
“Non posso permettermi il pagamento di una multa, ma non posso neppure abbandonare quei poveri uccelli nelle mani dei cacciatori” pensò il diavolo buono, che, usando su di sé i poteri infernali, si rese invisibile.

Grazie alla sua invisibilità, Geppo poté passare sotto il naso del guardacaccia e mettersi a cercare indisturbato il gruppo di cacciatori, i cui membri si erano sparpagliati in direzioni diverse.
Il primo cacciatore in cui Geppo s’imbatté era in compagnia di un cane, che stava fiutando l’aria per rintracciare lo stormo.
“Devo distrarre quel cane” pensò il diavolo buono, notando un’area ristoro poco distante.

Leggermente disgustato, Geppo si mise a frugare in un cestino dei rifiuti, cercando qualche osso con cui distrarre il segugio, quando un secondo cacciatore passò casualmente di lì.
“Ehp! I rifiuti nel cestino si muovono da soli” gemette l’uomo, impallidendo come un lenzuolo.
Assecondando un’idea improvvisa, Geppo disse con voce cavernosa “Io sono lo Spirito della Foresta e se farai ancora del male a degli animali indifesi, mi prenderò la tua anima e la porterò all’Inferno”.
Senza farselo ripetere, il cacciatore gettò via il fucile e corse a tutta velocità verso la sua automobile, che partì sgommando.
Compiaciuto, Geppo continuò il suo disgustoso frugare e trovò presto ciò che cercava.

Il segugio condusse il suo padrone presso uno stagno, dove lo stormo di anatre si era fermato a nuotare.
Agendo con la massima cautela, il cacciatore imbracciò la sua arma e prese la mira; ma al momento di fare fuoco, un osso volò in aria, costringendo il cane a lanciarsi in avanti per prenderlo.
E visto che, nella foga del momento, il guinzaglio si era avvinghiato al piede del cacciatore, questi venne trascinato dal suo amico a 4 zampe nel punto in cui l’osso era caduto, facendo così un bagno fuori programma nello stagno.
“Brrr! Mi buscherò un raffreddore coi fiocchi” si lamentò l’uomo, rabbrividendo a causa dell’acqua gelata.

Il frastuono provocato da quella scena spaventò le anatre, che volarono via; ma un altro cacciatore, abilmente nascosto dietro un cespuglio, sbucò fuori col fucile in mano, pronto a sparare.
Fortunatamente per gli uccelli, sopra la testa del cacciatore c’era un grosso alveare, contro cui l’invisibile Geppo tirò un sasso, suscitando l’ira delle api che vivevano al suo interno.
E gli insetti infuriati si avventarono sull’umano, a cui imputavano l’attacco al loro alveare, costringendolo ad una rapida fuga.
“Dovrei averli sistemati tutti, ormai” si compiacque Geppo.
Ma in quel momento, fra le canne del laghetto s’intravide il luccichio di un fucile ed una barca a motore perfettamente mimetizzata si mise a seguire lo stormo.
“A quanto pare, c’é ancora un furbastro in circolazione” notò il diavolo buono.

Grazie al telo mimetico che la ricopriva, la barca seguì le anatre senza farsi vedere e quando i volatili scelsero un nuovo punto in cui nuotare, il natante poté avvicinarsi a loro senza problemi.
Ma proprio quando il fucile del cacciatore cominciò a sbucare da sotto il telo, Geppo intervenne con i suoi poteri infernali, sparando dalle dita un getto di fiamme, il cui calore fuse la canna del fucile in pochi secondi.
Ma il fuoco infernale entrò in contatto anche con il telo mimetico, facendo scoppiare un incendio a bordo della barca; e prima che il cacciatore potesse intervenire, le fiamme avvolsero la tanica del carburante, provocando così una violenta esplosione, che scagliò l’uomo ad una notevole distanza.
Nel frattempo, spaventate dall’esplosione, le anatre volarono via più in fretta che poterono.
“Mi spiace per quel poveretto, ma adesso le anatre sono salve” pensò Geppo, mentre lo stormo svaniva all’orizzonte.

Dopo essersi allontanato dalla zona di caccia, Geppo ridiventò visibile, per poi andare in cerca del cacciatore della barca, col fine di soccorrerlo in caso di bisogno.
“Calcolando la sua traiettoria, quel tipo dovrebbe essere  atterrato da queste parti” rifletté il diavolo buono, incamminandosi in una fitta macchia boschiva. 
In quel momento, si udì il rumore di un ramo che si spezzava e subito dopo, il cacciatore piombò a terra, proprio alle spalle di Geppo.
“Gulp! Vostra maestà!” esclamò il diavolo buono, riconoscendo la persona che era venuto a soccorrere.
“Avrei dovuto capire che c’eri di mezzo tu” ringhiò Satana, alzandosi minacciosamente in piedi.

Poco dopo, Geppo stava tornando di corsa all’Inferno, inseguito da Satana.
“Prima t’impallino, poi ti trasformo in un trofeo” promise il re dell’Inferno, sparando all’impazzata col suo fucile di riserva.
“Fortunatamente, sua maestà ha più dimestichezza coi randelli che coi fucili” disse il diavolo buono, mentre schivava le pallottole.

FINE

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