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lunedì 21 ottobre 2019

Il Giornalino n.16 del 1977 con Toppi, Micheluzzi, Pagot, Boselli ecc...****


Poi mi vengono a chiedere perché sono un nemico delle Graphic Novel e dei cartonati da 50 €.
Immaginate uno della mia generazione, nato nei primi anni settanta che con 250 lire (a volte nel caso del Giornalino non spendevo nemmeno quelli perché molto laicamente lo scroccavo ai preti) si portava a casa tutto questo popò di roba che vi mostro sotto.



Sergio Toppi

Una splendida storia di Sergio Toppi ed i suoi amati pellerossa, ogni vignetta è degna di essere incorniciata e attaccata alle pareti di una galleria d'arte.
Questo era il nostro fumetto "popolare" , il giornaletto da leggere e gettare, una cosetta da nulla.
Sarà che gli autori erano più modesti? 
Sarà che gli editori pagavano di più perché vendevano?
Chissachilosà.


Sergio Toppi tiè

Proseguiamo con un'altra bazzecola la Petra Chérie di Attilio Micheluzzi


Petra Chérie di Attilio Micheluzzi

Petra Chérie di Attilio Micheluzzi

Devo aggiungere qualcosa? Mi pare che chi passa da qua sia abbastanza scafato, dopo dieci a passa anni di blogging posso dire che chi passa da Retronika qualcosa di fumetto la sa?

Ma il fumetto umoristico? Ne abbiamo? Vi basta Bellocchio e Leccamuffo di Corrado Blasetti e Giovanni Sforza Boselli?
Non fanno ridere come Asterix ma le tavole signori...degne di quelle franco-belga senza dubbio.


Bellocchio e Leccamuffo



Bellocchio e Leccamuffo

Non vi bastano? Ecco Micromino di Toni Pagot. Fumetto di "chiesa" ma delizioso.


Micromino di Toni Pagot


Per finire  El Gaucho di Leonardo Wadel e Eugenio Zoppi. Roba argentina commerciale ma come ben sapete gli argentini nel campo del fumetto sono come Maradona.

 


Ora un pò di roba nostalgica , l'enciclopedia Conoscere Insieme.
Non vi fanno un po pena tutte quelle enciclopedie che adesso vedete nei mercatini e che non valgono nemmeno come carta per il macero?
Anche io, per motivi di spazio preferisco Wikipedia, l'unica cosa che mi va di aggiungere è che la WIKI è piena di strafalcioni scritti spesso da canidi e suini, una volta dovevi avere gli "argomenti" grossi come i procioni giapponesi se volevi che qualcosa scritto da te venisse pubblicato.

Enciclopedia Conoscere Insieme

un pò di pubblicità vintage

Johnny il Bassotto

I fumetti li regalava anche il Kit Kat
Ma la marmellata di ciliegie Cirio sapeva di pomodoro?
Big Jim che fa le penne
Una pulce spaziale che scatta e salta ad effetto termoreattivo  (chissà cosa vuole dire?) regalata dal Nesquik 

E per finire... i programmi televisivi del 1977, qua veramente c'è ne di materiale da ricercare su Youtube per voi Retronici.


Per rivedere Tintin dopo Supergulp abbiamo aspettato secoli qui in Italia per problemi di diritti, c'ero rimasto malissimo quando non ho trovato i suoi cartoni animati nei DVD di Supergulp distribuiti un bel po' di tempo fa

Qui ci sono vari morti


 Vuoi rileggere Petra Chérie?  Ci vogliono quasi 60 € (poi dice che uno s'incazza)






Sergio Toppi si salva perchè ristampato da poco a prezzi bassi da Cosmo

Bellocchio e Leccamuffo e Micromino come tutti i fumetti umoristici per ragazzi sono andati dispersi.

El Gaucho non più pervenuto.

11 commenti:

  1. Wow, che recupero!
    "Il giornalino" non l'ho mai letto, ma lo conosco di fama, era in abbonamento con "Famiglia Cristiana" per alcuni compagni di classe delle elementari... Certo che chi prendeva quelle riviste mica ci stava dietro ai fumetti, forse perché eravamo già nei primi anni '80 e/o erano cambiati gli autori? Non credo, in classe l'unico fumettofilo ero io... I maschietti erano già attratti dalle partite di calcio e dai videogiochi, le femminucce sinceramente ricordo solo che sembravano vivere per fare i compiti.

    Questa recensione conferma quello che sostengo da tempo, anche in campo editorialpopolare: era meglio prima!

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    1. Negli anni 80 il fumetto tirava ancora tanto e c'era parecchio da scegliere. Non sono nostalgico Gas, ma i prezzi dei fumetti che vedo in giro mi sembrano una presa per i fondelli

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    2. Ricordo benissimo che c'era ampia scelta di fumetti: l'edicola dove mi servivo aveva un'intera parete dedicata ai soli umoristici inediti Alpe, Bianconi, Cenisio e Mondadori (Disney), e a parte un espositore girevole con le rese incellophanate a gruppi di due o tre. E a parte Bonelli, Bonellidi, Lanciostory, ecc...

      Erano i miei compagni di classe che non ci stavano dietro ai fumetti.
      E sui prezzi, spalanchi una porta aperta: ormai di inedito acquisto soltanto Dampyr e qualche Diabolik, prima anche tre fumetti al mese.

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  2. Che vuoi farci, erano altri anni... comunque sei anche stato un po' fortunato, perché i pochi numeri del Giornalino che ho io del periodo non presentano tanti fumetti come questo né della stessa quelità (anche se c'è il Commissario Spada). E avrai notato come anche i colori non fossero male...
    Tragicamente d'accordo su Wikipedia, credo di averci anche fatto un post al riguardo (gli stessi personaggi su versioni nazionali diverse hanno date di nascita differenti...).
    Ah, comunque è Tintin, non Tin Tin! Ma in effetti hai solo riportato quello che hanno scritto nei programmi.

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    1. Azz! Beccato sul Tintin. Correggo subito.:-). Il Giornalino ahimè più andava avanti più peggiorava, penso che la qualità di questo periodo fine anni settanta già si era persa nel primo lustro degli eighties

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    2. Io Il Giornalino credo di non averlo letto sporadicamente nemmeno da bambino. I numeri che ho preso negli ultimi anni, anche se riservavano qualche sorpresa, non potevano certo competere con quello degli anni '70.

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  3. Alcuni di questi fumetti li ho ritrovati anche nel decennio successivo, il Giornalino mi ha tenuto compagnia durante quasi tutti gli anni '80, quelli della mia giovinezza, una lettura imprescindibile, che ho abbandonato solo quando alla fine l'hanno reso troppo infantile per i miei gusti...

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    1. Prima era rivolto ai ragazzi, adesso soltanto ai bambini. Un peccato

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  4. Io ho un pacco di Giornalini anni '70-80-90 recuperati recentemente. Lo compravo anch'io settimanalmente abbinato con Topolino. E' vero, c'erano grossi autori, c'era pure Tiziano Sclavi, Cavazzano, Jacovitti..hai detto niente! Ora lo pubblicano ancora ma non è al livello di quelli degli anni d'oro

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    1. Adesso è prescindibile, l'unica cosa che Salvo è che la San Paolo si sforza di pubblicare nuovi autori. Il fatto che sia un giornale a indirizzo religioso è un handicap per la rivista. Molti non la considerano appetibile

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  5. Sono d'accordissimo con te, Salvatore.

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