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martedì 30 dicembre 2008

"Giandomenico Fracchia - Sogni Proibiti di uno di noi" serie tv di Antonello Falqui





Di questa serie tv del 1975 in quattro episodi , con Paolo Villaggio, Gigi Reder, Ombretta Colli ,Gianni Agus ed Enzo Garinei ho degli splendidi ricordi.
Garzantina Tv alla mano.
serie dal 18/10 1975 trasmessa alle ore 20,40.
La Rai lo presenta come uno spettacolo musicale...una sorta di musical.
Sterotipi linguistici creati: "com'è buono lei!" "mi si sono intrecciate le dita!"

Ho grande nostalgia della "poltrona-sacco.

10 commenti:

  1. Ho sempre preferito Fracchia ( perlomeno il Fracchia televisivo ) a Fantozzi...c'erano lo stesso tipo di satira e un personaggio molto simile, ma era tutto, come dire, più contenuto, meno pesantemente grottesco ( registro per il quale non ho mai avuto un debole ). Splendide in particolare le sequenze oniriche in cui Fracchia si prende la rivincita : ogni settimana si aspettava per vedere in che modo il buon Giandomenico avrebbe trionfato :)
    Ecco, quella è davvero una televisione da rimpiangere.

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  2. Soprattutto credo che allora si potesse (rispettando appunto alcuni accorgimenti formali) far passare comunque un messaggio satirico anche piuttosto "forte", sociale o politico che fosse.
    La censura DC esisteva ed era pesantina (vedi casi Tognazzi e Vianello e ovviamente Dario Fo) ma una volta capiti i suoi rituali si poteva "dribblare".
    Oggi senza entrare nel merito del perché e percome, credo che la censura sia "a monte". Niente satira "di cattivo gusto" (cioè niente satira, tranne qualche specchietto per allodole). Tette e culi sì però, tanti, e anche su Raiuno.
    Il mondo alla rovescia direbbe Andreotti. Opinione mia eh,... io guardo solo "affari al buio".

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    1. Ti dirò che, se l'alternativa sono l'attuale sbracamento e mancanza di fantasia, preferisco la televisione 'rigida' di ieri ...perlomeno, obbligava gli autori a far lavorare un po' le meningi.
      Hai detto bene, la satira oggi è più o meno sbeffeggiamento di qualche 'testa di turco' che è politically correct sbeffeggiare, ma certi temi restano rigorosamente tabù ( e non sto pensando al sesso... ).

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    2. Questione antropologica. Ti ricordi i cartoni di Chuck Jones che metteva i cartelli in latino al Bip Bip e Wile coyote? Oggi lo spettatore tipo è un "Homo Magallicus" o "Defilippicus". Con questo non è che voglio dirne male, i giovani neanche se ne possono accorgere a meno che non vedano le vecchie trasmissioni su Rai storia.
      Io che sono "nato" con Cappuccetto a Pois, Gustavo e il professor Balthazar, mi sento già un po' diverso da mio fratello cresciuto con Carlotta, Uan e il loro "compra-compra-compra". Non dico migliore, eh, dico "diverso". Tettone e culone poi son talmente utili come "armi di distrazione di massa" che neanche i preti protestano più, tranne qualche editoriale su Famiglia Cristiana. Io poi sono cattivo, quando vedo paolo fox che parla di "occasioni di lavoro per il capricorno" penso a Petrolini...

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    3. Che dire..."pochi anni sui costumi di una società la seppelliscono meglio di tutta la potenza dei vulcani" ( cito da L'ABC dello Snobismo di Spinosa, sono parole credo di Barbey d'Aurevilly ).
      Si parva licet, quello dei cartoni è solo un piccolo esempio di questa eterna ruota del tempo.
      L'unica cosa che, televisivamente parlando, un po' invidio ai nostri fratelli minori, J_D, è la portata epica di certi cartoni giapponesi. Quello a noi tutto sommato mancava.
      Oh, be'. Ogni generazione ha le sue meraviglie e nostalgie.

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  3. Penso che il periodo "tettone e culone" sia passato da tempo, ogni tanto vedo qualche "Buona Domenica" del Costanzo, in replica su mediaset extra e mi rendo conto che la tv di adesso, per fortuna è migliorata. Che la vecchia programmazione, sino alla fine degli anni settanta, fosse più pensata e culturalmente elevata non v'è dubbio alcuno. Il problema della tv di adesso è che deve competere con i tempi ed il linguaggio di internet. Tutto deve essere di facile consumo. Se le precedenti generazioni, mia compresa, a volte si ritrovano con un infarinatura culturale più generalista penso sia dato anche dal fatto che l'offerta una volta era minore. Nella disperazione dei solo due canali rai a volte ti sorbivi documentari sui cacciatori di foche lapponi o interi film di cui non t'importava nulla perchè non c'era alternativa, nel frattempo assorbivi incosciamente nozioni che ti avrebbero accompagnato per tutta la vita. Nel campo del fumetto, prendete un numero a caso di Topolino degli anni sessanta-settanta e rendetevi conto quanto erano più interessanti e curati i redazionali rispetto a quello che si può leggere adesso.

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    1. Ormai la tv la guardo davvero poco, un po' di telefilm polizieschi tedeschi e poco altro.
      Se mi dici che è migliorata bene, io ho ancora negli occhi certi orrori degli anni 80/90 :D
      Anch'io comunque, pur vedendola poco, ho l'impressione che sia un po' tutto all'insegna dell'usa e getta, del mordi e fuggi e non so che altra frase idiomatica. L'amore artigianale per quel che si faceva è un ricordo.

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  4. Io mi ricordo una vecchia trasmissione proprio di quando la RAI aveva solo 2 canali : "una lingua per tutti" (no, non era un corso di aggiornamento per parlamentari, ma insegnava appunto le "lingue" straniere). Sarà stata pure disperazione, ma la gente la guardava e io qualche frase in spagnolo la ricordo ancora. Poi c'era "Tuttilibri"... ecc.
    Sulle tettone non so, i miei genitori vedono Magalli e Carlo Conti e lì non mi sembrano latitanti. Sull'evoluzione televisiva lascio la parola a un amico che ne sa più di me:
    "Gentile Salvo,
    Se la Tivvì, oggi, non è più quello schifo bianconero-educativo-anarco-intellettualoide che era nel 1978 non credo, mi consenta, che il merito sia di Internet o tantomeno di Gogol. Quando abbiamo cominciato a renderla "di facile consumo", mi creda, "essi" non esistevano proprio. Lei forse non ha idea di quanti anni di lavoro inde-fesso ci sia costato trasformarla, passo dopo passo, da strumento con cui si rischiava persino di capire qualche cosa o addirittura di pensare col proprio cervello, in ciò che Dio comanda, cioè veicolo pubblicitario, beninteso nella più ampia accezione socio-politico-culturale del termine... voi spettatori forse non ve ne accorgete e questo, mi consenta, è un nostro merito, ma tra un Dallas, un Drive in e un Magnum P.I., pensi quanta strada abbiamo fatto. Guardi,senza falsa modestia, io credo che , come dice l'amico Prandelli, si debba "dare a Cesare quel che è di Cesare".
    Con sempiterna stima, suo Silvio".

    Scusa Salvatore, si sta solo scherzando... Anche "quella" tv ha i suoi lati buoni (ora ci penso e poi ti dico quali).
    Galerius non conosco assolutamente gli autori da te citati, ma d'altronde tu non hai idea di ciò che dovrà passare nel 2015 il povero Semir.

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    1. Il libro citato è L'ABC dello Snobismo di Antonio Spinosa, se lo trovi in biblioteca o diversamente prendilo, è una lettura gradevole e interessante.
      ...cribbiolina, non mi sono ancora ripreso dalla scomparsa di Otto, adesso mi hai fatto venire l'angoscia :/

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    2. Grazie lo cercherò :-)
      ... A volte fai il tuo dovere, salvi il tuo paese un paio di volte, porti sfiga ai partners e ti sbatti sulle Autobahn per 20 anni, e credi che ti ringrazino? Macchè! Come si dice: becco e bastonato!

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