20/01/26

E se more pure la Bonelli?


La crisi del fumetto sta tutta nel prezzo e non ho speranze per il futuro del media. Fino ad una decina di anni fa provavi le nuove testate visto che un albo costava intorno ai 2,50 € , testavi il nuovo personaggio e probabilmente continuavi a collezionare la serie. Quando mi vendi il nuovo Metal Hurlant in edicola a 10€ la tasca passa oltre disinteressata , vede il prezzo prima della splendida copertina. 10€ per una mezz'ora d'intrattenimento è troppo, con gli stessi soldi ci paghi un gioco in offerta su Steam o l'abbonamento ad un servizio di streaming che copre un mesetto di noia esistenziale. I prezzi dei fumetti non si possono abbassare, i costi di produzione sono alti, non ci sono sponsor. Gentilini quando Topolino vendeva quasi un milione di copie scriveva che il settimanale avrebbe potuto anche regalarlo perché le spese erano già coperte dalle pubblicità. I lettori sono sempre appassionati, tutti noi amiamo il fumetto ed infatti il mercato dell'usato on line è floridissimo...perché al prezzo di un giornaletto nuovo compri un lotto e sei contento per una settimana. Il fumetto non è più concorrenziale e tutti ne conosciamo il prossimo destino. Visto che già la Bonelli è in crisi credo che l'ultimo combattente sarà Topolino che non so per quando potrà resistere.

39 commenti:

  1. Accidenti, che post deprimente :( non che la realtà sia meglio, d'altra parte.
    Non so quanto il prezzo possa essere determinante, però, almeno non oggidì. Una volta non c'erano molte alternative per passare il tempo e il costo poteva essere un discrimine per l'acquisto o meno, ma oggi il lettore occasionale non esiste quasi più, il fumetto è una nicchia e gli acquirenti sono degli appassionati già "convertiti", non so quanto un ragazzino che bazzica le edicole, ammesso che le bazzichi, sia attratto da una copertina o da un personaggio, con tutte le alternative che hai citato.
    Interessante il commento di Gentilini, che non conoscevo. Altri tempi... :(

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    1. A 2 € provi a 10 no. Alla fine la pirateria, per assurdo, è pubblicità. Credo che più d'uno abbia acquistato (usato su Vinted) qualcosa che ha letto a scrocco e gli è piaciuta.

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    2. Come succedeva quand'eravamo ragazzini e ci prestavano qualcosa, poi magari cominciavi a seguirlo.

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    3. Una cosa che mi era sfuggita ieri: effettivamente anni fa esisteva la strategia del "cut price", cioè mandare in edicola il primo numero di un fumetto a prezzo stracciato. Lo fece ad esempio l'Eura col primo numero di Cybersix a 1000 lire (o era già 1 euro?) e più recentemente anche la Mondadori con una delle collane storico/letterarie. Se non si usa più questa strategia avranno visto che non ci sono più lettori che vogliono "provare".

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    4. Eura il primo numero lo regalava anche come allegato alle testate più forti

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  2. a me dispiace perché a pagare il prezzo sono alcune persone giovani, collaboratori da poco, che già prima non è che sguazzassero nell'oro, tante famiglie rimaste senza lavoro...
    però, voglio dire, cosa hanno fatto GLI AUTORI negli ultimi 20 anni per ribellarsi a questa situazione? Quanti lettori hanno allontanato perché "Prima il messaggio così ci facciamo fighi con gli amici, poi casomai ci mettiamo intorno una storia arrabattata alla bell'e meglio???"
    Quanti autori hanno lavorato per anni che praticamente SCHIFAVANO il fumetto ed i suoi lettori, considerati dei "nerd segaioli che invece dovrebbero pensà a scopare" (quando una massima dice "Il cliente ha sempre ragione")?
    Ad una certa uno si rompe e comincia a tagliare, anche perché i prezzi aumentano sempre di più e le nostre casse non sono certo infinite...

    Ovviamente non mi riferisco solamente alla Bonelli, ma al fumetto in generale... d'altronde se vanno male Marvel e DC Comics, che sopravvivono solo con le royalties dell'Uomo Ragno e di Superman, mentre i fumetti ormai sono lasciati a pazzi invasati che ti pisciano in testa e poi ti dicono che è acqua fresca perché sei troppo rozzo, troppo raSSista, troppo suprematista bianco per capire la loro ARTE (mica è più narrativa popolare, no, è ARTE... ed infatti altri 2 giorni finirà nei musei assieme ai monili precolombiani!)...

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    1. Per me il fumetto popolare è morto quel giorno del 1992 in cui notai una mostra su Pratt in una galleria d'arte a Palermo. Io Hugo lo leggevo sul Corriere Dei Piccoli. Comunque credo di aver individuato gli autori che nomini, con uno dei quali ho litigato molte volte e che mi banna un giorno si e un giorno no dai suoi social 😁

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    2. E di una Panini che vende albi di 24 pagine a 4,00 euro che vogliamo dire?

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  3. La Bonelli è finita con Sergio: una casa editrice non può essere mandata avanti da uno che non ha in curriculum una sola riga di sceneggiatura. Senza negare l'evidente rincaro dei costi di produzione, troppe scelte sbagliate, dall'affidare Dylan Dog a Recchioni al gestire da schifo la distribuzione del film di Dampyr che avrebbe fatto da trampolino al Bonelli Cinematic Universe.
    A ogni discussione aperta in "tempi di pace", qualcuno rispondeva che c'era Tex a tirare avanti la baracca: ora che Tex ha scippato autori e disegnatori alle altre serie, costringendole a un calo di qualità offerta, si attaccassero a Tex per tirare avanti.

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    1. Ma alla fine mi sa che resterà soltanto lui...il Tex. L'unico personaggio Bonelli per cui verserei una lacrima è Zagor. DYD è morto già nei primi 2000s , l'ho amato tanto, è stato il mio primo Bonelli ma è invecchiato male

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    2. Zagor riscoperto negli ultimi anni, belle avventure, ma non capaci di rimpiazzarmi il Mister No di Nolitta, Castelli e per quel poco anche Nizzi; Sclavi più adatto a Zagor.
      E ottimo anche Magico Vento, comprato qualche albo per vedere com'era, e alla fine ho recuperato la collezione completa. Dampyr invece mollato al n° 300: contrario alla riduzione di pagine, e già da parecchio le storie non le trovavo al livello pressoché costante dei primi 100 numeri circa...

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    3. Anch'io ho riscoperto Zagor da adulto

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  4. Credo e spero che il fumetto da edicola resterà, ma immagino che cambierà formato. Ho preso i primi due numeri di Toni Bellasalma, ma ho pagato 5 euro per 64 pagine. Sono favorevole ad albi più snelli, perchè la vita è cambiata e i lettori implumi difficilmente apprezzano storie lunghissime che si dipanano su tre/quattro albi da 100 tavole. Io sono per il formato tascabile, che è quello di molti manga tra l'altro, con un segno che cambia - non per forza da fumetto giapponese o da Diabolik - e per personaggi e trame che aggancino i lettori giovani sempre connessi alla rete, social, spettatori delle piattaforme. Mai la fine. Ciao ciao

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    1. Il fumetto da edicola come fa a restare se sono le edicole a sparire?

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  5. Buona domanda. Effettivamente sono sempre meno. Nel mio quartiere sono circa un terzo di quando sono andato a viverci oltre vent'anni fa. Una resistenza eroica. In uno di questi - di quelli che ancora hanno le buste nice price con albi vecchi, come quando ero bimbo negli anni di Corno e Cenisio - ho trovato il numero uno di Toni Bellasalma qualche giorno dopo aver comperato il due da qualche altra parte. Una idea per un tascabile da edicola: in una città senza nome esiste una edicola a cui chi ha un prb può rivolgersi, il gerente che tutti chiamano Il Salva ascolta il prb e poi lo risolve utilizzando una rete di bizzarri collaboratori, chiedendo in cambio solo una buona azione verso uno sconosciuto. Testi di Alessandro Bilotta e disegna tipo Giorgio Pontrelli dei tempi di Skorpio e Lanciostory, schizzati e geometrici. Un po The Place di Paolo Genovese, mi rendo conto, ma le note sono sette. Ciao ciao

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    1. Eh! Magari ritornassero le buste e le raccolte. Ormai viste soltanto in aeroporto e stazione ed anch'esse (senza senso visto che sono resi da macero) abbastanza care

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    1. Dai che serve anche la tua opinione 😉

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    2. Dici? No, davvero, io ho cominciato a commentare sul tuo blog appena messa la prima linea internet (credo fosse il 2010 o giù di lì) e questi son discorsi che abbiamo fatto e rifatto, sviscerando praticamente tutto: l'aumento dei prezzi dei fumetti da edicola, la sparizione della pubblicità (negli anni 80 Topolino aveva più pub che fumetti), i bambini che non leggono più fumetti (e forse neanche libri), le edicole volatilizzate, il voler mutare l'industria del fumetto da svago popolare a pretenziosa e costosa letteratura figa, le graphic novel col "messaggio" (hanno ragione Andrea e Gas, nei fumetti si tira in ballo il "messaggio" più ora che negli anni 70)... ecc.
      Abbiamo individuato le "colpe" (tv private, videogames, internet, ora i social)... su un ottimo blog di cinema ho visto ieri le recensioni degli iscritti, gente della nostra età, alla serie tv dell'Eternauta (che fa cagare). Tutti citavano Oesterheld, e tutti deprecavano che la versione filmica non fosse all'altezza "di una delle migliori graphic novel di tutti i tempi, capolavoro della letteratura argentina". Solo che l'Eternauta non era mica una cazzo di graphic novel, era un' "historieta", un fumetto popolare uscito a puntate. Allora...
      Accettiamo il fatto che "un tempo" il popolo si divertiva con la lanterna magica, "un tempo" si divertiva con l'hula-oop, e "un tempo" si divertiva coi fumetti popolari.
      Cosa ci rimane? Forse l'underground e le tirature basse, che non essendo un radical-chic pieno di soldi, se devo spendere 10 o più euri preferisco comprare le cose che recensisce il Brunori piuttosto che Metal... oppure mi butto sui mercatini dove sabato scorso ho preso il libro di Popeye della Milanolibri con le storie uscite su Linus (1. ed. 1974) a 8 euro.
      Insomma non ci resta che adattarci al cambio di stagione, o buttarci sul vintage... che prima di esaurirlo tutto, passiamo quel che resta della vita.
      E per quanto riguarda i tempi delle raccolte e delle buste, vedrai che torneranno... se saremo stati buoni, quando chiuderemo gli occhietti per l'ultima volta, qualcuno si ritroverà davanti a un chioschetto stra-pieno di Buste-Sorpresa e vecchi fumetti... io mi ritroverò in un videoclip delle Bananarama (o dei Roxette)
      Che dici, è meno deprimente il post adesso? :D :D

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    3. La cosa che mi piace più di Retronika è chi commenta e chi collabora spesso ha più cose da dire di me e le scrive pure meglio di come lo farei io 💖

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    4. Caro JD, l'ultima immagine che evochi è veramente commovente, mi ha un po' riconciliato col fumetto e con la vita (che poi sono la stessa cosa). Poi però rileggendo trovo "se saremo stati buoni"... quindi eccomi a prendere la bustona con i fumetti che mi sono perso di Zanotto, Gal, Masciangelo, la apro fremente e dentro ci trovo Scozzari e Panebarco! Sollevo lo sguardo e l'edicolante ha assunto fattezze Luciferine: "Ah! Ah! E adesso ti leggerai questi PER L'ETERNITÀ!"
      Brrr... molto più incisivo del catechismo per convincersi a essere bravi cristiani.

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    5. Condivido pienamente l'appunto critico sul fumetto divenuto "graphic novel con messaggio", o sul "fumetto-letteratura", se vogliamo. Personalmente mi piace pensare al fumetto come al cinema inteso da René Clair: una superba arte barbara, non letteraria. Non graphic novel – soprattutto –. Faccio eccezione per i "romanzi a fumetti" di Altan (Ada, Colombo, Franz etc.), che sono fantastici.

      Se la Bonelli muore? Forse è venuto il momento di farci da noi i fumetti che ci piacciono :-D
      Finora il fumetto è stato qualcosa di pochi professionisti per tutti. Ora si potrebbe cominciare a fare a un fumetto fatto da tutti, magari per nessuno ;-)

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    6. Forse non a breve, ma con l'intelligenza artificiale credo che lo scenario evocato da Micofren diverrà realtà. Una realtà di cuturdi, certo.

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    7. Vedi? Bisogna sempre fidarsi dell'intelligenza artificiale. Ci vuole bene, non ci ingannerà mai.

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    8. Luca pare che i cuturdi esistano 😁. Dalla mia mail:
      "Caro Salvatore,
      sono un lettore del Suo blog. Le scrivo riguardo il termine "cuturdo",
      apparso nella storia creata dall'intelligenza artificiale. Ho fatto alcune
      ricerche e ho scoperto che esiste il lemma "Cuturdu" (con la u) col
      significato di "tordo" e "testardo" (fonte:
      https://www.zobodat.at/pdf/Abhandlungen-Akademie-Bayern-ph-ph-hist_NF_78_0001-0139.pdf).
      Spero Lei possa pubblicare questo messaggio.
      Distinti saluti,
      MB"

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    9. Oddio, perché non vedo più il commento di Salvatore sul cuturdu a cui ho risposto?!

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    10. Ah, ok, probabilmente solo eliminato e poi rimesso. :)
      Che figo però che adesso sembra che ti abbia risposto un minuto prima del tuo commento. :D

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    11. Cuturdi di tutto il mondo unitevi.
      Luca non avere preoccupazioni per l'afterlife.
      Mai conosciuto uno più "bravo ragazzo" di te. Te la giochi con Ray Liotta.
      Certo nessuno è perfetto, non ti piace Kirby, ma ego te absolvo.

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    12. Che poi chissà come da "wise guys" si sia passati a "bravi ragazzi". Bizzarrie dello slang italoamericano.

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    13. Scusa, non l'ho visto in originale, non era "Goodfellas"?

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    14. Acc... dannato JD, me l'hai fatta anche stavolta. Wiseguy (e non "Wise Guys") era il titolo del romanzo da cui è tratto.

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  7. Una idea per un graphic novel per Veronica Veci Carratello- nel caso sia in ascolto- le Banarama sono agenti segreti che viaggiano per il mondo diviso degli anni ottanta come popstars. Sono a Berlino Ovest per incontrare un agente doppio nella operazione code name Robert De Niro's waiting che dovrebbe avere informazioni su una operazione del KGB code name Roxette che prevede il recupero di una non meglio identificata arma nazista nascosta da qualche parte in Norvegia. Formato come quello di The enf of the Fucking World di Charles Foreman. Quasi un tascabile. Praticamente Atomica Bionda incontra Top Secret! di Zucker-Abrahams-Zucker, ma su carta. Mai la fine. Ciao ciao

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  8. Ciao Salvatore, mi permetto di inserire qui un link che forse può aiutare a comprendere meglio la situazione.
    Mi sembra un'analisi seria e ponderata, di una persona che comunque sta "addentro" l'ambiente (per ovvi meriti artistici ) ... magari l'avrete già letto, ma a parte tutto, chiunque citi il Pennacchioli e il suo Giornale Pop ha la mia attenzione e il mio affetto :D

    https://ioedante.blogspot.com/2026/01/come-sta-la-bonelli.html

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  9. Si parla di cessione della Bonelli (anzi di Tex) alla Panini: https://comixarchive04.blogspot.com/2026/01/blog-post_24.html

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    1. Ahi, che scenario deprimente... :(

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    2. Inoltre, le novità zagoriane per il 2026 saranno zero... Zagor chiuderà a breve? https://comixarchive04.blogspot.com/2026/01/blog-post_26.html

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    3. Comixarchì però mo basta a mettere link al tuo blog, se devi commentare commenta o fai copia e incolla dei tuoi articoli.

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    4. Non che me ne importi molto ma così sembri gli spammer che passavano qua sino a poco tempo fa che vendevano pillole per erezioni taurine o servizi di cartomanti . Mi fa piacere averti tra noi e devo dire che i vari blog che si autodistruggevano li leggevo pure (hai scritto anche cose interessanti e premonitrici) però chi mette link a raffica non fa una bella impressione.

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