La crisi del fumetto sta tutta nel prezzo e non ho speranze per il futuro del media. Fino ad una decina di anni fa provavi le nuove testate visto che un albo costava intorno ai 2,50 € , testavi il nuovo personaggio e probabilmente continuavi a collezionare la serie. Quando mi vendi il nuovo Metal Hurlant in edicola a 10€ la tasca passa oltre disinteressata , vede il prezzo prima della splendida copertina. 10€ per una mezz'ora d'intrattenimento è troppo, con gli stessi soldi ci paghi un gioco in offerta su Steam o l'abbonamento ad un servizio di streaming che copre un mesetto di noia esistenziale. I prezzi dei fumetti non si possono abbassare, i costi di produzione sono alti, non ci sono sponsor. Gentilini quando Topolino vendeva quasi un milione di copie scriveva che il settimanale avrebbe potuto anche regalarlo perché le spese erano già coperte dalle pubblicità. I lettori sono sempre appassionati, tutti noi amiamo il fumetto ed infatti il mercato dell'usato on line è floridissimo...perché al prezzo di un giornaletto nuovo compri un lotto e sei contento per una settimana. Il fumetto non è più concorrenziale e tutti ne conosciamo il prossimo destino. Visto che già la Bonelli è in crisi credo che l'ultimo combattente sarà Topolino che non so per quando potrà resistere.
Accidenti, che post deprimente :( non che la realtà sia meglio, d'altra parte.
RispondiEliminaNon so quanto il prezzo possa essere determinante, però, almeno non oggidì. Una volta non c'erano molte alternative per passare il tempo e il costo poteva essere un discrimine per l'acquisto o meno, ma oggi il lettore occasionale non esiste quasi più, il fumetto è una nicchia e gli acquirenti sono degli appassionati già "convertiti", non so quanto un ragazzino che bazzica le edicole, ammesso che le bazzichi, sia attratto da una copertina o da un personaggio, con tutte le alternative che hai citato.
Interessante il commento di Gentilini, che non conoscevo. Altri tempi... :(
A 2 € provi a 10 no. Alla fine la pirateria, per assurdo, è pubblicità. Credo che più d'uno abbia acquistato (usato su Vinted) qualcosa che ha letto a scrocco e gli è piaciuta.
EliminaCome succedeva quand'eravamo ragazzini e ci prestavano qualcosa, poi magari cominciavi a seguirlo.
Eliminaa me dispiace perché a pagare il prezzo sono alcune persone giovani, collaboratori da poco, che già prima non è che sguazzassero nell'oro, tante famiglie rimaste senza lavoro...
RispondiEliminaperò, voglio dire, cosa hanno fatto GLI AUTORI negli ultimi 20 anni per ribellarsi a questa situazione? Quanti lettori hanno allontanato perché "Prima il messaggio così ci facciamo fighi con gli amici, poi casomai ci mettiamo intorno una storia arrabattata alla bell'e meglio???"
Quanti autori hanno lavorato per anni che praticamente SCHIFAVANO il fumetto ed i suoi lettori, considerati dei "nerd segaioli che invece dovrebbero pensà a scopare" (quando una massima dice "Il cliente ha sempre ragione")?
Ad una certa uno si rompe e comincia a tagliare, anche perché i prezzi aumentano sempre di più e le nostre casse non sono certo infinite...
Ovviamente non mi riferisco solamente alla Bonelli, ma al fumetto in generale... d'altronde se vanno male Marvel e DC Comics, che sopravvivono solo con le royalties dell'Uomo Ragno e di Superman, mentre i fumetti ormai sono lasciati a pazzi invasati che ti pisciano in testa e poi ti dicono che è acqua fresca perché sei troppo rozzo, troppo raSSista, troppo suprematista bianco per capire la loro ARTE (mica è più narrativa popolare, no, è ARTE... ed infatti altri 2 giorni finirà nei musei assieme ai monili precolombiani!)...
Per me il fumetto popolare è morto quel giorno del 1992 in cui notai una mostra su Pratt in una galleria d'arte a Palermo. Io Hugo lo leggevo sul Corriere Dei Piccoli. Comunque credo di aver individuato gli autori che nomini, con uno dei quali ho litigato molte volte e che mi banna un giorno si e un giorno no dai suoi social 😁
EliminaLa Bonelli è finita con Sergio: una casa editrice non può essere mandata avanti da uno che non ha in curriculum una sola riga di sceneggiatura. Senza negare l'evidente rincaro dei costi di produzione, troppe scelte sbagliate, dall'affidare Dylan Dog a Recchioni al gestire da schifo la distribuzione del film di Dampyr che avrebbe fatto da trampolino al Bonelli Cinematic Universe.
RispondiEliminaA ogni discussione aperta in "tempi di pace", qualcuno rispondeva che c'era Tex a tirare avanti la baracca: ora che Tex ha scippato autori e disegnatori alle altre serie, costringendole a un calo di qualità offerta, si attaccassero a Tex per tirare avanti.
Ma alla fine mi sa che resterà soltanto lui...il Tex. L'unico personaggio Bonelli per cui verserei una lacrima è Zagor. DYD è morto già nei primi 2000s , l'ho amato tanto, è stato il mio primo Bonelli ma è invecchiato male
EliminaZagor riscoperto negli ultimi anni, belle avventure, ma non capaci di rimpiazzarmi il Mister No di Nolitta, Castelli e per quel poco anche Nizzi; Sclavi più adatto a Zagor.
EliminaE ottimo anche Magico Vento, comprato qualche albo per vedere com'era, e alla fine ho recuperato la collezione completa. Dampyr invece mollato al n° 300: contrario alla riduzione di pagine, e già da parecchio le storie non le trovavo al livello pressoché costante dei primi 100 numeri circa...
Anch'io ho riscoperto Zagor da adulto
EliminaCredo e spero che il fumetto da edicola resterà, ma immagino che cambierà formato. Ho preso i primi due numeri di Toni Bellasalma, ma ho pagato 5 euro per 64 pagine. Sono favorevole ad albi più snelli, perchè la vita è cambiata e i lettori implumi difficilmente apprezzano storie lunghissime che si dipanano su tre/quattro albi da 100 tavole. Io sono per il formato tascabile, che è quello di molti manga tra l'altro, con un segno che cambia - non per forza da fumetto giapponese o da Diabolik - e per personaggi e trame che aggancino i lettori giovani sempre connessi alla rete, social, spettatori delle piattaforme. Mai la fine. Ciao ciao
RispondiEliminaIl fumetto da edicola come fa a restare se sono le edicole a sparire?
EliminaBuona domanda. Effettivamente sono sempre meno. Nel mio quartiere sono circa un terzo di quando sono andato a viverci oltre vent'anni fa. Una resistenza eroica. In uno di questi - di quelli che ancora hanno le buste nice price con albi vecchi, come quando ero bimbo negli anni di Corno e Cenisio - ho trovato il numero uno di Toni Bellasalma qualche giorno dopo aver comperato il due da qualche altra parte. Una idea per un tascabile da edicola: in una città senza nome esiste una edicola a cui chi ha un prb può rivolgersi, il gerente che tutti chiamano Il Salva ascolta il prb e poi lo risolve utilizzando una rete di bizzarri collaboratori, chiedendo in cambio solo una buona azione verso uno sconosciuto. Testi di Alessandro Bilotta e disegna tipo Giorgio Pontrelli dei tempi di Skorpio e Lanciostory, schizzati e geometrici. Un po The Place di Paolo Genovese, mi rendo conto, ma le note sono sette. Ciao ciao
RispondiEliminaEh! Magari ritornassero le buste e le raccolte. Ormai viste soltanto in aeroporto e stazione ed anch'esse (senza senso visto che sono resi da macero) abbastanza care
EliminaAvete già detto tutto voi... :D
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