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martedì 3 aprile 2012

Super Provolino n.85 -lire 600-Edizioni Metro-giugno 1980****

Di Provolino si era gia parlato qui e qui.

La testata Super Provolino in versione mensile secondo il catalogo del fumetto
italiano di Luigi Bona è composta da almeno 101 numeri.

Numero molto carino con una sorpresona, una storia in bergamasco che da terrone trapiantato nel profondo nord ho molto apprezzato. Le storie sono tutte disegnate dal grande Pierluigi Sangalli e lo stile umoristico delle sceneggiature mi sembra di Alberico Motta. Sono presenti i redazionali del tuttofare bianconiano Mario Sbattella


1) Senza biglietto - Il moccioso nel West contro dei ladri di proiettili. La gag più bella è
quella del controllore del treno che oblitera i biglietti ( e gli scrocconi) con la colt****


2) Il castello di Barbablù - la gustosa storia lumbard di cui scrivevo sopra e che farebbe
felice Umberto Bossi e tutta la sua cricca di vichinghi. Al contrario del costosissimo film
"Barbarossa" pagato con le nostre tasse per il godimento dei barbari parlamentari il
buon Sangalli a costo quasi zero disegna la spassossima avventura di un altro Barba
però di pelo blu emigrato dai romanzi francesi e trasferitosi in val brembana (nord
terra di migranti anche nei fumetti). La signora Rosa diventa l'unica donna del paese
nomato "Roccacupa de hura" e visto che come si dice in sicilia "ogni bucu è pirtusu"
è contesa da tutti i galli padani. Le donne del villaggio erano state rapite da Barbablù.
Anche l'anziana paffuta viene agguantata, ma il nobile francese, notata l'avvenenza
della sciura, decide di utilizzarla come combustibile per la stufa. Provolino salverà
capra, cavoli, mogli e buoi dei paesi tuoi. Cinque meritatissime stelle*****



3) Un tesoro per troppi - Troppi ladri per il tesoro di Balenusa****



4) Storiella della pittura - Provolino divulga la storia dell'arte meglio di Vittorio Sgarbi****





5) Treno merci - Provolino clandestino ferroviario alle prese con dei ladri di bibite****


6) Il banco degli asini - storia di "lotta di classe"****



7) Attentato alla banca - Provolino è gia in crisi negli anni 80 e senza l'aiuto della Merkel
riesce a mettere da parte soltanto cinque lire all'anno. Dei dinamitardi rubano il
suo salvadanaio e lo riempono di esplosivo al plastico per far saltare una banca.****



8) I Ricci di mare - l'infigardo monello trova un modo veloce per raccogliere i deliziosi molluschi.




9) La tuta invulnerabile - Il professor Kraut crea il sogno di Diabolik. ****






Italians do it better.

Costa poco.

7 commenti:

  1. A proposito della storia "lumbard", esiste un albo omonimo di Dampyr! http://dampyr.altervista.org/covers/big/1/046.jpg

    Mi complimento per il nuovo sfondo del blog! Purtroppo i link "qui" e "qui" all'inizio dell'articolo si distinguono poco... :(

    RispondiElimina
  2. grazie, se riesco leggo anche l'albo di dampyr.
    Ieri avevo cambiato il layout del blog con uno moderno ma sono retroniko e non mi piaceva ed allora ho cambiato soltanto lo sfondo.
    Adessp rendo più visibili i cosi dei link.
    Ciao!

    RispondiElimina
  3. Provolino sarebbe da rivalutare, a quarant'anni dalla sua nascita riesce ancora a divertire e raccontarci come eravamo fino a poco tempo fa.
    Mi accodo anche con chi ha chiesto uno speciale su Saruzzo (da grande estimatore di fumetti Bianconi devo confessare che non ne ho mai trovato uno, forse perchè era un prodotto destinato più al sud Italia rispetto al milanesissimo Provolino).
    E' vero che in qualche modo è un "Provolino siciliano" oppure ha delle caratteristiche che lo rendono diverso e originale?
    Insomma siamo impazienti...

    RispondiElimina
  4. adesso vado in soffitta e vi recensisco un saruzzo, promesso entro il week end!

    RispondiElimina
  5. Wow, questo ce l'avevo, mi ricordo di un paio di store, specie quella in bergamasco. Madò quanti anni che sono passati.

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    Risposte
    1. Su Provolino sto preparando una scheda lunghissima sul libro, è uno dei personaggi umoristici italiani meglio caratterizzati degli anni sessanta e settanta...le prime storie di Motta e Sangalli (che non sono quelle avventurose di quest'albo) per me sono paragonabili alla Mafalda di Quino come profondita.

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