16/03/26

L'ultimo Braccio


La copertina dell'ultimo numero di Braccio Di Ferro 🥲 che io credo di non avere ma la mia soffitta è come il mare dei sargassi...niente di strano che sia sepolto sotto qualche enorme volume rilegato del Vittorioso o qualche manga zasshi in giapponese. Al momento questo epitaffio di carta si trova a prezzi molto ragionevoli...ma come sanno i veri collezionisti, per completare una serie di fumetti a volte  diventa molto più raro l'ultimo numero rispetto al primo viste le basse tirature di una casa editrice che sta chiudendo. Chi ha una copia del 593 del Braccio Metro se la tenga stretta.

19 commenti:

  1. Ce l'ho. 😉 A quanto risulta dalla catalogazione sul mio sito, pare che su Nuovo Braccio siano apparse alcune storie inedite*, in particolare di Colantuoni e qualcosa in due parti di Sangalli. Per cui quel 593 non lo ritengo letteralmente un "ultimo numero" ma solo l'ultimo numero della cosiddetta serie lunga.

    (*): uno degli obiettivi a catalogazione conclusa - oramai manca poco - sarà quello di intercettare tutte le storie ristampate con titolo diverso e finora sfuggite in fase di catalogazione.

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    1. L'ultimo numero ma non le ultime storie, buono a sapersi. Io comunque per adesso, dopo gli anni settanta preferisco le inedite passate sul Popeye. Mi sembravano più sperimentali.

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    2. Non colleziono Popeye ma data l'epoca contiene sicuramente storie più interessanti di quelle coi personaggi col guardaroba rinnovato (Braccio in giacca e senza pipa, Timoteo col codino...).
      Interessante la serie Forza Braccio, tutte ristampe ma una bella selezione di storie della seconda metà anni 70 primi 80, molto incentrate sul titolare della testata (poco spazio per giganti, panini e barbera).

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  2. Sulla copertina dell'ultimo numero di Orient Express (appena il trentesimo, non il 593°) scrissero proprio a chiare lettere che era l'ultimo per i motivi che giustamente citi e quindi invogliare qualche collezionista a comprarlo e contribuire così a tamponare un po' le perdite.

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    1. Una volta misi in asta su eBay l'ultimo numero della seconda serie di Hulk Corno non conoscendone il valore da 1€ arrivo a 156€ con mia grande sorpresa (e felicità)

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  3. Il Braccio italiano, eroe della working class, va sul viale del tramonto in Apecar... o qualcosa di simile 😄

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    1. Ma si che alla fine il nostro Braccio era un'operaio della bassa, una Padania con il mare

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    2. Quindi un leghista? No... Noo... NOOOOOO !!!

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    3. Potrebbe anche essere 😁 I "Mings" sono ovviamente comunisti e del sud

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    4. Beh, io sono un grande fan di Segar ( che bei ricordi, quando da piccolo leggevo le avventure di Braccio e Susanna sull'oscar Mondadori) e quindi il Braccio Italiano l'ho sempre considerato il giusto...
      Ma un leghista... MAI. Mai un leghista, nè bossiano nè salviniano.
      Semmai un camallo del porto di Genova... di quelli che bloccano il porto quando passano i carichi di armi per Bibi.

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    5. Un camallo del porto di Genova po' esse, però l'impressione è che la Spinacia Bianconi non sia lontana dalla Milano di Provolino. Comunque non è che in Lombardia siano tutti leghisti né.

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    6. Mi piace pensarlo come amico e compagno di Grigory Vakulenchuk :-)

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    7. "Comunque non è che in Lombardia siano tutti leghisti"
      Vero c'è anche tanti ma tanti di Forza Italia anche se ora cominciano a cercare navi migliori.
      Tutto il resto è Piddì. Insomma la locomotiva d'Italia 😆😆😆... si scherza.
      Su Vakulenchuk sono abbastanza d'accordo, un marinaio rivoluzionario, non ci avevo pensato.
      Però il Braccio (come anche Popeye) per me resta fondamentalmente un anarchico, che risolve le sue questioni non con la dialettica marxista ma con gli sganassoni proletari.
      Oddio, messa così potrebbe ricordare anche gente che nel primo dopoguerra girava l'Italia in gruppi detti squadre... però no, lui lavora da solo, ed è uno contro tanti, non viceversa. Anarchico direi.

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    8. Popeye era un brav'uomo per questo non lo pubblicano più. I valori di Popeye erano quelli che tutti abbiamo nel cuore e ci vengono strappati dalle lordure del mondo. Popeye era Cristo che menava

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  4. Credo che il Popeye di Segar fosse un uomo del 19 secolo alle prese con le innovazioni del secolo breve. Arrivava da un mondo in cui una stretta di mano siglava un contratto e si guardava con sospetto gli accumulatori di fortune come re e banchieri. In un certo senso era come il Butch Cassidy di Paul Newman che sulle note di Raindrops Keep Fallin’ on My Head prova la bicicletta, simbolo di modernità, con Katharine Ross sulla canna e poi la lancia via per tornare al cavallo. Un personaggio romantico, un Don Chisciotte della Mancia.

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  5. Spinach Keep Fallin' on my Head , riesco ad immaginarlo

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