Translate

Time Machine

1974 (20) 1975 (19) 1989 (19) 1976 (17) 1982 (17) 1981 (16) 1992 (16) 1972 (15) 1978 (15) 1986 (15) 1994 (15) 1979 (14) 1955 (13) 1967 (13) 1971 (13) 2014 (13) 1962 (12) 1973 (12) 1980 (12) 1984 (12) 1968 (11) 1977 (11) 1983 (11) 1988 (11) 1985 (10) 2013 (10) 1966 (9) 1987 (9) 1993 (9) 1949 (8) 1990 (8) 1995 (8) 2015 (8) 1958 (7) 1965 (7) 1997 (7) 2016 (7) 1964 (6) 1991 (6) 1996 (6) 2000 (6) 1957 (5) 1961 (5) 1970 (5) 2003 (5) 1948 (4) 1954 (4) 1959 (4) 1963 (4) 1969 (4) 1998 (4) 1999 (3) 2001 (3) 2005 (3) 2012 (3) 2017 (3) 1928 (2) 1950 (2) 1951 (2) 1953 (2) 1956 (2) 1960 (2) 2002 (2) 2004 (2) 2010 (2) 2011 (2) 1929 (1) 1936 (1) 1937 (1) 1938 (1) 1939 (1) 1942 (1) 1943 (1) 1946 (1) 1947 (1) 1952 (1) 2006 (1)

giovedì 6 novembre 2014

Fumetti sì fumetti no? (1976)



Ho trovato questo interessante articolo vintage su Bollettino Salesiano ANNO 100 N.19 . L'esperto Domenico Volpi viene mandato in missione dai preti per acquistare tutti gli albi a fumetti in edicola presenti nel 1976. Il bottino è composto da 183 albi divisi per generi è la spesa è di ben 50.000 lire. Il blocco era diviso in  sei categorie (senza contare le loro varie sottospecie): fumetti pornografici (63), (i più numerosi), avventurosi (54), umoristici (47), di guerra (7), per intenditori (7), e fumetti neri (5). Adesso copio ed incollo il testo delle "recensioni"  con qualche mia osservazione in rosso (chi vuole leggere l'articolo completo vada al link sopra)

Umoristici. Raccolgono personaggi famosissimi: Topolino, Paperino e tutti gli altri figli di Walt Disney; Braccio di Ferro, Tom e Jerry, Gatto Silvestro, Braccobaldo, Mio Mao, Yoghi, Provolino, Tiramolla...Sembrano i più innocenti e tranquilli (e lo sono abbastanza). Le loro storielle divertenti sovente sono piuttosto banali e si ripetono; gli elementi negativi sono rari (il mito del denaro), ma anche quelli positivi sono scarsi. Il tono generale è l'evasione e il divertimento, più una buona dose di consumismo e conformismo. ».

(il mito del denaro suppongo sia rappresentato dall'avidità di Zio Paperone, il consumismo dalla enorme quantità di materiale pubblicitario sul Topolino Mondadori dell'epoca, il conformismo non ho proprio idea, di sicuro non il Tiramolla di Rebuffi o Provolino di Motta e Sangalli)

Avventurosi. Avventure di ogni epoca e luogo; eroi spaccatutto; coraggio e amicizia come valori positivi, odio e vendetta come costanti negative; culto dei muscoli e delle armi: in genere gli eroi si affermano non per le loro doti morali, ma per l'abilità nell'uso dei muscoli e delle armi. La violenza qualche volta raggiunge la stupidità (grida il vendicatore sparando: « Muori, cane, così impari a vivere »). Qualche personaggio: Tex, Zagor, Piccolo Rangers, Roy Texas.
(Quel "Muori Cane..." verrà dal Tex? L'unico serial killer del gruppo mi pare sia mr. Willer..anche se ci sono buone probabilità che sia una frase di Roy Texas dello studio di Nicola Del Principe e pubblicato da Bianconi) 

Agiscono soprattutto nel Far West. Giustizieri erranti, eroi senza famiglia e senza radici. Non si sa di dove vengano, che mestiere facciano, chi dia loro i soldi, chi ricarichi loro la pistola.
(Bamboccioni ante litteram)

Una categoria speciale di avventurosi sono i superuomini. Esseri straordinari e dotati di poteri eccezionali. Minacciati da nemici altrettanto superdotati, difendono se stessi e la Terra da immani catastrofi. Nembo Kid, Batman, Capitan America, Devil, l'Uomo Ragno... Sono al di fuori e al di sopra della legge, anche quando la difendono.
Fumetti quasi sempre d'origine americana, hanno almeno il pregio di una buona linea grafica.
(Il Volpi ha buon gusto ed è avanti nei tempi)
Fumetti di guerra. Sembrano oggi in leggero declino. Parlano di guerre recenti, soprattutto del secondo conflitto mondiale, meno del primo; ma anche di Korea e Vietnam. Fabbricati per il mercato di lingua inglese, mostrano inglesi e americani sempre vincitori, tedeschi sempre ottusi, giapponesi sempre crudeli.
(Sembrano fumetti scritti da Salvini...)
Tiger, Condor Jet e i loro numerosi compagni, predicano la pericolosa retorica delle divise, delle bandiere e dei nazionalismi. Mancano del tutto in questi fumetti i moventi familiari e sociali (rare volte i drammi acquistano dimensioni sinceramente umane); più spesso domina una violenza gratuita, tanto più pericolosa perché è quella cieca della macchina che uccide l'uomo.
Fumetti 'neri. Anch'essi sembrano in leggero calo. Sono centrati sulle vicende di un criminale che si prende regolarmente gioco della legge. Realizzano una tipica inversione di situazioni: non è più il buono che vince, ma il cattivo. « Il bene non rende più in edicola », hanno affermato le creatrici del genere nero (due sorelle già maestre, « ma senza vocazione », come ci tengono a precisare).
(Le Giussani erano un mito, 40 anni avanti!)
Movente principale è il denaro. I protagonisti hanno quasi tutti una « k » nel nome: Satanik, Kriminal, Cobrak, Demoniak, Zakimort, Sadik, Killing... e naturalmente il loro capostipite Diabolik.
Qualche titolo di racconto? La clinica del trapasso, Omicidio a colazione, Il becchino è il mio mestiere, Anonima vampiri, Massacro spaziale, La notte dei mostri, Il cadavere che uccide, Sparo dall'oltretomba.
(Che meraviglia!)
Pornografici. Si qualificano in copertina « per adulti » (come se tra « adulto » e « pornografico » esistesse un legame ovvio). Comunque in genere sono venduti anche ai ragazzi. E poi si trovano sempre adulti compiacenti, che passano questi fumetti ai più giovani per una loro... iniziazione.
(Papà come nascono i bambini? ...Tiè leggiti Sukia!)
Le vicende in genere sono soltanto pretesto per presentare situazioni oscene. Vengono descritti tutti i comportamenti secondo e contro natura, con tutte le deviazioni possibili, zoofilia e necrofilia comprese. Col pimento del sadomasochismo, dell'orrore, della stregoneria, del vampirismo.

(Barbieri non si faceva mancare nulla in effetti...)
I titoli di questi fumetti a volte sono trasparenti (Sexy Favole, De Sade, Playcolt), ma a volte traggono in inganno: portano i nomi innocenti delle fiabe, come Biancaneve, Cenerentola, Pinocchio, Fata Turchina. E succede che i genitori distratti non se ne avvedano.
(A me è capitato...mia nonna, conoscendo la mia passione per i fumetti, mi regalò tre numeri de "La Poliziotta" , peccato avessi soltanto 8 anni...più che altro immagino la faccia dell'edicolante a vedere quella dolce vecchietta con gusti così particolari...)
Fumetti « intellettuali ». La qualifica è esagerata, ma non troppo. Sono fumetti intelligenti, ironici, polemici, satirici. I personaggi sono famosi: Linus, Charlie Brown, Snoopy; Andy Capp, Mafalda, Mago Wiz, Popo... Bambini dall'aria innocente, uomini dell'età della pietra, animaletti parlanti. Si aggirano in un mondo asettico e incantato, con la loro aria ingenua e indifesa, ma si portano dentro tutte le fragilità le cattiverie, le contraddizioni dell'uomo moderno. E con le loro battute rarefatte esercitano una critica a volte indulgente ma a volte feroce verso le aberrazioni del nostro tempo. Per questo sono prediletti dagli studenti, e non disdegnati dagli stessi uomini di cultura.
(Chi è Popo?...sara il Pogo di Kelly?)
Attenzione agli eroi. Dalla rassegna delle varie categorie di fumetti risulta evidente la necessità di vigilare e scegliere le letture dei ragazzi. Tutti quei contenuti offerti a una mente plasmabile non possono non incidere in bene o in male. Sono modelli di comportamento, stimoli a foggiarsi giudizi e pregiudizi, elementi di apertura o chiusura degli orizzonti personali, contributi a costruire una gerarchia di valori più o meno valida.
Gli educatori conoscono la cosiddetta pedagogia dell'eroe: il ragazzo tende a imitare nella vita i comportamenti dei « grandi » che ammira. Ebbene, ecco gli eroi che trova come modelli, per esempio, nei fumetti neri.
Diabolik è un demonio con la faccia d'angelo (somiglia a Robert Taylor), che conduce una doppia vita. Con l'apparenza esteriore più rispettabile di questo mondo, uccide una vittima accuratamente scelta, poi applicandole una plastica al volto ne ricalca a perfezione i connotati, quindi si traveste con questa maschera perfetta, e passa a compiere i suoi «colpi » (furti e rapine), economicamente sempre molto consistenti.
(Tranne che per l'omicidio un ritratto della classe politica)
Demoniak è invece (presentazione dell'autore) « personaggio mostruoso, ai confini dell'umano ». Kriminal, riconoscibile dallo scheletro dipinto sulla calzamaglia, tortura, violenta e uccide. Sadik è « il signore del crimine », è lo spirito stesso del male che entra nei corpi delle sue vittime e li trasforma in esseri sanguinari; essi poi, in un momento di lucidità, impazziscono dall'orrore di se stessi e si uccidono. Spettrus è il cervello vivente di uno scienziato il cui corpo è morto mentre eseguiva un esperimento per conseguire l'immortalità: questa mente sopravviverà finché riuscirà a nutrirsi di terrori e di delitti.
(Spero che il remake di Kriminal abbia successo e che li recuperino tutti...)
A questo macabro quadro le eroine non aggiungono certo una nota gentile: Kristine (notare la K iniziale) è « come presa da frenesia di dominio: uccide e distrugge tutto ciò che ostacola le sue imprese criminali » ; e Satanik è una vecchia professoressa di chimica dal viso scimmiesco che periodicamente ingentilisce sotto gli effetti di una misteriosa pozione e quindi compie stragi: prima di cuori, e poi di cadaveri.
(Kristine SuperWomen...edito da Sansoni.)
Questi sono non già gli antagonisti, i nemici da sgominare, ma i protagonisti, i personaggi in cui identificarsi, gli eroi.
E' probabile che un ragazzo normale non si lasci influenzare troppo da queste letture; ma certo non ne ricava un contributo positivo.
Senza parlare di quell'altra produzione « per adulti » (dove la dicitura sulla copertina sembra la mela tentatrice per adescare col fascino del frutto proibito chi adulto non è ancora. Una produzione che suggerisce ai ragazzi una visione del « mondo degli adulti » gravemente deformata.
Conseguenze? « Se il tuo occhio è torbido - si legge nel Vangelo - tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre ». La visione del mondo serena e ottimistica, tanto necessaria per lo sviluppo armonico di una personalità ancora in boccio, naufraga in quel pantano di crimini e di sconcezze; il rispetto del corpo proprio e altrui - tempio dello Spirito santo - si sbriciola sotto i colpi di tante profanazioni.
Ha scritto Domenico Volpi « Chi educherà i nostri figli, se gli eroi dei loro sogni sono contro di noi? ».
(...e per fortuna non aveva trovato Geppo in edicola...)

56 commenti:

  1. Tremo al pensiero di dove tu abbia reperito questo periodico... lavoro in una biblioteca diocesana ma questo non ce l'ho...
    Analisi non malaccio comunque, a parte l'occhio torbido, che me la fa scadere un po'.
    Comunque dai, per una visione del mondo "serena e ottimistica", senza tanti vampiri, potevi anche leggerti Lando e il Montatore...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' preso da un sito internet, se cliccki sul numero del Bollettino c'è l'articolo completo.

      Elimina
  2. Interessante reperto di un'epoca. Qualche considerazione sparsa: mi pare che il re/censore avesse uno sguardo tutto sommato obiettivo, anche se filtrato dall'area di cui faceva parte (i fumetti umoristici offrono "solo" svago: e vivaddio!).
    Dubito che Tex abbia detto una battuta così involontariamente comica come "Muori, cane, così impari a vivere".
    Avercela avuta io, una nonna come la tua: quei 3 numeri li hai almeno graditi?
    Ignoro che sia Robert Taylor. Non sono poi così vecchio, in fondo.
    Kristine manca anche a me, mi ha un po' incuriosito. I dettagli della storia di Satanik non sono esattamente quelli descritti (Marnie Bannister non è mica vecchia).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho pensato che per essere un ex salesiano il Volpi avesse un opinione oggettiva delle cose, quel "Muori Cane..." è più da "RoyTexas" in effetti (un western di Del Principe per Bianconi che qui fallì presto ma come altre cose di Nicola durò di più in Francia), i numeri della Poliziotta (ricordo con i disegni di Angiolini) mi furono sequestrati dal babbo (che in effetti avrà gradito più di me...ad otto anni leggevo il giornalino MIAO), Diabolik a Robert Taylor (o googlato) non ci somiglia nemmeno un po. Kristine, forse, è il fumetto SuperWoman che usci in formato tascabile (mi pare da Sansoni?) ma sto sparando a memoria, ho un volumotto tipo Pocket in cui c'è questa simil-satanik...

      Elimina
    2. Si è Kristine SuperWomen ho controllato su Ebay :

      Kristine

      Elimina
    3. Ho googlato anche io, e pare che Angela Giussani avesse espressamente chiesto al primo disegnatore un Diabolik ispirato a Robert Taylor ...

      Elimina
    4. ...Giusto gli occhi forse, in qualche foto in B/N:
      Robert

      Taylor

      Elimina
    5. Giusto. Ma forse il disegnatore aveva solo una foto a cui ispirarsi, chissà.
      http://media-cache-ec0.pinimg.com/736x/4e/ea/0c/4eea0cd16579aba40945c9583a93e1e2.jpg

      Comunque, anche recentemente (2010), qualcuno lo ha disegnato così:
      http://www.stars-portraits.com/en/portrait-142258.html

      Forse questo disegnatore moderno conosceva la richiesta della Giussani ...

      Elimina
    6. In effetti le foto che hai postato tu gli somiglia molto.

      Elimina
    7. In rete ci sono degli articoli, anche ripresi da blog ( per esempio qui ) secondo i quali Luigi Marchesi, per definire la fisionomia di Diabolik, si ispirò a un suo compaesano, Gino Polenghi.

      Elimina
    8. Di nulla Sal! :-)
      Per me, queste genesi fisionomiche 'ruspanti' ( che nascono, cioé, da persone amiche, o con le quali il fumettista aveva a che fare, che lo dichiari o no sul momento ) sono senz'altro le più belle, le più gustose. Sulla falsariga di Popeye-Frank Fiegel, di cui avevi parlato anche tu.

      Elimina
  3. Ma tu guarda che macchinazione per portarsi in seminario un'ottantina di fumetti porno! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stavo per scriverlo io ;)

      Elimina
    2. Chissà se il Volpi poi lo hanno mandato, in missione "per conto di dio", a comprare tutte le riviste del 1976, tra le "Ore", "Caballero" e "Supersex" si sarebbero visti tanti pretini con il saio "a punta".

      Elimina
    3. Che ridere! Tutte scuse x portare in seminario materiale porno! Ahahah! Comunque, per quanto riguarda i giudizi critici, quelli del Bollettino Salesiano mi sembrano dei principianti rispetto a quelli del CENTRO CULTURALE SAN GIORGIO!

      Elimina
  4. "Si calcola - egli scrive - che escano ogni mese in Italia 24 milioni di copie di albi a fumetti e giornalini per ragazzi"...
    No, ma ci pensate?
    Buon articolo "generalista". Il "Vittorioso" era già abbondantemente defunto, ma è curioso che non faccia riferimento ai "loro" fumetti (Piccolo missionario, ovviamente il Giornalino, e il sottovalutato Messaggero dei Ragazzi che pubblicava Yoko Tsuno)... comunque la si voglia pensare, un universo affascinante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perchè forse l'intenzione dei Salesiani era di parlare male degli altri fumetti, ma il Volpi era uno sgamato.

      Elimina
  5. Che mi hai fatto ricordare...i fumetti porno....Da piccolo vivevo vicino a dei miei cugini più grandi, i quali erano assidui fruitori dei vari "per adulti", oltre che di Diabolik. Ed ebbero la brillante idea di nasconderli in un vecchio baule in soffitta. Immaginate la meraviglia mia e di mio fratello quando li scoprimmo. Comunque, Leone Frollo non lo hai nemmeno citato..male male. :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Provvederò, il problema è che non ho materiale xxx, si è no un paio di albi. Non sono mai stato un collezionista "del genere", letti sì ma sempre a scrocco da vari zii.

      Elimina
    2. Implacabile e logorroico, lancio una provocazione: secondo me la sfortuna di Frollo è stata quella di non aver avuto l'occasione di lavorare, negli anni 70, per la Marvel o la Warren su magazines del tipo Creepy o, meglio ancora, Vampirella.
      La provocazione è solo apparente se si considera che questa "fortuna" (meritatissima peraltro) toccò a molti Maestri soprattutto di area iberica e latinoamericana come Duranona e Ortiz. Sul blog thehorrorsofitall ciò è mostrato molto bene con un'ottima scelta di storie (anche se purtroppo lo spettraccio titolare non risponde mai ai miei commenti dove cerco di illustrargli la situazione italica). Per me il Frollo di Lucifera era molto "americano" e quasi marveliano come tratto, infatti mi pare che si ispiri al Mefisto della Marvel in qualche tavola. In America poteva "spiccare il volo".
      Per i giovincelli e coloro che lo avessero perso ricordo la divertente monografia di Bernardi e Ferriani "Biancaneve" (I quaderni del fumetto, 1986).
      E' tutto dal Seminario

      Elimina
    3. Una burrosissima Vampirella di Frollo sarebbe stata una vera gioia degli occhi

      Elimina
  6. Sia Zagor ( 1961) sia Diabolik ( 1962 ) hanno qualcosa di Robert Taylor che il tempo ha stemperato: la stilizzazione di Zaniboni, più ancora del classico tratto di Facciolo, hanno diviso il modello dal modellato e Ferri ha cominciato ad appiccare tratti del suo volto alla Robert Loggia su quello dello Spirito con la Scuse come hanno fatto Diso con Jerry Drake e Galep con Tex ( che a dire il vero negli anni settanta aveva qualcosa del Sordi della maturità e del Santoro di oggi , ma immagino che gli occhi ravvinati sopra il naso diritto e sottile ed il faccione rotondo del Robespierre nostrano siano una coincidenza ) .

    La mia talpa in Kasa Kriminal mi ha detto che Kasali/Kamuncoli/Katacchio intendono fare di Logan un concetto, un meme in fuga x la rete ( la fuga di Logan ? davvero retroniko ! ) inseguito dalla solita posse di MIB che, però, questa volta sono salesmen elettronici ovvero icone antivirus che vogliono fare del fattore kappa un prodotto come tutti gli altri, come l'astuccio di Lupo Alberto o il cono gelato del ministro Madia. Un upgrade rispetto alla Spectre di Fantomas su cui ha lavorato qualche tempo fa Katacchio. Non so quanto sia attendibile la mia Gola Profonda - due anni fa mi ha venduto la notizia che Bunker stesse pensando ad un Taxi Driver fumettato che crede di essere Dennis Cobb a caccia delle piratesse spaziali di Jezebel e non l'ho ancora visto in edicola - anche perchè mi ha bisbigliato che il Tony Logan del web avrà i capelli corvini, i tratti cesellati e lo sguardo scioglifemmine di un dimenticato attore americano di western...vedremo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Kriminal è un personaggio di fascino eterno, il Fantaman smantellato ed assassino di Bunker è un icona perfetta per il merchandising...il progetto Mondadori mi pare una delle poche mosse "furbe" in questo stagnante mondo del fumetto italiano.

      Elimina
  7. Il Frollo dei seventies prendeva a piene mani dal John Buscema di fine sixties. Nulla di scandaloso, sia chiaro: Kerry Gammill o Keith Pollard, per esempio, hanno lavorato x anni portando in dote una dignitosa rilettura del tratto buscemico che a sua volta deve qualcosa alle intuizioni di Neal Adams al netto del taglio delle vignette e del punto in cui Adams " metteva la cinepresa " che probabilmente Big John considerava non abbastanza mainstream. Sarebbe stato una risorsa x la Casa delle Idee o anche x la DC ( una alternativa a Jim Aparo o Dick Dillin o al primo Carmine Infantino ). Lo avrei visto + a suo agio su quella bricconcella di Vampirella, comunque.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. esatto, aveva storie più "frizzantine", o saltando di qualche annetto, avrebbe fatto un'ottima Elvira.
      Spirito con le Scuse vuol dire che si vergogna di Cico?

      Elimina
    2. Hai ragione!, in una copertina di Biancaneve mi sembra di ricordare il Cavaliere Nero di Big John...

      Elimina
  8. A dirla tutta, se SBE avesse accettato la mia idea x Zagor quando le vendite calavano e Toninelli aveva già la manina sulla porta , Cico sarebbe diventata Cica ovvero il bonsai di Beth Ditto ante litteram e la compagna di Zagor che avrebbe dovuto inventarsi uno zilione di scuse quando era in giro con Marie Laveau o tutte quelle altre sgallettate gamba lunga incapaci di preparare un burrito. Strano, ma a SBE la mia idea era sembrata non in linea con la politica editoriale fine anni ottanta e sono state preferiti gli entusiasmi di Boss Boselli e Moreno Burattini. E' anche vero che oggi Zag vende 35.000 copie ogni santo mese grazie alle cure di Morbur e probabilmente il mio Sandra e Raimondo a Darkwood sarebbe stato x una elite di intenditori...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo vedi questa sarebbe stata vera rivoluzione, altro che i pensionati di Recchioni.

      Elimina
  9. Strana la carriera di Big John: detestava i supereroi ( soprattutto Spider-man che doveva rientrare dopo il crepuscolo in silenzio dal tetto x non svegliare la vecchia zia e combatteva un tizio travestito da folletto che volava sopra una fisarmonica ) e preferiva il fantasy di Conan ( che ha portato anche nella sua versione di Thor ) o il lamento michelangiolesco di Surfer, ma ha dovuto disegnare tonnellate dei miei amati picchiatelli in costume ( unica alternativa a Kirby a cui non tremarono i polsi su FF ) arrivando al fatto di abbozzare layouts x Tom Palmer su cinquanta non memorabili episodi dei Vendicatori anni ottanta scritti da un Roger Stern che non riusciva ( o non voleva ) tenere il passo con X-Chris Claremont. Se non consideriamo le storie di Logan a Madripoor ( primi numeri della testata inchiostrati da Klaus Janson ) , è come se il ns avesse perso l'entusiasmo con la fine degli anni settanta x tutto ciò che non poteva situare in Cimmeria. Triste fare un lavoro x anni che non ti diverte. Come dice sempre il mio chirurgo plastico: che senso ha sfinirsi giorno dopo giorno, se non ci si può divertire un po' nella propria professione ? Bastardo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io una cosa che non comprendo, ne avevo parlato anche su Facebook è perchè sui tanti fumetti del nuovo corso italiano non si sia investito sui super eroi. I nostri migliori action comic artist in America fanno il botto (tranne i culiragno di Manara) , abbiamo tipi che disegnano divinamente, un supercomic con la cricca che a disposizione Bonelli verrebbe fuori divinamente. Qualche autore mi ha scritto che sono roba per bambini, superati, noi siamo meglio di queste cose, ecc...secondo me non stanno capendo una ciolla ed il fumetto italiano farà la stessa fine del cinema. Troppi "artisti" e pochi entertainers, è questo il problema dei fumetti italioti...Io ho sempre preferito Umberto Lenzi a Fellini, pazienza.

      Elimina
    2. Come non si è investito?... E i 3 fantastici Supermen?...
      Crepascolo, il tuo chirurgo lavora per caso a Los Angeles?...
      Siete grandi!

      Elimina
    3. Crepascolo c'è pure una meravigliosa storia di Dracula, se non ricordo male di John, dove Vlad ha la faccia di Vincent Price...

      Elimina
  10. Nessun picchiatello in costume da noi vende quanto Tex , Dyd o Dk. I De Vito, Caselli, Dell'Otto e co hanno un tratto che si sposa con i personaggi delle big guns e non solo ( si vedano i comics di Dynamite e Dark Horse x esempio ) e qundi possono coronare il loro sogno di disegnare i supereroi con cui probabilmente sono cresciuti.
    La Magic Patrol, Ramarro, l'esperimento di Europa, le cose di Brolli dal Cyborg Universe sono state apprezzate, ma non dalle masse.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per forza ,invece di fare un classico superuomo devono deviare sull'autoriato per fare gli artistoni. Un similBatman o un copiaSpiderman di Palumbo senza fronzoli masochistici e derivanze "politiche" sarebbe una cosa fantastica. Europa era inguardabile, la sceneggiatura "classica classica" e mainstream aveva del potenziale commerciale.

      Elimina
  11. Il Dracula di The Tomb of Dracula ( settanta numeri circa x la maggior parte del trio Marv Wolfman/Gene Colan /Tom Palmer ) era ispirato , come ha spiegato in una intervista il compianto Gene The Dean Colan, a Jack Palance. Ammetto che possa ricordare anche Price.

    RispondiElimina
  12. Esatto! Hai assolutamente ragione.... sul Dracula "di Colan". Ma se hai occasione controlla la storia di BJ che dico io: ora non posso controllare su che numero di essential TOD ce l'ho ma fu pubblicata anche su Speciale La tomba di Dracula, Star Comics, 1991. Non ricordo il titolo, purtroppo.... bellissima e ambientata nella Germania dell'800. Per me è Price!
    Mia opinione personale: Il decano bricconcello non lo dice, ma per parecchio la faccia di Vlad fu oggetto di studio. Sugli ASE fatico a vedere il Palance che invece si coglie bene nell'ultima run della serie (quella con Domini).
    Via, siete grandi! Con voi e con in cuffia Adam First e Fernando Martinez non mi dispiace neppure di dover stare tutto il giorno davanti al PC! Per oggi basta però.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io sono esterrefatto dalla qualità dei miei "commentatori" :-)

      Elimina
  13. Ho i due speciali b/n formato gigante della Star Comics ( x i retrofans implumi, la Star Comics pubblico' sei volumetti con le ultime storie di ToD e due volumi + grandi con alcune delle storie di Dracula tratte da una effimera 'zine dedicata alla creaturina di Stoker negli anni settanta ). Ho anche i primi due Essential ( mattoni in b/n con carta sottilissima ed in lingua originale di cui sono ghiotto - ne ho di Daredevil, Man-Thing, Defenders ed altro ancora ) e quindi immagino che quelle storie siano sul terzo volume o forse, + probabile, sul quarto.
    Consiglio l'acquisto degli Essential ( non costano nemmeno tanto ) a tutti coloro che desiderano apprezzare matite e chine al netto dei colori piatti di quegli anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho visto qualche essential nelle fumetterie, Panini ha mai pubblicato questi tomoni in Italiano? Il mio inglese è l'equivalente (così mi è stato detto) al "Io Tarzan, Tu Jane" di Burroughsiana memoria...

      Elimina
  14. No, mai. Da quello che ho letto in rete o altrove, ma non ricordo dove, MML non ha mai creduto nella possbilità di quel formato di sfondare. La Planeta de Agostini ha provato qualcosa del genere - lo Showcase di Capitan Marvel /Shazam ed i volumetti in b/n del Demon e Omac di King Kirby con le famigerate traduzioni automatiche ( Buddy Baker, alter ego di Omac , tradotto in Amico Bianco ! è stato tradotto un nome proprio di un personaggio ...) - ma si tratta di poca roba e non mi sembra che altri ci abbiano riprovato. Un vero peccato xchè gli Essential contengono anche materiale non così datato ( io ho il secondo del Punisher con i primi numeri della prima ongoing del 1987 di Baron/Janson/Portacio e co ) che non sarebbe così lontano dalla sensibilità 21mo secolo. Un bel volumone b/n con il Wolverine di Claremont/Buscema/Janson seguito da quello di David/Buscema/Janson e Hama/Silvestri/Green , secondo me, tanto x fare un esempio, avrebbe la possibilità di vendere discretamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io li comprerei sicuramente, per meri motivi di spazio e per continuità di lettura. Alcuni autori in bianco e nero rendono pure meglio.

      Elimina
  15. Anch'io, ma sono il primo a rendermi conto che alcune storie sono irrimediabilmente legate a quegli anni e che i testi spesso sono invecchiati + dei disegni: il Kirby con il piedino già in DC che disegna i suoi ultimi Captain America e lo Steranko di Stanotte Muoio o il Kane di Spider-man nella Terra Selvaggia o il Colan di Daredevil & Black Widow sono ancora moderni, dinamici , affascinanti , ma le didas che trafiggono le loro storie non possono sedurre chi è cresciuto con il Cap di Brubaker, lo Spidey di Slott e lo Scavezzacollo di Waid. Ogni generazione ha i suoi storyttellers. Naturalmente esistono i classici ( che, x definizione, sono opere sempre moderne ), ma sono pochi in un mare di roba discreta e di tanta altra che le onde del mare, giustamente, hanno portato altrove.

    RispondiElimina
  16. Oilà!
    Ritorno brevemente (vabbè..) su questo post per alcune considerazioni sugli "Essential" che forse posono interessare il nostro blogger.
    Prima di tutto, come bene ha detto Crepascolo, ci sono autori che dovrebbero essere visti solo in bianco-nero perchè risaltano meglio. Uno di questi è Colan, specie quello del Dracula anni 70.
    Guardatelo sugli Essential, sul Corriere della Paura o dove volete, ma in bianco e nero.
    Io ho tutti gli Essential di Dracula, il 4. è dedicato alle storie proposte in "Tomb of Dracula magazine" e "Dracula lives!", che se non sbaglio erano slegate dal Comics Code.
    Lì troverete un Drac ancora più bastardo che nella serie regolare, con autori che, oltre a Colan, vanno da Neal Adams al grottesco Frank Robbins, da Gulacy a Ploog a De Zuniga.
    Ho gli Essential del Dr. Strange e devo dire che sono "sopportabili", ma che per es. Ditko secondo me guadagna molto da una buona colorazione.
    "Killraven" è una vecchia serie che amavo molto ma il suo Essential mi ha deluso, lì il colore era più del 50% del prodotto, secondo me.
    Ho il primo Essential dei Fantastici 4 di Kirby: credevo che il B/n mi facesse apprezzare meglio il Re, e invece lo trovo "spento". Insomma, mettete in conto che un comic marvel in bianco e nero potrebbe deludere, a meno che non arrivi da qualche magazine horror o di kung-fu dei 70...
    "Howard the duck" dovrebbe essere buono come ho già detto altrove, anche se nasce a colori.
    Un ultima cosa: l'inchiostro! E' bello e riproduce abbastanza bene anche i retini, ma state molto attenti a come sfogliate gli Essential... macchiano le dita! Il fumetto scolorirà e le vostre dita probabilmente cadranno se insisterete.
    Se esporrete la vostra copia al sole di mezzogiorno per 2 ore, Dracula svanirà (come è giusto del resto) e vi ritroverete con un bloc- notes! Haha!

    RispondiElimina
  17. Chi ha scritto l'articolo, Domenico Volpi, ha mentito su quanto ha trovato in edicola, sempre se in edicola si sia recato veramente, all'epoca. Chiunque ne capisca di fumetti (coime chi mi ha preceduto) troverà delle incongruenze temporali.
    Io vi segnalo che nel 1976, ve lo assicuro, non c'era più nessuna testata con nome Nembo Kid, Satanik (purtroppo!), Kriminal (purtroppo doppio! Per il Re del Delitto ci vorrebbe un apposito articolo di Salvatore Giordano! Troppo realista come fumetto, troppo all'avanguardia!) e molti altri fumetti neri citati.
    A che pro mentire? Fate voi, doveva pur riempire un foglio e guadagnarsi la pagnotta... Ma farlo con queste menzogne, bah!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao anonimo.Quel che dici è vero...in effetti mi era venuto qualche dubbio...ma è possibile che il signor Volpi abbia trovato rese (anche se del Nembo Kid Mondadori non credo proprio) e Bustone che negli anni settanta erano ampiamente reperibili. Se no ha peculato i salesiani è si è intascato il cinquantone. :-)

      Elimina
    2. Con un certo qual ritardo (tre anni o giù di lì) intervengo sulla questione: la conversione in html del testo ha un po' sconvolto l'impaginazione. Se si scarica dallo stesso sito la versione in pdf del Bollettino, scansita dall'originale, si vede che l'articolo è di Ferruccio Voglino che riporta la testimonianza di Volpi. E' quindi lecito credere che vengano analizzati i risultati di uno studio di parecchio tempo prima: d'altronde Nembo Kid era già Superman dal '68, almeno, e nel '76 era in edicola la prima annata del Superman Cenisio, forse la migliore edizione di Superman mai vista in Italia, se non per i contenuti, sicuramente per la veste editoriale supervisionata da Gianni Bono.

      Elimina
  18. Ti ringrazio tanto per la segnalazione. Io, per quanto mi riguarda, mi sono messo a parlare di ciò che più mi piaceva e il discorso dai preti è andato a cascare su Frollo, Vampirella, la Marvel e Buscema. Ma non mi è venuto in mente che nei primi anni 70 mi capitò di prendere pure qualche albo di Superman ed erano già Superman della Williams e non più albi del Falco - Nembo Kid.
    Per quanto riguarda Kriminal e Satanik, nel 76 avevo 9 anni e non li leggevo (ho cominciato ad apprezzarli più tardi, ma non me ne sono mai "innamorato").
    Incuriosito, ho riletto meglio l'articolo, e lo trovo "strano", nel senso che l'articolista parla sempre di questo Volpi in terza persona., o almeno così mi sembra. "Domenico Volpi scrive che..." ma quando?
    Volpi ha scritto il pezzo o l'articolo è un redazionale che rimastica vecchi scritti di Volpi e ci mette sopra la storia farlocca della borsata di fumetti comperati?
    Pare proprio che questo sia il Domenico Volpi che è stato direttore del "Vittorioso" fino al 1966 (altra cosa che lì per lì mi era sfuggita) e facendo ricerche ho scoperto che ha un suo sito e che è nato nel 1925 (come mio padre).
    Ora, il fumetto "Condor Jet" esisteva, credo, nel 1974, perchè lo trovo su Ebay. Cobrak, Demoniak, Zakimort, Killing e quant'altri saranno ancora esistiti nel 76? Non lo so, non sono un esperto con anni di studi alle spalle ma un semplice appassionato logorroico che si diverte a commentare e la cui memoria, oltretutto, perde colpi.
    Temo che l'unico modo sarebbe iscriversi al sito di Volpi e chiederglielo (non ci penso proprio). A che pro mentire? Boh! Uomini bianchi con veste nera, sempre parlare con lingua doppia...

    RispondiElimina
  19. Sono l'Anonimo di prima (non posso fare il login dal lavoro...).
    Vi assicuro che Cobrak, Demoniak, Zakimort, Killing erano già fuori dalle pubblicazioni nel 1976 (Zakimort, ad esempio, durò fino al 1974) e NON ricordo, pur essendo io un appassionato del genere nero, che all'epoca fossero reperibili i bustoni delle famose ""raccolte" che in realtà erano "rese".
    Ripeto: Nembo Kid io l'ho conosciuto solo per la canzone di Dalla in TV, mai visto un albo in edicola negli anni '70!
    I neri citati erano già morti, Kriminal era troppo vero come personaggio per non morire, quindi per me Volpi ha scritto cose ovvie (per noi, magari all'epoca non lo erano) ma comunque ha mentito.
    Vi faccio poi notare che in edicola era reperibile un fumetto che il Volpi non cita, eppure non poteva non averlo trovato: ALAN FORD!
    E nel 1976 era pure facilmente reperibile il suo epigono, meno famoso, Jonny Logan.
    Beh, che fine hanno fatto? L'edicola del Volpi ne era sprovvista?
    Devo fare altri esempi di fumetti stranamente assenti dall'elenco?
    Penso che non ce ne sia bisogno, è palese che l'articolo non è proprio cristallino...

    Salvatore, ti prego, parlaci anche di Kriminal.
    Lo so, non è il tuo genere, magari non ti piaceva neppure come piace a me eppure ci tengo a leggere un tuo parere e un parere di chi interverrà a commentare!
    Seguo questo blog da un bel po' di tempo, anche se non sono iscritto da nessuna parte perché detesto FB, Twitter e social-vari.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa che sei nuovo del blog ;-)
      copiati i i link nella barra indirizzi del browser e buon divertimento.

      una mia idea sul personaggio (uno dei primissimi post)
      http://retronika.blogspot.it/2009/11/kriminal.html
      tutte le recensioni
      http://retronika.blogspot.it/2013/02/kriminal-n4-poker-per-un-cadavere-2.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-332-tre-teste-in-pericolo-18.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-356-4-maggio-1972-il-nemico.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-333-il-misreo-della-queen.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-336-16-dicembre-1971-lidolo.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-357-10-maggio-1972-terrore.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-360-qualcuno-ha-tradito-31.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/03/kriminal-120-gran-gala-sulla-laguna-12.html

      una mia idea sul personaggio (uno dei primissimi post)
      http://retronika.blogspot.it/2009/11/kriminal.html

      Le meravigliose Gallery di Luigi Corteggi
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-cover-gallery.html
      http://retronika.blogspot.it/2011/02/kriminal-cover-gallery.html

      Elimina
  20. Qualche ricerca:
    DEMONIAK [Cofedit]: 30 nn. Dal 1965 al 1967 (fonte C4C)
    COBRAK: N. unico, gennaio 1966 (fonte Vintagecomics)
    ZAKIMORT di Pier Carpi [Sansoni]: 91+24 nn., 1965-1974 (fonte Nuvoleparlanti, Wikipedia)
    KILLING [Ponzoni]: Fotoromanzo, 62 nn dal 1966 al 1969. (fonte Nuvoleparlanti)

    A questo punto essendo Domingo Zorro un serio studioso propendo per la rimasticatura redazionale di qualche scritto di una decina d'anni prima.
    L'argomento è così interessante che non sono riuscito a staccarmene, perdonate la mia invadenza. Killing è in pratica il fotoromanzo di Kriminal! Da recuperare.
    Sono qui per imparare e vi ringrazio.

    RispondiElimina
  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  22. Salvatore, quei link ovviamente li avevo già letti tutti, ma nel link che hai ripetuto due volte http://retronika.blogspot.it/2009/11/kriminal.html non è che poi ti sei sbottonato tanto, eh? :)
    Io ho conosciuto questo blog proprio tramite quegli articoli, comunque mi hai entusiasmato per la passione per gli altri fumetti e perché parlavi di un personaggio che ho amato molto, quel PROVOLINO che era molto umano, ricordo una storia di sfruttamento minorile per panettoni natalizi anonimi che mi colpì molto (PROVOLINO e GEPPO per me erano una spanna sopra TUTTI i fumetti Bianconi!).

    @J_D_La_Rue_67: ok, capito, alla fin fine era una scopiazzatura, niente di nuovo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi pare di aver mai scritto nulla di questo su Kriminal, anzi: "
      La madre morta, la sorella stuprata ed uccisa, il padre impiccato per debiti, un figlio ucciso ancora in fasce …
      Kriminal adotta il volto della morte perché è l’aspetto dell’esistenza che meglio conosce.
      Non v’e’ l’eterna Eva a lenire le ferite di un uomo che non è un eroe, Lola Hudson lo abbandona a quarant'anni.
      Kriminal è vivo ed anarchico, lontano anni luce dal collega scuro vestito impomatato e consumista.
      Diabolik ha la propria morale, Kriminal è amorale e sovversivo, odia la società perbenista, un estremista dell’individualismo, un utopico uomo “solo” scevro da legge e costumi comuni.
      Uccidere per non venere ucciso e rubare per mangiare, per passione vorace, come i rapaci.
      Diabolik e Ginko, sono molto più simili di quanto lo sono Kriminal e Milton.
      I primi due entrambi vittoriani aristocratici, i secondi sono lo scontro del proletariato contro la vetusta mediocrità borghese.
      Il primo fumetto completo disegnato da Magnus, Il primo fumetto vagamente erotico Italiano segnato da sequestri e processi.
      Un Max Bunker Illuminato, coadiuvato in seguito da Maria Grazia Perini, crea un personaggio che segna gli anni, un personaggio che muore nel 1977, dopo uno scontro con una banda di gangster.
      Riapparirà nelle pagine del commissario Daniel, perché il male vero non muore mai.". Quei post sono però vecchi e "prove tecniche di trasmissione". Non leggo molti neri in verità, ma su Kriminal tornerò (perchè lo rileggo ogni tanto).

      Elimina
    2. Grazie, Salvatore.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...