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martedì 12 maggio 2015

DuckTales 1989 (NES)




Recensione di "NELLA MENTE DI ZERO"


Prendete il papero più ricco del mondo e la famosa software house giapponese Capcom, riportate il tutto al lontano 1989 e avrete tra le mani uno dei più apprezzati platform game di sempre. 

Cavalcando l'ondata di successo della serie animata DuckTales, prodotta dalla Disney ed avente come protagonisti Paperon de' Paperoni e i nipotini Qui, Quo e Qua (lasciando in disparte il povero zio Paperino), Capcom sfornò per la console domestica Nintendo Entertainment System (NES), una pietra miliare del mondo videoludico. Nei panni di Paperon de' Paperoni (d'ora in poi Zio Paperone), viaggeremo in cinque diverse location selezionate liberamente dal computer centrale del deposito: dalla foresta Amazonica all'Himalaya, passando per la Transilvania e per le miniere africane, fino ad arrivare fin sulla Luna. Il nostro compito sarà quello di ritrovare cinque antichi manufatti custoditi uno per ciascun livello, cercando di arrivare prima della famosa Banda Bassotti. Perché quelli, in qualsiasi posto ci possiamo trovare, ce li ritroveremo sempre e comunque tra le bal...ehm, alle calcagna.




Le meccaniche del gioco sono semplici: Zio Paperone utilizzerà il suo classico bastone da passeggio o come mazza da golf, scagliando piccoli massi e altro contro i nemici, oppure utilizzandolo come se fosse un pogo, per compiere lunghi salti, schiacciare i nemici in stile Super Mario o per rimbalzare da una piattaforma all'altra. La struttura dei livelli è suddivisa in diverse aree, comprendenti passaggi segreti o vicoli ciechi in cui potremo trovare bonus di vario tipo e tesori che se presi ci daranno un valore in dollari che si sommerà al punteggio finale. Oltre a questo, dopo aver superato o eliminato orde infinite di nemici ed evitato trappole varie, ci si imbatterà nei consueti boss di fine livello che, una volta sconfitti, ci rilasceranno il tesoro che tanto cercavamo e che loro custodivano gelosamente. 







La difficoltà selezionabile ad inizio gioco è come da prassi in quei tempi ostica pure al livello semplice e il numero di vite a disposizione sarà sempre esiguo; nonostante la possibilità di trovare lungo i livelli delle vite extra, per arrivare ai titoli di coda occorre non solo tempismo ma pure una discreta bravura. Più che sul fattore della grafica, colorata e con discrete animazioni, il gioco da il meglio di sé nella parte sonora, dove la sigla della serie animata venne ricreata perfettamente in 8bit.




6 commenti:

  1. Bella recensione, un gioco davvero carino, non lo conoscevo.

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    1. E' uscito anche un seguito nonchè le versioni per gameboy. Ultimamente ne hanno fatto un remake pompato con grafica bidimensionale strepitosa ed adatta ai nuovi pc e console.

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    2. Grazie per averla pubblicata. Comunque, la versione moderna di Duck Tales l'ho presa per PS3 e devo dire che merita un sacco.

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  2. E' stato uno dei migliori giochi per Nes. Ho giocato anche al secondo capitolo...
    Quando lo hanno re-masterizzato sono stato felicissimo!

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  3. Lo hanno remakato di recente, perché è un gioco ormai divenuto cult (così come la serie da cui è tratto -e di cui non vedo l'ora di vederne i nuovi episodi!). Ci ho giocato solo una volta, ma lo ricordo come un bel gioco :)

    Moz-

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  4. bel gioco, ma ho sempre preferito il seguito che era molto più complesso come enigmi e non lineare (alcuni livelli vanno finiti in un secondo momento perchè alla prima visita hanno aree inaccessibili) e soprattutto hanno risolto quello che nel remake si chiama "pogo difficile"! Chissà se prima o poi remakeranno pure questo...

    Il tema del livello lunare però è leggendario ormai!

    PS: col senno di poi nel secondo gioco ho trovato blande anticipazioni di quello che sarebbe poi stato "Una lettera da casa" di Don Rosa (un tesoro leggendario, con indizi sparsi in tutto il mondo e che si rivela essere nelle segrete del Maniero de Paperoni!). Casualità, ma sempre curiosa come cosa!

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