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mercoledì 27 maggio 2015

La Ragazza Con La Pistola (Italia, 1968) ****


La bellissima Assunta Patanè (Monica Vitti), ragazza sicula invaghita del baffuto e impomatato Vincenzo Maccaluso (Carlo Giuffrè) è rapita dallo stesso per errore. Il Maccaluso era più interessato alla paffuta e rassicurante cugina che pareva maggiormente predisposta per il focolare e la maternità. Vincenzo però non resiste alle grazie di Assunta, che dice di essere “fredda e dura come il marmo” ma in realtà è un vulcano in eruzione. Il latin lover, impaurito, fugge nel Regno Unito per non incorrere nel matrimonio riparatore. Nella famiglia Patanè non ci sono membri di sesso maschile, quindi la stessa Assunta è costretta a difendere il suo onore da sola e parte per Londra, armata come da titolo. E qui inizia il divertimento. Maccaluso fa strage di cuori, non gli par vero che ci siano cosi tante “bottane” disponibili in quell’Eden che era l’Inghilterra psichedelica del “free sex”, Assunta invece resta esterrefatta dalla mancanza di attributi che caratterizza i biondi e fragili fan dei Beatles.
Avviene però la “Revolution”, mentre Vincenzo sogna e ambisce in un ritorno alla Sicilia bedda e alle sue leggi morali, l'aspirante killer meridionale taglia la propria lunga treccia e scopre il piacere d' individualismo e libertà. Non voglio specificare di più della trama che è piena di riuscitissime gag, inseguimenti e battute. Un film che vale la pena di vedere perché ancora molto divertente.


L’aliena sicula nell’Inghilterra beat del 1968 è una delle più belle invenzioni del compianto Mario Monicelli. La splendida Monica Vitti, qui nel suo primo ruolo brillante dopo tanto cinema d’autore, interpreta, come Gorgo, un dinosauro proveniente da un’epoca dimenticata che combatte alle rive del Tamigi. Uno scontro di civiltà che però trova nel progresso un giusto vincitore. Dietro i panorami e le mangiate di pesce di Montalbano c’è sempre stata (e forse c’è ancora) una trinacria triste, dove quel che pensa la gente conta più delle tue passioni, amori e sogni, dove è facile puntare il dito, dove se sbagli porterai un marchio per la vita. Ad Assunta, per esempio, sembrava più decoroso qualche anno di galera dopo l’omicidio del Patanè che non tornare sull’isola da disonorata. Per fortuna è arrivata la globalizzazione dei costumi e siamo ormai tutti felici sostenitori del crollo dei valori.   


7 commenti:

  1. il mio preferito del genere è "Mimì Metallurgico" dell'immensa Wertmuller, mentre mi ha profondamente deluso il tanto decantato "La moglie più bella", nato come film di denuncia e che IMHO è invece una sonora "minghiata" che con il fatto reale di Franca Viola ha poco a che fare

    Comunque, questo filone sembra parlare di una Sicilia lontanissima nel tempo e poi si viene a scoprire che è "appena" quella conosciuta dai miei genitori... per fortuna ci siamo evoluti, vah!

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    1. la moglie più bella non l'ho mai visto, ci butterò un occhio. Mimì è un cultone. Sai che non sono proprio sicurissimo che "quella Sicilia" sia scomparsa del tutto? E parlo da siciliano. Nei paesini, l'occhio del vicino è ancora giudice e le malelingue abbondano. Questa impressione comunque la ho a livello "nazionale" non soltanto meridionale. Le piccole tribù, dietro una parvenza di solidarietà nascondono orrori ed invidie. L'Italia, generalmente, rispetto agli altri paesi europei (sarà colpa del vaticano...bhò) culturalmente è sempre un passo indietro.

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  2. Deliziosa commedia vista pochi mesi fa. Monica Vitti interpreta divinamente il suo personaggio (come sempre del resto), e in effetti di gag ed evoluzioni di trama ce ne sono a volontà, complice una miriade di personaggi originali e bizzarri incontrati da Assunta.
    Un film divertente che è un piacere rivedere ogni tanto, in parte girato in Puglia (spacciandola per Sicilia...).

    Mi permetto di integrare l'articolo che questo film ha premiato Monica Vitti con 1 David di Donatello, 1 Nastro d'argento, 1 Globo d'oro, 1 Grolla d'oro, il premio di Migliore interpretazione femminile al Festival di San Sebastian.
    W Monica, W la commedia italiana!

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    1. A me è piaciuto molto anche Sedotta e Abbodanata con la Sandrelli. Si lo so che lo hanno girato a Modugnolandia. Spacciare la Puglia per la Sicilia mica è difficile e a quei tempi, penso, che aldilà dei dialetti, molti costumi fossero simili.

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    2. Non che avrei preferito un'ambientazione pugliese, mi chiedo solo perché non hanno girato davvero in Sicilia... Sarà come Sergio Leone che ambientava in Spagna i western?

      Sedotta e abbandonata non l'ho ancora visto, non sapevo fosse star girato pure quello a Polignano.

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    3. la stessa Wertmuller ha ambientato la sua provincia del napoletano di "Io speriamo che me la cavo" a Taranto perchè appena giunta in loco per girare si avvicinò uno della camorra chiedendo il 10% del budget del film come "assicurazione contro gli imprevisti".
      Presero così baracche e burattini e andarono appunto a Taranto...

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    4. Sì, l'episodio è noto: io l'avrei inserito nei titoli di coda del film: "Girato a Taranto perché a Napoli ci hanno chiesto il pizzo e nessuno ci ha tutelati."

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