Il mio Jerry preferito quello del periodo 1963-67 perché ha un adorabile faccia da schiaffi. Voi quali preferite?
16/09/20
Vari tipi di Tom & Jerry
Il mio Tom preferito è quello del 1940 aveva qualcosa di mefistofelico ed era un bel "gattogatto".
15/09/20
Nei 2000s il mio sogno era lavorare per Image...
Una cosa bella di quel periodo era il poter vedere che gente come McFarlane, Jim Valentino, Angel Medina, Stephen Platt e il famigerato Rob Liefeld (non parlo di Jim Lee e Marc Silvestri perchè venivano da un altro pianeta) pur non proponendo arte "fotografica" o "intellettualoide" dettava "legge" nel mondo del fumetto. La loro passione era più forte degli errori anatomici, del sacchettismo e delle sceneggiature a cazzo. Ogni pagina era potenza, un poster, il manifesto di una generazione che spaccava le tavole e le riempiva di pistole, muscoli e culi. Forti come Hulk (anzi Pitt). Erano tempi in cui si pensava, minchia lo posso fare pure io!
27/07/20
Antonio Terenghi: Pedrito El Drito incontra la mano rossa (1995)****
Ieri ho letto per la prima volta questo supplemento a Cronache di Topolinia molto divertente, nonostante l'età del Terenghi la sua verve non si era per niente smorzata. Antonio era un autore completo e bravo ed i suoi personaggi anche se edicolamente anziani erano rimasti sempre gli stessi senza rimodernamenti e trasformazioni (non so cosa sia successo a Secchi per esempio, per me è morto e lo hanno clonato come Paul McCartney).
31/05/20
30/05/20
Luca Boschi...non vedo l'ora
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| Copertina strepitosa di Sandro Dossi Peccato che non essendo socio Anafi dovrò aspettare il 2021 per acquistare il libro più importante per me degli ultimi vent'anni Più notizie qui https://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2020/04/04/qualche-fumetto-dalla-fortezza-della-solitudine/?refresh_ce=1 |
Olivia e Pisellino contro il codice della strada, cose che su Topolino mai!
Mentre sul Disneysorcio ci facevano le ramanzine ecologiste sugli albi Bianconi Olivia e Pisellino insegnavano come imbrogliare i vigili urbani.
Recuperata da Gaspare Pero e finemente illustrata da Pier Luigi Sangalli.
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