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mercoledì 31 gennaio 2018

Fanfiction: Poldo: Beneficenza natalizia

Vignette di Tiberio Colantuoni

Mentre preparo qualche post lunghetto continuo a proporvi a cadenza settimanale le fanfiction di Andrea Micky

Nel bel mezzo di dicembre, quando la città di Spinacia era addobbata in occasione del Natale, Poldo Sbaffini si mise a gironzolare senza meta, cercando un modo per procurarsi qualcosa da mangiare.
“Questa abbondanza starebbe bene nel mio stomaco, ma sono al verde come al solito” disse il mangione, fermatosi ad ammirare la fornitissima vetrina di un negozio di alimentari.

In quella, Poldo notò un Babbo Natale che, agitando la sua campanella, attirava l’attenzione di molte persone, che facevano cadere un’offerta nel suo paiolo, con sopra il logo della ABS (Associazione Benefica di Spinacia).
Una volta riempito il paiolo, il Babbo Natale se ne andò soddisfatto a depositare l’incasso presso la sede della sua associazione benefica.
“I Babbi Natale sono fortunati in questo periodo, perché tutti fanno loro un’offerta -rifletté Poldo- Se potessi permettermi il noleggio di un costume, farei affari d’oro anch’io”.
Proprio allora, un secondo Babbo Natale si mise al posto del primo e ciò fece venire un’idea allo Sbaffini.


Proprio quando stava per cominciare la sua raccolta, il nuovo Babbo Natale udì una voce che lo chiamava.
“Yu-uh, Babbo Natale” cantilenò una voce alle sue spalle.
Incuriosito, l’uomo si diresse nel punto da cui proveniva la voce...ricevendo così una sonora randellata in testa, che gli fece perdere i sensi.
E compiaciuto del proprio operato, Poldo s’impadronì del costume della sua vittima, dopo averla lasciata svenuta dietro un bidone.
“Adesso, al lavoro” esultò lo scroccone, che già pregustava un succulento pranzetto.

“Venite, brava gente! Fate un’offerta per i bisognosi!” incitò Poldo, agitando la campanella di cui si era impadronito.
“Hey, tu!” gli intimò una voce dietro di lui, mentre un grosso dito gli toccava la spalla.
Sorpreso, Poldo si voltò, trovandosi faccia a faccia con un colossale energumeno, vestito da Babbo Natale come lui.
“Questo posto é mio. Quindi, vedi di filare” disse l’omaccio, assestando allo Sbaffini un pugno, che lo fece volare dall’altra parte della strada.
“Meglio cambiare zona” sospirò Poldo, dopo il brusco atterraggio.

Una volta giunto in un quartiere popolato da gente facoltosa, Poldo si rimise all’opera.
“Forza, brava gente! Fate passare un Natale felice ai bisognosi!” incitò Poldo, facendo un gran baccano con la campanella.
“Sta’ zitto, seccatore!” gli ordinò una voce provenite da una finestra sopra di lui, da cui qualcuno gli gettò addosso una secchiata d’acqua gelida.
“Lei é un gran maleducato” rispose Poldo, tremando come una foglia.
Il misterioso interlocutore non replicò, ma il cancello della sua casa si aprì e una coppia di mastini ringhianti fece la sua comparsa.
Capendo l’antifona, Poldo se la diede a gambe levate.

Alcuni minuti dopo, Poldo stava facendo la sua raccolta fondi davanti ad una macelleria.
“Venite, brava gente! Rallegrate i bisognosi con un’offerta!” incitò Poldo, agitando la campanella.
“Tu non puoi stare qui” gli disse il macellaio, uscendo dal suo negozio.
“Perché no?” volle sapere Poldo.
“Perché conosco bene i tuoi trucchi, Poldo Sbaffini” ringhiò l’uomo, brandendo un osso di prosciutto come se fosse una clava.
E prima di riuscire a svignarsela, Poldo ricevette un bel po’ di mazzate sulla testa, che cessarono solamente perché l’osso si spezzò a metà.

Stremato da tutto quel correre, Poldo si appoggiò ad un muro, per riprendere fiato.
“Inutile continuare, visto che la sfortuna mi perseguita” brontolò Poldo, gettando il costume rubato sopra un bidone...dietro a cui sbucò il legittimo proprietario dell’abito.
“Adesso avrai la lezione che meriti, furfante” promise l’uomo, prima di avventarsi su Poldo.
“Ehp!” esclamò lo Sbaffini, che solo allora realizzò di trovarsi nel punto esatto in cui aveva rubato il costume da Babbo Natale.

Quella sera, il direttore della ABS era uscito dal suo ufficio per prendersi un caffè dal distributore automatico, quando venne raggiunto dalla sua segretaria.
“Signore, la raccolta di oggi é stata un successo” annunciò la ragazza, consultando alcuni fogli.
“Perfetto. Così, potremo pagare gli alimenti comprati a credito per il pranzo dei poveri” replicò compiaciuto il direttore.
“Però, all’appello manca un Babbo Natale” notò la segretaria.
“Sono qui” avvertì il ritardatario, trascinandosi dietro un malconcio Poldo.
“Ehp! Ma che significa questo?” domandò il direttore.
“Questo farabutto mi ha rubato il costume e non ho potuto fare il mio giro delle offerte” spiegò il Babbo Natale.
“Pietà! L’ho fatto perché avevo fame” supplicò Poldo, mettendosi in ginocchio con le mani congiunte.
“Se stanno così le cose, ti permetto di prendere qualcosa dalla nostra dispensa” concesse il direttore, mentre ,alle sue spalle, la segretaria apriva la porta di una stanza piena di vettovaglie.
“Evviva!” esultò Poldo, prima di fiondarsi dentro quel paradiso mangereccio.

“Ho finito” annunciò Poldo, una volta sazio.
“Nooo! Ti sei mangiato tutto!” urlò il direttore, realizzando che nella dispensa erano rimasti solo degli ossi spolpati, delle briciole di pane e delle croste di formaggio.

Pochi secondi dopo, Poldo usciva di corsa dalla sede della ABS, mentre i suoi occupanti gli tiravano addosso gli oggetti più svariati.
“Sparisci e non farti più vedere da queste parti” gli intimò il direttore, agitando minacciosamente il pugno.
“Bell’esempio di associazione benefica” brontolò indignato Poldo, mentre si avviava verso casa.


FINE

6 commenti:

  1. Questa è formidabile! Mi piacerebbe disegnarla...

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    Risposte
    1. Se ti va di farlo fallo :-) poi la retronizziamo. Se Andrea Micky è d'accordo anche lui :-)

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    2. Andrea Micky ha scritto che ne sarebbe contento se tu Alex la disegnassi :-)

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    3. Allora mi metto all'opera!

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