23/02/21

Dall'aranciata al Barbera: l'evoluzione di Trinchetto (di Lorenzo Terranova)


La primissima apparizione di Trinchetto in un albo Bianconi

Braccio di Ferro Cosmo N. 3 ha ristampato la bella storia "Il vecchio e il mare", con protagonista Trinchetto, che oltre al titolo "ruba" al racconto di Hemingway anche il finale con il pesce che viene divorato e di cui rimane solo lo scheletro.

In occasione di questa ristampa, questa storia ha sollevato in qualche lettore membro del gruppo Facebook  “Quelli che vogliono Braccio di Ferro di nuovo in edicola” il sospetto di una "censura postuma", ovvero di un adeguamento al "politically correct" imperante, per la presenza dell'aranciata invece del barbera come bevanda oggetto del desiderio di Trinchetto.


 La prima copertina di Trinchetto

In realtà, l’aranciata è già presente alla sua prima pubblicazione su BdF n. 4 del 1964 (e ricordo che la cosa mi stupì, da bambino, quando la lessi ristampata su un Popeye anni '70). La spiegazione potrebbe stare nel fatto che questa in effetti è la prima vera storia Bianconiana con Trinchetto protagonista.

 La prima storia da protagonista

Trinchetto infatti compare per la prima volta già sul numero 1/1963 di Braccio di Ferro nella storia "Occhio al vicino" come semplice comprimario di una storia di Braccio di Ferro, senza alcuna caratterizzazione, e poi sul numero 2/1964, sia sulla copertina che nella storia "La leggenda delle perle", ma solo come narratore delle gesta di un suo antenato (entrambe ristampate sul BdF Cosmo n. 2).

La “scandalosa” aranciata…

Non si tratta quindi di una censura postuma. Potrebbe trattarsi di una censura pre-pubblicazione: in effetti è strano che Braccio di Ferro si scandalizzi tanto per il fatto che Pisellino voglia bere un'aranciata. Forse il barbera era lì fin dall'inizio, e Bianconi, o gli autori stessi, hanno temuto che potesse essere troppo "forte" inserire il tema dell'alcolismo, salvo poi ricredersi di fronte alle infinite possibilità di storie che il tormentone offriva (e in effetti il bere è il più accettabile dei vizi del Poopdeck Pappy di Segar)? Oppure, forse più semplicemente, gli autori non avevano ancora deciso chiaramente come caratterizzare il personaggio.

Incuriosito da questo aspetto, ho risfogliato le prime annate di Braccio di Ferro, ripercorrendo le storie in cui compare Trinchetto.

Di fatto, il barbera ci mette quasi due anni ad affermarsi come chiodo fisso di Trinchetto. Nel numero successivo, il 5 del 1964, Trinchetto compare in due storie, tra cui “Una botte di birra” in cui, come dice il titolo, la sua passione è la bevanda ambrata. Nel n. 7 del 1964, nella storia “I libri del nonno” compare per la prima volta il barbera, di cui Trinchetto nasconde le bottiglie all’interno di finti libri. Ma è ancora una presenza occasionale, in molte storie di questo periodo non c’è alcun riferimento al bere. In alcuni casi c’è un riferimento a dei debiti con l’oste (“I debiti del defunto” sul n.10 del 1964), in altri l’osteria e il vino compaiono sullo sfondo (“ L’arte del poker”, sul n. 11 del 1964; “Pesca... fortunata”, sul n. 3 del 1965), in altri ancora c’è il bere ma la storia ruota intorno al whisky (“ Il whisky proibito” sul n. 13 del 1964; “La pelle dell’orso” sul n. 4 del 1965; “Caccia alla botticella” sul n. 12 del 1965).

La birra…


 La prima, occasionale apparizione del Barbera: “I libri del nonno”


Whisky!

Fino alla fine del 1965 Trinchetto è quindi caratterizzato come un anziano che fondamentalmente vuole dimostrare di essere ancora in gamba (come pescatore, come giocatore di poker, come marinaio…) e che non disdegna, come la maggior parte degli anziani dell’epoca, l’alcool nelle sue varie declinazioni e l’osteria, che però non costituisce ancora punto focale della sua vita.

 La seconda, meno occasionale apparizione del Barbera: “Il lavoro del nonno”. Quasi ci siamo…

Nella storia “Il lavoro del nonno” sul n. 9 del 1965 ricompare il Barbera: qui Trinchetto è presentato come beone (nella storia trova lavoro come assaggiatore di vino). Ancora qualche storia, e il carattere è ormai definito: dal n. 1 del 1966 inizia la serie di storie in cui il barbera diventa il motore principale e quasi esclusivo delle disavventure di Trinchetto, così come il cibo (anzi, i panini imbottiti) lo è per Poldo.

“I discorsi di Cocorito”: da qui in poi il Barbera sarà una costante


A giudicare dal percorso che abbiamo esaminato, si è trattato di una serie di piccoli aggiustamenti progressivi, fino a quando gli sceneggiatori (forse Alberico Motta, forse lo stesso Sangalli) si sono resi conto che il meccanismo del beone frustrato era vincente ed avrebbe consentito infinite variazioni, e quindi infiniti spunti per nuove storie.

Di seguito l’elenco delle storie con Trinchetto nei primi due anni e mezzo di vita del mensile Braccio di Ferro.

N. 1/1963: "Occhio al vicino" semplice comparsa, nessun riferimento al bere

N. 2/1964: "La leggenda delle perle" semplice narratore della storia

N. 4/1964: "Il vecchio e il mare", prima storia da protagonista, Trinchetto anela all’aranciata!

N. 5/1964: semplice comparsa in “Placido risponde” e protagonista in “Una botte di birra”, qui è la birra l’oggetto del desiderio

N. 6/1964: semplice comparsa in “Uomini di mare”

N. 7/1964: “10 cm di pantaloni” nessun riferimento al bere, “I libri del nonno” compare per la prima volta il barbera

N. 8/1964: “2 giorni in uno” nessun riferimento al bere

N. 9/1964: “cameriera di lusso” nessun riferimento al bere

N. 10/1964: “Pesca fortunata!” nessun riferimento al bere, “ I debiti del defunto” riferimento al vino e ai debiti con l’oste

N. 11/1964: “ L’arte del poker” si svolge all’osteria, si vede la brocca con il vino, ma il tema è il gioco del poker

N. 12/1964: “ L’ancoretta tatuata” nessun riferimento al bere, “Guerra al singhiozzo” nessun riferimento al bere

N. 13/1964: “Il whisky proibito” in questo caso la passione di trinchetto è il whisky (che beve all’osteria)

N. 1/1965: “ Il grande idraulico” nessun riferimento al bere

N. 3/1965: “Pesca... fortunata” (quasi stesso titolo di 10/1964 ma storia diversa) inizia all’osteria ma nessun riferimento al bere

N. 4/1965: “La pelle dell’orso” ancora whisky!

N. 5/1965: “ Riparazioni casalinghe” nessun riferimento al bere

N. 6/1965: “ L’insalata della risata” compaiono il vino e il conto con l’oste, ma non come elemento principale della storia

N. 8/1965: “ L’accertamento fiscale” nessun riferimento al bere

N. 9/1965: “Il lavoro del nonno” qui Trinchetto è presentato come beone (barbera!) e trova lavoro come assaggiatore di vino

N. 10/1965: “Il distributore di saluti” nessun riferimento al bere

N. 11/1965: “Un portafoglio di... guai” presenti vino e osteria, ma non come tematica principale

N. 12/1965: “Caccia alla botticella” (di un San Bernardo, contenente whisky)

N. 1/1966: “i discorsi di Cocorito” Barbera!

N. 2/1966: “ il nonno addormentatore” Barbera!

N. 3/1966: “occhio al cerchietto” Barbera!

N. 4/1966: “la bottiglia indiavolata” Barbera!

N. 5/1966: “lassù sulle montagne “ Barbera!

 

…e così via!


4 commenti:

  1. complimenti a Lorenzo Terranova, un saggio dettagliatassimo.

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  2. Non sarebbe la prima volta che alcuni personaggi si "assestino" strada facendo nel fumetto italiano, a volte anche un po' stravolgendone la "versione primaria".
    Il più facile che mi viene in mente è Pippo nelle storie con Nocciola, imperniate sulla fattucchiera che cerca di convincerlo dell'esistenza di streghe e magia, essendo l'unico a non crederci, mentre nella storia d'esordio, al contrario, nessuno vi crede più e Nocciola s'impunta su Pippo perché lo scorge leggere un libro sul tema, dando l'impressione di prestarvi fede, salvo bollare il tutto come sciocchezze.

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