08/04/15

Le Big Babol alle budella di topo, le tette di Chun Li e altre leggende urbane di quando ero piccino

Solo leggende...sigh!

Non c’era internet e Paolo Attivissimo, perdonateci. Negli anni settanta e ottanta eravamo bambini di tribù e quel che diceva tuo cugino, era sempre attendibile e ci credevi. La prima leggenda che mi viene in mente è quella delle famigerate:

BIG BABOL
Come facevano questi pezzi di copertone rosa succulenti a fare palloni grandi come mongolfiere quando tutte le altre gomme concorrenti producevano spernacchiose biglie poco soddisfacenti? Semplice si utilizzava qualcosa di “BIO” le budella di topo. Nella variante sicula anche la pelle.

Le MEGABABOL con budella di Sorciosaurus Rex

06/04/15

Le origini del Joker: Conrad Veidt in "L'uomo che ride" (1928)


Il beffardo criminale creato da Bob Kane e Jerry Robinson nel 1940, come ammesso dagli stessi autori è fortemente ispirato, almeno per l'aspetto al Conrad Veidt de "L'uomo che ride" (The man who laughs, 1928)  film muto americano diretto dal regista espressionista tedesco Paul Leni. La pellicola è un adattamento del romanzo di Victor Hugo con lo stesso titolo, Conrad Veidt interpreta Gwynplaine. L'immagine di Gwynplaine, con il suo disturbato, obbligato e perenne sorriso fa classificare spesso il film come un horror, in realtà come scrisse  il critico cinematografico Roger Ebert: "L'uomo che ride è un melodramma ma è così ricco di penombra che pare  un film del terrore".

30/03/15

I BIGARONI n° 4 “Inquilini di una casa popolare” Binet 1991****


Come mi manca l’editore Nuova Frontiera. Totem comic era un appuntamento imprescindibile dell’edicola, la versione italiana di Fluide Glacial, curata da Luca Boschi & company era la cosa più divertente e dissacrante da infilare nello zaino e leggere durante la ricreazione. Il pilastro era il folle Edikà ma tra le varie BD pubblicate c’erano anche i Bigaroni. Les Bidochon, in originale, sono gli Andy Capp e Flo francesi creati da Binet. Come la proletaria coppia del Regno Unito di Reg Smythe i due sono i portabandiera del ceto medio-basso. La differenza principale è che “Carlo e Alice” sono due furboni simpatici, mentre Robert e Raymonde Bidochon sono mediocri, antipatici, cinici e pettegoli. Tristi più di Ugo e Pina Fantozzi, vivono in uno scalcinato quartiere periferico, schiavi della tv e dell’invidia verso il prossimo. Due orrendi cinquantenni che rappresentano l’orrore da cui vorremmo sfuggire ma che ahimè spesso è il nostro futuro più possibile. I due in Francia sono una vera e propria istituzione, la paurosa rappresentazione della normalità rifuggita da tutti i giovani ma che ovviamente sarà il loro ineluttabile destino (tiè!).

26/03/15

Gli "errata corrige" da aggiungere a "Da Braccio Di Ferro a Provolino"


Premessa: Quando iniziai a scrivere il libro mi era stato dato per contratto un anno per la stesura, per essere presenti alla Fiera della Microeditoria di Chiari ho dovuto accelerare i tempi di un paio di mesi e quindi qualche castroneria è venuta fuori. Chi scrive un libro, dopo averlo riletto centinaia di volte, inizia a saltare gli errori perchè il cervello va in pappa, quelli che ci sono nel mio vi garantisco che nascono per distrazione e non per mancata conoscenza dell'argomento o dell'autore. La passione come sapete c'è e sempre ci sarà. Pigliatevi sto post, stampatelo e aggiungetelo al libro, voi tanti carissimi che lo avete acquistato superando ogni mia più rosea aspettativa.  I numeri non li conosco, ma dai feedback su social e blog mi pare che parecchi abbiano fatto questo tuffo nel passato.
Iniziamo con il primo errore che aveva beccato Luca Lorenzon, ho affibiato a Pierino di Motta una mastoplastica piuttosto che una rinoplastica, povero ciccino, l'ho trasformato nella Maurizia Paradiso dei fumetti Bianconi. Quello che più ha spulciato il libro è stato Mr. Anacanapana, alias G. Moeri che su Vintage Comics mi ha fatto (bravo!) pelo e contropelo. Ecco tutte le robe trovate dal Moeri.

25/03/15

I disegni dei lettori: Il Kriminal di Galerius (Andrea Cipolla)


Sarà che il nuovo Kriminal che si propone all'orizzonte sta mandando in fregola un po tutti ma questa settimana ben due disegni dedicati al "nero" di Magnus e Bunker. Galerius, lettore fedele, mi ha mandato questa bella fake cover digitale che pare quasi un Corteggi. Scrive nella mail:
"Anch'io avevo tempo fa dedicato un disegno digitale al nostro scheletrone preferito. E' una cosa bislacca, una finta copertina ( ho copincollato solo le scritte, il resto è farina del mio sacco ) che suggerisce un crossover tra Kriminal e il Fantasma della Cattedrale di Barks. Spero ti diverta, ciao !"
All'anima della modestia, Orco Can!

24/03/15

Silver Surfer: Parabola di Stan Lee e Moebius (1988-89) ***


Queste sono recensioni difficili. Se uno parla male di Moebius rischia di essere lapidato ma io non nascondo che l'unico Giraud che abbia mai apprezzato è quello classico, il Jean di Blueberry. I panel di Arzach e del Garage Ermetico mi sono sembrate opere lontanissime del mio concetto di fumetto, non perchè non abbia capito lo spirito di quelle operazioni artistiche ma anche perchè chi ha provato almeno una volta nella sua vita a tenere matita e pennelli in mano sa che è più difficile disegnare un episodio di Zagor che non lasciarsi andare alla fantasia e tratteggiare solo quel che più piace.