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giovedì 20 giugno 2013

Dopo 55 anni la scoperta di un clone di Luciano Bottaro : Marco De Sogus.Una storia completa di Penna Rossa-I Ladri ****



Come accennato nel post precedente, in quel numero del Salterello "Edizioni il Ponte" del 1958, c'era il fumetto di  un piccolo indiano , della sua amichetta Soffio di Primavera e del dinamico Gran Capo.


A volte le cose succedono per puro caso e la gentilissima Annabella Bottaro si accorge di questo "nuovo" personaggio disegnato con stile molto simile a quello del maestro di Rapallo.
La figlia dell'autore  ci ha concesso, rendendosi conto che qui si è tutti amanti del buon fumetto, affamati, curiosi e rispettosi, la possibilità di leggerla per intero.
Un applauso ad Annabella per la sua generositá.
Luca Boschi , come potete leggere dai commenti, scrive che Penna Rossa è un personaggio dell'allievo di Bottaro, Marco De Sogus, avendo grande rispetto per il critico e sicuro delle sua preparazione e conoscenza modifico il post ed il titolo con le nuove informazioni, lasciandomi però posto per qualche dubbio che è lecito ed umano.
Se in Guido Scala modalità Bottaro riesco a notare, nonostante l'impegno, delle differenze di tratto con il maestro, in questo caso è arduo trovare incongruenze e posso garantirvi che ho un occhio discreto per queste cose.
Resto in attesa di vedere qualche altre tavola di  De Sogus  e quindi  spero in qualche bel post esaustivo che mi godrò  (come canterebbe Silvia Salemi) "a casa di Luca".
Il link di Boschi è puntualmente arrivato e lo trovate nei
commenti.
Godetevi questa storia che è comunque bella.
Buona lettura a tutti.













14 commenti:

  1. Risposte
    1. ne sono contento. Questi sono i post che mi fanno capire che con Retronika stò facendo qualcosa di curioso ed interessante. :-)

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  2. Retronika è uno scrigno pieno di gioielli!
    Complimenti ancora, Salvatore! :-)
    Orlando

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  3. Ciao a tutti!
    Come ho già accennato anche ad Annabella, il disegnatore di questa storia, e di molte altre della serie, è Marco De Sogus (che alcune le ha addirittura firmate nelle prime pagine). Il testi dovrebbero essere stati di Attilio Mazzanti. Dopo che De Sogus ha cominciato a lavorare per il mercato francese quasi in esclusiva, di lui si sono perse le tracce, poi (mi diceva Luciano) ricevette la notizia della sua morte, piuttosto giovane. Era stato assistente e discepolo di Bottaro, precedendo cronologicamente Guido Scala. Le sue ultime vignette "italiane" le ricordo sulla Strenna Estiva di Oscar, del 1961.

    Ciao a tutti!


    Luca B.

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    Risposte
    1. Ciao Luca...se posti qualche Tavola di De Sogus da qualche parte posso fare un paragone, Scala a volte lo confondevo anche io con Bottaro ma questo mi pare un Bottaro Bottaro. Il post per adesso lo lascio così perchè non riesco ad intravedere nessuna differenza con il tratto originale del primo(non primissimo) Pepito.
      So che ne sai molto più di me sulla storia del fumetto italiano ma questa volta sarei più cauto (io).

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    2. pare la storia delle teste di Modigliani

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  4. Ciao!
    Mi spiace... Ne ho messa una in coda a questo post, firmata in alto a destra, giusto per dimostrare che è lui. Era molto vicino a Bottaro e sicuramente si sarà consigliato eccome! Luciano diceva che a volte gli telefonava anche nella notte per chiedergli come aveva disegnato certe cose, come ne inchiostrava altre...

    http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2013/06/il-secondo-nuovo-short-di-mickey-mouse.html

    Che ne pensi? Sono molto belle, indubbiamente. Gérard Thomassian conosce bene De Sogus (anzi, proprio lui mi illuminò su parte della sua attività) perché ha lavorato molto per la Francia; storie e copertine inedite in Italia.

    Ciao,


    Luca

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    Risposte
    1. Porco cane gli somiglia effettivamente tantissimo, anche se mi sa che la storia che ho pubblicato deve essere successiva alla tavola sul tuo blog , il tratto mi sembra ancora più clonoso. Chissà se ne ho altre storie di De Sogus...grazie!

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  5. Come ho scritto da qualche parte, i testi di queste storie potrebbero essere di Attilio Mazzanti, che faceva parte del gruppo dei liguri, e che ha anche scritto il soggetto della storia di Geppo che poi disegnò Chierchini, avendola rifiutata Bottaro, troppo indaffarato.
    Il rapporto fra loro era abbastanza stretto, prima che Mazzanti (alias Alex Murray) si recasse in America Latina sparendo dalla circolazione.

    Ma proseguendo le storie di Penna Rossa, non essendo più disponibile De Sogus, qualcuna spettò in seguito ad altri disegnatori in forza alla Bianconi all'epoca. Mazzanti dovrebbe anche essere stato l'autore di Raviolo Kid, tra l'altro, disegnato da Carpi e poi modificato da Del Principe (ma dovrei controllare). Potrebbe anche esistere qualche storia di Penna Rossa disegnata da Sbattella.

    Sono storie poco note e non ristampate, per questo le ricerche vanno fatte sugli originali e non è facile procurarseli.
    Grazie di tutto, go on!

    Interessante il tuo post su Paolo Villaggio!

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    Risposte
    1. Grazie Luca, Raviolo Kid era da considerare il "Test" di casa Bianconi come mi disse su Fb Sandro Dossi. La prima storia di Sandro è proprio una del piccolo trapper come puoi leggere qui: http://retronika.blogspot.it/2013/02/la-prima-storia-bianconi-di-sandro.html.
      Su Geppo c'è una diatriba lunghissima, tutti dicono di esserne i creatori, i diritti al momento sono del figlio di Carpi che ha dato possibilità di ristampa a Pierluigi Sangalli che ha pubblicato i suoi ebook. Carpi e Sangalli ne hanno al momento il diritto d'immagine, a causa del diavolo buono ed alcune incompresioni ho dovuto (più voluto forse per il bene del Blog...visto che ho inteso forse male alcune precisazioni che viravano al legale) cancellare alcune meravigliose storie di Sandro che erano da cinque stelle per contenuti , profonde, filosofiche ed adulte come mai ti aspetteresti da un Fumetto Bianconi. Ad ogni autore di quel periodo va riconosciuto il merito di aver fatto proprio un personaggio, il miglior Braccio di Ferro va a Sangalli (anche se graficamente ho sempre preferito Colantuoni che dava punti anche agli americani), il miglior Geppo è di Dossi dove ha riversato grandissime doti di sceneggiatore e una cura nel disegno che ha volte non si vedeva nemmeno in casa Disney, Motta ha scritto le più belle storie pubblicate in casa di Renato ed ha creato personaggi eterni e moderni che non hanno corrispettivo o clone nell'editoria fumettistica italiana, Nerone è per me un capolavoro di umorismo cattivo, la sua Abelarda era splendida, Big Robot un prodotto di qualità che è stato persino ristampato , negli anni 80 era più moderno anche degli Anime che trasmettevono in tv con una cupezza di fondo che per il periodo forse nessuno si aspettava. Ho mal sopportato invece gli ultimi prodotti dello Studio Del Principe (gli autori mi dicevano che non erano in realtà moltissime le storie degli anni ottanta disegnate direttamente da Nicola) mentre adoravo il tratto di Nicola sino alla fine degli anni sessanta. Villaggio è un grande, non vedo l'ora di essere vecchio per poter parlar male di tutti...:-)

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  6. Inconfondibile tratto di Bottaro, fumettista italiano più amato e celebrato in Francia che qui da noi... E questa è l'Italia... :(

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  7. Solo un paio di righe al volo, perché probabilmente ci sarà la possibilità di tornare, in questo blog e in altri, a parlare di questi importanti autori.
    Anch'io sono un fan a tutto tondo dei lavori di Alberico Motta (e anche di tutti gli autori che hai citato, senza dimenticarne altri, forse meno noti, chehanno contribuito in modo determinante all'affermarsi del Fumetto comico italiano a livello europeo; con alcuni sono in rapporti di amicizia e stima e ho avuto la fortuna di conoscerne altri, grandissimi, quado erano in vita).
    Di Motta ho apprezzato tantissimo le storie scritte e disegnate da lui: da Napoleone Sprint a Nerone (certo), senza dimenticare certo Chico e Pierino nelle sue varie incarnazioni. Secondo me erano fumetti "troppo avanti" per il lettore medio del tempo in cui quelle serie venivano pubblicate. Ma mi piace moltissimo anche il Motta della Alpe e della Dardo, a cominciare dal suo Chicchirich^, che di gran lunga preferivo alla versione originale del pura apprezzato Angiolini.
    Ho scritto "due righe" e ne ho scritte un visibilio.
    Torno al mio post (seconda parte sui Funny Animals, dove cito anche Retronika).

    Ciao, buone scansioni!


    L.

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