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giovedì 10 ottobre 2013

Ken Fu - il giustiziere giallo n. 1 del febbraio 1974, edizioni U.P. Milano (reperito da Filippo Tattini)


Il Tattini riesce sempre a meravigliarmi , è uno dei pochi che mi propone robe che in soffitta non ho...ed è cosa difficile.
Non penserete mica che Long Wei, anche se originale in un mercato "codardo" come quello attuale dove la sperimentazione viene vista come il Commissario Montalbano da Borghezio, sia stato il primo Kung Fumetto italiano? Io avevo recensito quella perla che erano I SAMURAI , Filippo ci propone un mix di zozzomazzate cinesi.


Aggiungo soltanto le informazioni della Bibbia del Bono e vi lascio all'ottima recensione di Filippuzzo:

Ken Fu uscì per sei numeri nel 1974 ed è un fumetto erotico di arti marziali (cose che farebbero la gioia di Quentin Tarantino), gli autori sono Montenovi e Campanini.




Trama:

craash, yaaaahh, craack, ohhh, hmmm, godooo...


la solita storia di un raddrizzatorti (e storci-arti) solitario che va in suso e in giuso e anche un po' piu' oltre in Cina per aiutare i deboli e gli oppressi, soprattutto se si tratta di ragazze piuttosto giovani e fighe. In questo episodio deve salvare una giovane ragazza costretta a prostituirsi dai classici ricconi e signorotti del paese a cui hanno ucciso il padre. Inutile dire che il nostro eroe ci riuscira' -spacciandosi come monaco indifeso- non prima di aver disseminato arti mozzati, teste staccate e budella da tutte le parti. 


Tra l'altro non poteva mancare la tipica scena di estrazione di bulbi oculari resa famosa dal film "5 dita di violenza" (la vignetta e' praticamente identica alla scena e al manifesto del film), e in Italia da "il mio nome e' Shanghai Joe"


Ken Fu appartiene alla "scuola del terzo ventaglio" anche se non e' chiaro cosa sia e cosa insegni, e a un certo punto (pag. 34) viene chiamata "la scuola dei quattro ventagli", probabilmente a causa dell'inflazione galoppante dell'epoca. 


La trama sa di deja-vu, anche se c'e' da dire che la psicologia dei personaggi e' leggermente piu' approfondita rispetto alla media degli altri fumetti consimili. Ci sono diverse scene soft-porno -con tutti i limiti dell'epoca- che lo fa avvicinare piu' al filone sexy che a quello puramente avventuroso. 


Come dicevo il tasso di violenza e' altissimo, ma le anatomie e i disegni sono abbastanza rozzi, e tra l'altro l'armatura di Ken Fu e' piu' giapponese che cinese.

I caratteri cinesi ovviamente sono disegnati a casaccio e non significano niente. L'albo si conclude con alcuni insegnamenti pratici sul kung fu. 





Tutto sommato se trovassi qualche altro numero, lo comprerei

7 commenti:

  1. Sembra che l'autore della storia abbia visto alcune prime serate su "Italia 7", emittente che non so se è sopravvissuta al digitale terrestre, e che proponeva film di arti marziali a commedie erotiche italiane, il tutto rigorosamente di "serie B"... Che per la commedia, per quanto mi riguarda, ci può stare, ma in un film di azione è solo noia...

    PS: qualcuno recensisca un albo di "Jacula, preferisco l'accoppiata erotismo/horror... ;-)

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  2. Grandissimo recupero, anche se mi ha ricordato un po' troppo "I Samurai". Francamente a me i disegni non sembrano poi così malvagi.

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  3. "a un certo punto (pag. 34) viene chiamata "la scuola dei quattro ventagli", probabilmente a causa dell'inflazione galoppante dell'epoca."
    :-))


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  4. Non mi fa troppo impazzire il disegno..
    Ma uno sguardo ce lo darei visto che non lo conoscevo!

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  5. Non sopporto gli sfondi inesistenti...

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  6. Sicuramente realizzato per galoppare il periodo di successo delle arti marziali. A quanto vedo molto poveristico e durato infatti solo 6 nuneri....

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    1. Povero ma pregno di quel che serve, sesso ed azione.

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