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venerdì 20 dicembre 2013

Mario Sbattella non c'è più.



Ne da la triste notizia Sandro Dossi su  Facebook.
Uno dei pilastri di Casa Bianconi.
Un caro amico dello stesso Sandro e di Pierluigi Sangalli, Alberico Motta, Tiberio Colantuoni, Nicola Del Principe, Umberto Manfrin  e di tutti gli altri artisti che ci hanno fatto sognare.
Mario  è andato via questa primavera senza che la famiglia ne avesse dato notizia.

So che molte persone lo hanno apprezzato, è stato un bravo autore, sottosfruttato perchè capace ma con il difetto di essere veloce, troppo veloce.
Renato Bianconi piuttosto che continuare ad utilizzarlo come disegnatore fisso di qualche testata sfruttò il Barry Allen del fumetto umoristico italiano per riempitivi e vignette.
A me dispiace molto, era un marchio di fabbrica, il jolly, la risata a denti stretti, il pepe su di un bel piatto di pastasciutta.

 



Qui tutto il Mario Sbattella di cui abbiamo parlato in questi anni.

Almeno da queste parti ha avuto incensamenti e sono fiero che qui ce ne siamo occupati  come e di più di  altri fumettari conosciuti.

8 commenti:

  1. Gli artisti sono sempre esemplari unici.
    Ne abbiamo perso un altro.

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  2. Risposte
    1. difficilmente puoi realizzare un fumetto curato con poco tempo a disposizione. Molti autori umoristici italiani migrarono in Disney non soltanto per motivi economici ma anche per poter realizzare un prodotto più curato. Carpi era gia un grande in Bianconi ma viene ricordato per le bellissime ed ornate tavole dei paperi. Se prendi lo stesso Sbattella, il suo Felix era molto vicino a quello americano classico, anche su quella manciata di tavole di Popeye prodotte si poteva vedere che se avesse insistito sul personaggio ci avrebbe regalato cose sicuramente di qualità. Le doti innate sono quelle che fanno la differenza, artista pregiato nasci ed è inutile negarlo ma alcuni, a volte potrebbero diventarlo se soltanto qualcuno credesse di più in lui ed avesse a disposizione tutto il tempo necessario. E' una mia opinione.

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    2. Se ho ben interpretato le parole di Salvatore, credo volesse dire che proprio la sua velocità lo ha relegato al ruolo di disegnatore-riempitivo a cui fare riferimento per lavori urgenti dell'ultimo momento (senza che potesse quindi esprimersi al top delle sue potenzialità), una figura che è comunque indispensabile agli editori di fumetti e non.

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    3. Ehm... se ho ben interpretato le parole del post, ovviamente, non quelle del commento di Salvatore che ha preceduto di poco il mio.

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  3. era il Giuseppe Perego della Bianconi, in tutti i sensi. Come il Perego, a inizi carriera disegnava bene e curato, poi la quantita' e e tempistiche lo hanno degradato. Ammetto che le sue vignette umoristiche non mi facevano molto ridere, ma quel Felix e Popeye qui scannati son disegnati da dio.

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  4. Non posso che condividere articolo e commenti; altro volto del passato che se ne va.

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