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mercoledì 26 febbraio 2014

Gallery: I paperi dipinti di Giulio Chierchini



Giulio Ernesto Chierchini, autore nato Bianconi ed Alpe e che  viste le potenzialità fu subito prelevato a suon di moneta dalla Disney Mondadori, è sicuramente uno dei più coraggiosi, estroversi e capaci dei disegnatori della saga paperiniana. All’inizio della sua carriera si attenne allo standard disneyano raggiungendo sempre l’eccellenza, l’influenza di Giovan Battista Carpi era evidente visto che furono una coppia artistica per un lungo periodo di tempo, basti citare la creazione di Volpetto ed Abelarda che li ha visti entrambi coinvolti.
Giulio, ad un certo punto della sua carriera tra gli anni ottanta e novanta decise di elevare lo standard grafico di una rivista junior come Topolino. Non bisogna dimenticare che il primo impegno dell’artista avvenne nell’ambito dell’animazione, lo stesso Volpetto Bianconi nasce come evoluzione di un cortometraggio scomparso, che Chierchini in un intervista data come prodotto nel  1946, dal titolo “Volpino e la Papera Ribelle”. Sarà stato per questo che  iniziò a  proporre  delle magnifiche tavole dipinte fatte con tecnica mista d’acquerello, olio ed aerografo che prima interessarono le storie inerenti il suo personaggio “Little Gum” e poi furono utilizzate anche nelle famose parodie, tra cui la visivamente maestosa “L’inferno di Paperino” che ricordo all’epoca mi fece strabuzzare gli occhi,  potente e gotica come poche altre storie pubblicate da Disney.  Non tutti in redazione apprezzarono il lavoro del maestro, forse ritenevano troppo audace l’uso di quella tecnica che stava portando lo standard grafico ad un livello troppo elevato, Chierchini disse che fu osteggiato anche da qualche collega e l’unico ad incoraggiarlo era l’allora direttore Gaudenzio Capelli. Il nuovo corso redazionale topoliniano preferiva le storie brevi, che a dire loro erano  più commerciali e di facile lettura e l’obbligo era quello della bidimensionale quadricromia. Un plauso ed un omaggio ad un artista coraggioso che aveva tentato di portare a livelli grafici altissimi un genere, quello del fumetto umoristico, da troppi considerato come minore.












13 commenti:

  1. Non sapevo che fosse il disegnatore de L'inferno di Paperino

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    1. Ha disegnato anche "I promessi paperi"...

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    2. Da Paperenzo Strafalcino al Mescola Intrugli, passando per i Bravotti (!) e don Cicciondio (!!).
      E come dimenticare il passaggio in cui "scoppiarono le poste di Milano" :-)

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  2. Tavole stupende, anche se in quella "rinascimentale" ci è andato così giù d'aerografo che fa male agli occhi.
    Io ho dei vaghi ricordi di una "criptoserie" di Paperino contro il suo vicino che era disegnata e colorata in maniera spettacolare: era sempre di Chierchini?

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    1. Che poi come si chiamava l'antagonista di Paperino? Mi viene in mente qualcosa come Bombarda ma magari sono influenzato dal tuo blog.

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    2. Dipende: da quel che ho capito, il punto di partenza è tale "Mister Jones", che nei Topolini più recenti ha ormai soppiantato Anacleto (o affiancato), la sua versione "italiana" soggetta a più stesure, non solo nel cognome, a volte "Mitraglia" e altre "Faina", ma anche nella fisionomia, passando da sembianze umane (piccoletto e biondo) a quelle "animalesche" più disneyane. Chierchini dovrebbe essere l'autore che l'ha fissato definitivamente in una faina con bombetta e tuta da meccanico.

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    3. L'Anacleto di Chierchini è quello alto con in baffi, come scrivevi tu con bombetta e tuta da meccanico. Il Jones di Barks lo ricordo come canide stile Basettoni giovane, quello piccoletto e biondo non lo ricordo

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    4. Ho visto quello biondo e traccagnotto solo in una storia disegnata da Giuseppe Perego, in cui Paperino e Anacleto si alleavano momentaneamente per contrastare i loro rivali in amore, rispettivamente Gastone e tale Michelotto (?).

      Fra l'altro, mi sovviene un altro Anacleto negli anni 90, coll'ennesima variante fisionomica.


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  3. Non so perché, ma il tratto di Chierchini non mi è mai piaciuto: non mi piaceva da piccolo, non mi piace a rivederlo adesso. E' proprio una questione di pelle, non c'è logica... mi cospargo il capo di cenere... XD

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  4. Anche a me infastidisce dopo un po', appesantisce graficamente la tavola... fermo restando che sono dei capolavori, trovo lo stile più adatto a copertine o illustrazioni disney di varia natura che alle strisce a fumetti.

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