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mercoledì 31 marzo 2021

Sandro Dossi: Le origini Bianconiane di Nonna Celesta...non guarderete più Trinchetto nello stesso modo (di Lorenzo Terranova)

 

Sfogliando alcuni albi della seconda serie di Popeye, mi sono imbattuto in un dittico di storie di Sandro Dossi del 1979 con l'introduzione di Nonna Celesta nell'Universo BraccioBianconico, una chicca di cui non avevo memoria (e con un Trinchetto finalmente bastardo quanto il Poopdeck Pappy di Segar)!



Le storie sono state pubblicate su Popeye seconda serie nei numeri 82 (del 04/05/1979) e 83 (del 18/05/1979), a un passo dalla chiusura della testata che, ricordo, termina con il numero 84.



Nella prima storia, intitolata semplicemente “Nonna Celesta”, Braccio di Ferro (anzi, Popeye) viene attaccato da una balena (da notare, in calce alla splash page di questa storia, come della successiva, la firma di Dossi, una vera rarità per l’epoca).


Nello scontro che ne segue, il cetaceo rigurgita sul ponte della nave la nonna, con tanto di sedia a dondolo, intenta a lavorare a maglia.


La calza a cui sta lavorando è proprio per suo nipote Popeye, che spera di rivedere prima o poi. Nonna e nipote si riconoscono, e scopriamo che Nonna Celesta ha trascorso gli ultimi 20 anni nel ventre della balena, a cui era stata data in pasto proprio da suo figlio Trinchetto, per rubarle i soldi da spendere all’osteria!

Popeye porta a casa la nonna, che subito da prova di un carattere tremendo, trattando Olivia come una serva. Poi  c’è la carrambata con Trinchetto, che finisce regolarmente a botte.





Trinchetto per consolarsi va all’osteria. Visto che è in vena di gentilezze, Nonna Celesta tratta di nuovo male Olivia, e già che c’è la mena pure. Poi, saputo che il figlio è sempre dedito alla bottiglia, va a cantargliene quattro…




All’osteria Trinchetto ha trovato anche chi gli offre da bere, ma arriva Celesta… e gli guasta la festa!



La nonna terribile se la piglia con tutti e sta per essere gettata ai pesci (di nuovo!) quando arriva Popeye e risolve la situazione a suon di spinaci.




Tutto è bene quel che finisce bene, la famiglia felice si ritrova riunita intorno alla tavola. O meglio… riunita si, felice insomma.




Nella seconda storia, “Il tesoro di Bestianera”, Popeye chiede alla nonna di raccontargli come ha fatto a vivere per 20 anni dentro la balena.



La nonna racconta che, come Geppetto, all’interno della balena aveva trovato un veliero intero, con tutto il necessario per vivere.



Dal nome del veliero, Trinchetto lo riconosce come quello del terribile pirata Bestianera, scomparso proprio 20 anni prima.





Per impadronirsi del tesoro di Bestianera, Trinchetto pensa bene di usare Celesta come esca e, approfittando del sonno pesante della vecchia, mette in atto il suo piano e si fa inghiottire dalla balena con tutto il battello.


Trinchetto si impadronisce del tesoro e scappa con esso, lasciando Celesta legata all’interno della balena. Popeye intanto cerca il suo battello, ma viene inghiottito anche lui dalla balena, rimasta nei paraggi. Dentro la balena ritrova Nonna Celesta.



Popeye e la nonna scappano dalla balena, intanto Trinchetto, cercando di aprire il forziere, lo distrugge con tutto il suo contenuto. La nonna salda il conto al suo figlio degenere!


Popeye rivela al padre, malconcio, che sul tesoro gravava una maledizione, ed era vero: la maledizione ha un nome, Nonna Celesta!

La seconda serie Popeye è molto interessante, in quanto, a differenza della prima e della terza serie, dedicate alla ristampa di storie già apparse sulla testata madre, pubblicava materiale inedito. Mentre però la testata principale, “Braccio di Ferro”, in quel periodo pubblicava storie con i disegni del solo Sangalli, “Popeye”, con l’eccezione dei primi numeri, su cui Sangalli è sempre molto presente, venne presto dedicata quasi interamente  alla pubblicazione di storie degli altri autori, e quindi Dossi, Colantuoni, Viesi, Amendola, e addirittura alcune storie disegnate da Alberico Motta! La serie, come detto, durò 84 numeri usciti tra il 1976 e il 1979. Con la sua chiusura, la testata principale, “Braccio di Ferro”, si trasformò in un settimanale ed in essa confluirono le storie degli autori di “Popeye”.

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