04/09/17
Sogni: Dieci progetti Bonelli che mi piacerebbe leggere, giocare e vedere
1) La morte di Cico
Eliminando il panzone comico Zagor verrebbe lanciato nell'avventura più estrema, diventando eroe a tutto tondo e cercando vendetta. Cico è la Kriptonyte di Zagor
2) Tex contro Zagor
Sono fumetti ...si può fare. Qualche spiegone scientifico inventato e voilà!
3) Dylan Dog che svolge indagini in Italia
(lo ha mai fatto?)
21/08/17
Eroi del Monello nel 1961 (di Luca Lorenzon)
Quale occasione migliore del
ritorno di Retronika, mio capro espiatorio per gli acquisti vintage, per cedere e comprare un altro
po’ di vecchiume? Stavolta è toccato a un paio di numeri de Il Monello che avevo già adocchiato
qualche tempo fa.
Mi sembra che questi numeri,
usciti nel 1961, rappresentino un po’ un momento di transizione nell’industria
fumettistica e anche nella società italiana, non più costretta nei limiti del
dopoguerra ma non ancora immersa nel Boom. Questa almeno è la mia impressione. Persiste
una certa tendenza moralista (che d’altra parte era la cifra stilistica dei
fumetti della Universo), ma pur tra ingenuità e una certa discontinuità
qualitativa ci sono esempi di grande professionalità; i personaggi sono una
rimasticatura di cliché abusati ma
ogni tanto c’è qualche guizzo di fantasia. Totalmente fuori tempo massimo l’uso
delle didascalie in rima sotto le vignette vere e proprie, anche perché non
sono obiettivamente scritte molto bene, risultando un po’ farraginose e
rallentando la lettura (non aiuta poi il fatto che siano riferite alle vignette
prese in coppia e non alla singola). Per fortuna solo pochi dei fumetti
pubblicati presentano ancora questo artificio.
In appendice a ognuno dei due
numeri viene presentata una breve storiella dedicata ai personaggi e alle
trasmissioni televisive dell’epoca, ma sembra che gli autori non sapessero
ancora bene come gestire queste derive multimediali, e graficamente si tratta
delle parti meno nobili della rivista.
Sono rimasto stupito nel vedere
che il formato non è il canonico 17x24 delle riviste popolari ma un ben più
piccolo 12x18 o giù di lì, praticamente un tascabile. Ogni numero consta di 60
pagine (oltre alla copertina, chiaramente) che sono numerate da 3 a 62. Le riviste ovviamente
sono spillate. Si tratta di proposte “tutto fumetto” in cui i redazionali sono
ridotti al minimo e anche la pubblicità è quasi assente. I colori non sempre
sono disprezzabili, ma la qualità di stampa in alcune pagine è visibilmente
carente, a testimonianza dell’uso che si faceva all’epoca (e fino a non
moltissimo tempo fa) della stampa col metodo rotocalco, d’altra parte quasi
obbligata per le tirature stratosferiche che avevano queste riviste all’epoca.
Ma vediamole nel dettaglio:
11/08/17
Perchè spendere di più per Nes e Snes Classic edition? Retrogaming in tv a poco prezzo La console Android Emtec Gem BOx****
Premetto che l'ho presa soltanto perchè su Amazon costa veramente poco, 44 €. Direte voi ma a meno non posso prendere un boxettino cinese senza marca? Si ma spesso quei cosi lì non hanno il bluetooth e ti devi "attaccare al cavo" ;-) del Gamepad. L'Emtec Gem Box si può considerare un piccolo fallimento, la sua funzione principale dovrebbe essere l'utilizzo del servizio di game streaming Gamefly, cosa che non ho potuto testare perchè il software esige che internet sia cablata. Io ho un ottima Fibra wi fi che mi va a 70 mega al secondo e Gamefly diceva che non era adeguata. Disinstallo Gamefly.
09/08/17
Dylan Dog n.356 " La macchina umana" aprile 2016 SBE*****
Sarà che da buon travet mi è facile immedesimarmi nella storia ma posso affermare che non leggevo un Dylan così Dylan da almeno vent'anni.
Il Dylan Dog metafisico, obliquo, che non combatteva soltanto gli zombies ma anche le menzogne morali, che ci "apriva gli occhi" con gentilezza, non come i dementi che gridano sulla tastiera "sveglia" e fanno le rivoluzioni a parole sui sui social.
14/06/17
Disney e Schulz sul Vernacoliere
Ve lo ricordate questo post qui?
Il caro Filippo Tattini, dalla lontana Cina, ha scovato altra roba del buon Federico Maria Sardelli.
Filippo scrive:
Ricordo qualche anno fa avevi fatto un post sulle parodie disneyane del Sardelli, pubblicate sul Vernacoliere. Qui ti allego tutte le strisce che aveva creato all’epoca (tra il dicembre 1988 e il Marzo 1989) eccetto la tavola che avevi gia’ pubblicato te. In queste strisce non si raggiunge il livello della tavola che avevi postato (dove il Sardelli era arrivato anche a usare i retini come faceva Gottfredson), ma si tratta pur sempre di una prova notevole.
26/05/17
Il Grande Blek 11 - L'antro dell'impossibile
Il Grande Blek è un personaggio che non mi ha mai catturato, ma gli
albetti di Sciuscià e Il Piccolo Sceriffo che ho rinvenuto dal
mio rigattiere di fiducia erano prossimi all’implosione e quindi alla fine ho
deciso di prendere questo, che oltre alla copertina staccata e a segni di
umidità presenta solo una firma con cui uno dei precedenti proprietari ha
siglato la prima striscia. In effetti leggendo queste 32 strisce posso capire
perché Blek Macigno avesse tanto successo e sia ancora ricordato e ristampato.
Senza uno straccio di riassunto,
entriamo subito nel cuore dell’azione: il professor Occultis e Roddy, le
“spalle” di Blek, sono «prigionieri di un essere irreale che comanda ad una
ciurma invisibile in una grotta ancor più irreale di lui», per usare le parole
del professore.
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