Translate

Time Machine

1974 (20) 1975 (19) 1989 (19) 1976 (17) 1982 (17) 1981 (16) 1992 (16) 1972 (15) 1978 (15) 1986 (15) 1994 (15) 1979 (14) 1955 (13) 1967 (13) 1971 (13) 2014 (13) 1962 (12) 1973 (12) 1980 (12) 1984 (12) 1968 (11) 1977 (11) 1983 (11) 1988 (11) 1985 (10) 2013 (10) 1966 (9) 1987 (9) 1993 (9) 1949 (8) 1990 (8) 1995 (8) 2015 (8) 1958 (7) 1965 (7) 1997 (7) 2016 (7) 1964 (6) 1991 (6) 1996 (6) 2000 (6) 1957 (5) 1961 (5) 1970 (5) 2003 (5) 1948 (4) 1954 (4) 1959 (4) 1963 (4) 1969 (4) 1998 (4) 1999 (3) 2001 (3) 2005 (3) 2012 (3) 2017 (3) 1928 (2) 1950 (2) 1951 (2) 1953 (2) 1956 (2) 1960 (2) 2002 (2) 2004 (2) 2010 (2) 2011 (2) 1929 (1) 1936 (1) 1937 (1) 1938 (1) 1939 (1) 1942 (1) 1943 (1) 1946 (1) 1947 (1) 1952 (1) 2006 (1)

giovedì 12 maggio 2016

John Bonel, quando Gianluigi Bonelli arrotondava con i franchi di Sagèdition


Non molti sanno che il papà di Tex Willer all'inizio della sua carriera, prima d'intraprendere la strada "Audace", oltre a lavorare per S.A.E.V. scriveva anche alcune storie per il mercato francese del gigante mascherato italiano Amok. Notizia presa da una lettera di Luigi Marcianò  su Fumo di China 170. Lo pseudonimo utilizzato era John Bonel, probabilmente il nome fu preso di peso dal suo mito personale, il regista John Ford e poi un  bel cognome tronco come nella tradizione d'oltralpe. Mi vengono in testa tanti pensieri, perchè Amok l'ho letto pure io, le storie a fumetti disegnate da Antonio Canale /Tony Chan erano così belle che ricordo vennero ristampate almeno sino alla fine degli anni settanta e qualche albo, forse Dardo, me lo ritrovo ancora in soffitta. Chissà se Canale fosse nato in America che meraviglie ci avrebbe regalato sui classici super eroi se non fosse stato sfruttato perlopiù per questo clone (meraviglioso però) di Phantom. In quella copertina lì messa sotto il titolo quel faccino mascherato non è bello come il Daredevil di Bill Everett



Ma parliamo di un personaggio italiano nato nel 1948.

Citando qui

"Sergio Bonelli: ...va in certi miei scarabocchi comico-jacovittiani la sicura premessa per un futuro da illustratore. E, per la verità, circondato com'ero da disegnatori di fumetti che portavano le loro tavole in redazione, aspiravo a far parte un giorno della loro eletta schiera. In tutti i modi cercavo di carpire preziosi suggerimenti. Chiedevo a Franco Caprioli il segreto della sua personalissima ombreggiatura a puntini; mi sforzavo di capire come Antonio Canale ottenesse la perfetta miscela di bianchi e neri che portò al successo personaggi quali Yorga e Amok..."



Quanto Zagor ci vedete in questa illustrazione tratta da una copertina di Amok?
Io tanto.
In quante buone cose è stato intinto il magico erede Guido Nolitta.








Però come scrive Alex Principato Zagor è più figlio di Yorga, sempre di Canale. Secondo me è un mix di entrambi



Moebius

Fred Beltran


Due splendide versioni di della regina Tanatah , leader dell' organizzazione criminale che si chiama Amok che secondo Luca Lorenzon è un omaggio che Jodorowsky ha voluto fare all'eroe di Antonio Canale nel suo Incal.

7 commenti:

  1. Veramente bravo Canale. Oltretutto nella saga dell'Incal c'è un organizzazione criminale che si chiama Amok e la sua regina, Tanatah, indossa un corpetto che secondo me ricorda quello di Amok. Solo una coincidenza o Jodorowsky da appassionato di fumetti qual è ha voluto fare un omaggio?

    RispondiElimina
  2. In realtà pare che Nolitta si fosse ispirato a Yorga per Zagor...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fulminacci Alex! Non lo avevo mai visto Yorga. E' uguale all'eroe di Darkwood in effetti, però mi pare, almeno dalle copertine, che Yorga sia un tarzanide puro. Secondo me Bonelli Jr. ha fatto un bel "curry" di entrambi i lavori di Canale. Madò, con tutto il rispetto per il compianto Galep immagini come sarebbe stato bello uno Zagor di Tony Chan?

      Elimina
    2. Hai ragione... del resto l'ha detto anche Nolitta che Zagor nasceva dalla suggestione di diversi personaggi del passato...

      Elimina
  3. Ricordo John Bonel in una trasmissione di Raiuno spiegare alla presentatrice la filosofia di Tex con l'idea che la gente è + disposta ad ascoltare chi ha seco un randello. Macho come il John Wayne. Eppure,come del resto il Duke - che aveva una personalità stratificata molto + dei suoi cowoboys e pulotti e beretti verdi - JB era capace in Francia - nel paese di quei mangiarane dalla erre moscia con il panino sotto braccio - di produrre, con decenni di anticipo, cose come Amok: La Danzatrice Mascherata. Con tutto il rispetto per Stan L'Uomo Lee e Bill Everett, cosa è il concetto di un avvocato non vedente che si maschera da wrestler x combattere il crimine grazie ai suoi ipersensi, se paragonato ad un giustiziere che dopo il crepuscolo si traveste da Salomè per mataharizzare in un plot da Notorius ( si veda la citaz della auto che vola di sotto ) ? E che dire di quel sacrificio di Sambur che allude alla operazione a cui si è sottoposto l'alter ego di Amok ( Sambur Kent Walker Wayne ndr ) per essere credibile nei panni di una eterea ballerina ?
    Non ringrazierò mai abbastanza la mia Gola Profonda in via Buonarroti per la copia delle pagine di Amok prima delle pecette che comunque persino in Francia si soleva infliggere ai concepts ritenuti disturbanti.
    Immagino che il lettore contemporaneo cresciuto con la Danny The Street della Doom Patrol di Morrison e passato per i comics di Sophia ( ex Ross ndr ) Campbell , tanto per fare un paio di esempi pescati a caso nel mare magnum dei fumetti, non troverebbe così rivoluzionaria la saga di Amok, ma stiamo parlando di idee uscite dalla stessa zucca di " Hai mai inteso parlare di Tex Willer ? ".
    Shock culturale...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente Amok sembra la versione transgender di Phantom con quel costumino da Odalisca muscolosa.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...