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giovedì 19 maggio 2016

MISTER NO 57 ACCUSA DI OMICIDIO Febbraio 1980 lire 500 (Cepim)****


Che meraviglia questa storia di Alfredo Castelli e Franco Bignotti! Non riesco ancora a capacitarmi come sia possibile che quel carampano di Tex stia ancora in edicola ed il povero Jerry Drake non sia più tra noi. Vero è che sono un neofita di Mister No e non conosco gli albi dell’ultimo periodo, sto cercando per adesso soltanto le avventure dei primi 100 numeri e qualche speciale. Chissà se è stato così forte il calo qualitativo delle storie da mandare in fuga così tanti lettori da decretare il fallimento della testata ma  lo scoprirò soltanto continuando a leggere la serie. Non ho potuto vivere il boom dell’amazzonico eroe per motivi anagrafici, nel 1980 avevo otto anni e mi garbavano di più Disney, Alpe e Bianconi come è giusto che sia. Il mio primo Bonelli è stato Dylan Dog e fu folgorazione sulle vie di fumettasco. I miei zii leggevano Zagor e di conseguenza tra i  “vecchi” resta il mio preferito. Tornando a “accusa di omicidio” che leggo in rete scritta da Castelli anche se accreditata a Nolitta, che dire…pur essendo la riduzione a baloons del celebre Papillon di  Schaffner ha tutte le carte in regola per essere un piccolo capolavoro del fumetto popolare.




Contestualizzando Mister No non si può rimanere esterrefatti dalla grande rivoluzione che Nolitta volle nell’avventura bonelliana, Drake è tutto tranne che un eroe infallibile, anzi in questa storia fa tante di quelle caxxate da finire condannato ai lavori forzati sull’Isola del diavolo. Ohhh, Castelli è sempre bravissimo, penso di non aver mai letto una storia brutta dell’Alfredone ma qua raggiunge apici di secchezza e velocità pregevoli. E’ più vecchia una storia di Morgan Lost o Lukas, come tempi e dialoghi, che l’incipit Fast N’ Furios di quest’albo  che ha 36 anni. Succedono un sacco di robe in 96 pagine, omicidi, pestaggi, processi, galera, evasioni…una corsa rapida e semplice che ti tiene incollato alle pagine. Splendide le tavole di Franco Bignotti che rispetto ad altri Bonelliani dell’epoca (in primis il compianto Gallieno Ferri che infilava facce da Cico ovunque) ha la grande capacità di caratterizzare in maniera originale anche personaggi minori come Ducros, Guzman, l’immenso Flosso ed i bastardissimi Julot e Dega.  Come non affezionarsi al povero Jimenez e allo zoppo Andrè? Ora devo recuperare il seguito “Relitti umani” che dicono sia ancora più bello. Entusiasmo!

34 commenti:

  1. Bellissima storia!
    Se non hai gli albi seguenti provvedi perché è con storie del genere che Mister No ti entra nel cuore! Anche se per me tutto è iniziato da un'altra storia, "Tsantzas!"
    Castelli ha fatto un ottimo lavoro su Mister No, sicuramente meglio di Sclavi (almeno stando ai primi 100 albi), e anche Nizzi ha regalato ai lettori del pilota amazzonico un paio di perle ("Un ragazzo chiamato Santiago" andrebbe riproposta in volume cartonato!) prima di venire assorbito da Nick Raider e Tex... :-/

    Senza anticiparti nulla della storia (anche perché non ricordo tutti i dettagli di questa vicenda drammatica), ti dico che la storia inizia nell'albo precedente (n° 56) col prologo "Cayenna" e prosegue fino al n° 59!

    Si vocifera che Jerry Drake tornerà in edicola, ma se deve tornarci con le sparute storie fiacche dell'ultimo centinaio di albi, meglio vivere col ricordo delle storie che furono, giusto l'epilogo della saga finale scritta da Nolitta che chiude la serie regolare...

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    1. Sai che spero proprio che non facciano un remake di Jerry Drake, in mano agli autori di mò non ho idea di quel che potrebbe venire fuori.

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    2. Parli così perché le storie di Mister No le devi ancora scoprire in gran parte, ma per me che me le sono lette e rilette, una storia nuova e decente non spiacerebbe... La mia speranza è che esca fuori una sceneggiatura inedita quasi completa di Nolitta...

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    3. "Castelli ha fatto un ottimo lavoro su Mister No, sicuramente meglio di Sclavi (almeno stando ai primi 100 albi)"

      Concordo, anche se il Tiz qualche chicca ce l' ha regalata come "Ananga", "Giungla" e i successivi "Alien" e "L' oro del fiume". In queste storie l' autore mischia il suo stile con la classicità del racconto. Invece in altri come "Il fantasma dell' opera", "La casa di Satana" e soprattutto "La diabolica invenzione", va decisamente sopra le righe a livello narrativo XD!

      " e anche Nizzi ha regalato ai lettori del pilota amazzonico un paio di perle ("Un ragazzo chiamato Santiago" andrebbe riproposta in volume cartonato!) prima di venire assorbito da Nick Raider e Tex... :-/"

      Già! Anche se preferisco la più omogenea "Paura nei Caraibi". L' altra da te citata ha l' ultima parte striminzita che sembra appiccicata a bella posta dopo una prima lunga e bella! Mah! Io infatti penso che Nizzi, ironizzando ovviamente, abbia scritto tre storie per MN! XD

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    4. Su Sclavi partivo con molte aspettative quando ho letto le sue storie di Mister No, perché lo conoscevo già come autore di grandi storie di Dylan Dog, per questo forse non mi ha convinto appieno, neppure nelle storie "Ananga" e "Giungla", nel senso che ho letto storie - a mio gusto - migliori di quelle...

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  2. D'accordissimo anch'io, questa storia è bellissima :)
    Fra l'altro mi ritrovo molto nel tuo post, dato che anch'io ho scoperto mister no tardi... da piccolo mio padre della Bonelli mi portava sempre tex e zagor, ma purtroppo pochissimi mister no... quando finalmente ho recuperato le storie del pilota amazzonico x conto mio ho scoperto un personaggio straordinario :)

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    1. Puxa vida! Pure tu su Retronika adesso?😏
      Giralo in lungo e in largo, che di altre cose interessanti ne trovi per ore!😉

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    2. In realtà è già da un po' che seguo questo interessantissimo blog... e ho letto anche molti dei tuoi commenti... ma finora non ero mai voluto intervenire, stavolta parlando di mister no s'è presentata l'occasione :)

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    3. Grazie per l'"interessantissimo". :-)

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  4. Concordo con gas75!
    Il Mister No di Nolitta e Sclavi era bello quanto lo Zagor di Nolitta e Burattini.
    Il Mister No degli altri autori, invece, hanno reso il personaggio abbastanza uguale ai suoi colleghi ell'epoca in edicola.
    Però, Salvatore, prova tu stesso a postare un commento come Anonimo: il captcha è sfibrante!
    Ciao. Baggio.

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    1. Scusa, perché non ti registri? Lo fai una volta sola e hai tutti i servizi gratuiti offerti da Google.
      Prima il codice di controllo era per tutti e spesso non si riusciva proprio a leggere! Che gli costava mettere un cavolo di numero nitido da copiare?

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    2. Io captcha e moderazione commenti li ho tolti da una vita (mal che vada cancello qualche folle) ma forse come dice Gas bisogna avere un account google per saltarli.

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    3. Sì infatti, a me sono spariti da quando hai tolto la moderazione dei messaggi. Però se mi collego da un pc non mio dove c'è un account Google presente, scrivo come ospite (anche se mi firmo sempre gas75) e mi chiede di ricopiare quel numero sfocato e ciambottato...

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    4. Infatti, gas75, capisco i problemi che creano BOT e spammers però proprio non mi va di registrarmi a Google per ogni passo che faccio su Internet.
      Ciao a tutti.
      Baggio

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  5. Splendida storia, mi permetto di averne parlato nel blog sul fumetto giudiziario.
    Qui sotto il link:
    http://giustiziaastrisce.blogspot.it/2016/02/il-processo-mister-no-e-il-carcere-nei.html
    Qui, invece, si nota una curiosità: una vignetta di questa storia, disegnata da Bignotti, è del tutto identica a quella di un "libero" apparso su LANCIOSTORY:
    http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2016/04/15/l-immagine-del-processo-nel-fumetto?highlight=mister-no
    Chissà se qualcuno può dare una spiegazione a questo mistero

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    1. E pensare che fino a non molto tempo fa le storie sui processi proprio non le sopportavo :(
      Poi mi è bastato vedere con la giusta attenzione alcuni episodi di Law & Order e ho scoperto che invece intorno a un processo possono nascere storie molto intense...
      A proposito di storie carcerarie, a me piace moltissimo pure Cico galeotto

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    2. A tal proposito vi consiglio l'interessante serie di Star Comics LAW, ricordo che mi aveva appassionato non poco.

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    3. La spiegazione più probabile è che i due disegnatori si siano ispirati ai fotogrammi di un medesimo film giudiziario, tracciando fisionomia e gesti dello stesso attore che interpretava il giudice.

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    4. "A proposito di storie carcerarie, a me piace moltissimo pure Cico galeotto"

      Anche a me! Troppo divertente! ^^

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  6. Volevo dire: "mi permetto di ricordare che ne avevo parlato". Insomma, non voglio violentare la sintassi...

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  7. Curiosa questa cosa di un Jerry Drake che compare pure su lanciostory... fra l'altro ho sentito dire che gli autori Bonelli di una generazione più moderna si rifanno di più agli autori del fumetto argentino...

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    1. Da sempre i disegnatori s"Ispirano".

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    2. Questo è vero, ma qui si tratta di due vignette identiche nell'ambito di due storie del tutto diverse (tranne che per la scena processuale) ... e combaciano solo quelle due vignette, almeno per quanto mi è sembrato di poter vedere.

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  8. Magari è vero che Ferri usava talvolta le facce alla "Cico", ma il tratto era notevolmente superiore a quello di Bignotti... che comunque rimane un grandissimo autore... lo stesso Gallieno mi disse diverso tempo fa che lo stimava moltissimo.

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    1. Ferri, se vogliamo, era più "classico" come tratto... Bignotti più "verace" oltre che velocissimo.

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    2. Sso Ggusti! Gallieno aveva più stile di Bignotti, questo è vero. Nei volti dei personaggi e nelle pose, per me, era però un pò ripetitivo penso anche per l'enorme mole di lavoro che aveva presso Bonelli, era un pò il Sangalli di Sbe. Sicuramente quello che ha prodotto più tavole in assoluto. Lode ad un grande artigiano come Galep che sicuramente con tempi meno ristretti di produzione ci avrebbe fatto vedere cose cosmiche. Non che non lo abbia fatto ma anche lui mi sembrava un pò schiavo della velocità e quantità.

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    3. Sono assolutamente d'accordo... Ferri era il Sangalli bonelliano! Ha disegnato oltre 20.000 pagine... Non solo... in un certo senso faceva parte del team Bianconi, perché ha avuto uno studio insieme a Carpi e Chierchini!

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    4. Nel conteggiare le tavole disegnate bisogna considerare anche gli anni di attività...

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  9. Dì Bignotti non mi piace quando disegnava i primi piani del volto dei personaggi con lo sfondo completamente bianco...
    Per il resto ottimo disegnatore, soprattutto nella fisicità delle corporature... e non dimentichiamo che è stato il maestro di un certo Claudio Villa :)

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  10. Da piccolo mi successe una cosa strana con Mister No. Comprando qualche volume di Zagor al mercatino scoprii che l' autore era lo stesso di quest' ultimo, che avevo appena cominciato a leggere e senza neanche ancora sapere che GN fosse il mitico Sergione XD!
    Presi allora "Bienvenido a Mexico" da una parte e "Frontiera" e "Il mostro della laguna" dall' altra. Che shock! Ma sono storie della stessa serie mi dissi?!? Con Zagor questo non mi era avvenuto! Rimasi un po perplesso visto veramente il diverso registro, non solo narrativo, ma anche di ambientazioni, toni e caratterizzazione dei personaggi. Preferii comunque il classico anni 70 alle storie più moderne. Comprai ancora qualche volume come quelli della bella e sopracitata "I cacciatori di teste" e i nuovi in edicola, ma questo netto stacco continuava a straniarmi e così mollai il personaggio. L' ho ripreso solo di recente leggendo i bei topic dedicatigli in uno dei forum di Zagor di cui proprio P. Alexis è un utente storico!
    Ho quindi recuperato "Relitti umani" e mi piaciuta molto! ^^ Che coinvolgimento e che angoscia! E, come scritto, che ritmo! Povero Mister No! Grande pure Esse-esse!
    Scopro l' acqua calda che Castelli sul pilota di Manaus ha tenuto testa al creatore del personaggio. E tra le storie fin' ora lette sue mi piacciono molto anche "La fortezza perduta", già dal titolo avventura mysteriosa XD, e "Trappola mortale" su tutte! Poi che esordio con "Destinazione Haiti"! Se penso che invece di suo su Zagor lo stesso anno usciva "La minaccia verde"... -.- almeno poi s' è rifatto alla grande con "Il ritorno del vampiro" e "Il grande inganno" e, che che ne dicano alcuni detrattori, anche in parte con "Il ritorno di Supermike" XD.

    "Nei volti dei personaggi e nelle pose, per me, era però un pò ripetitivo"

    Già!

    "in un certo senso faceva parte del team Bianconi, perché ha avuto uno studio insieme a Carpi e Chierchini!"

    Ah, però!

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