08/03/09

Big Robot la serie *****


Ottima realizzazione di Alberico Motta degli anni 80.
Da un autore che disegnava Chico e Felix nessuno si sarebbe aspettato tale versatilità.
Il mecha design era ispirato ed anche se le influenze erano evidenti non ci trovavamo davanti ad un opera koreaniforme.
Aveva il tipico tocco italiano .
L'ambientazione era quella alla Mad Max, post atomica.
L'esercito Alieno era agli ordini di "Fuhrer" , un cugino dei vari assistenti del Dottor Hell Nagaiano che veniva mutilato dopo ogni missione fallita.
Il Cast comprendeva l'eroico Pilota, la bonazza, la bimba esp , il professore, due robot domestici e il "Boss".
Big Robot era componibile come il Gackeen o Il Jeeg.

07/03/09

Sorchella



Disegnata dal fumettista pentito Eros KARA (considerò il fumetto un'esperienza da dimenticare e si dedico esclusivamente alla pittura) penso sia il fumetto erotico con il nome più brutto di tutta l'erotic exploitation degli anni 70.








05/03/09

Nicotina

Chissà se questo fumetto, adesso, potrebbe essere venduto ai minori di 16 anni.
Un simpatico Clone di Ginxi, Pixie e Dixie di Hanna e Barbera realizzato dal nostro Nicola Del Principe.








25/02/09

Le bustone di fumetti


Negli anni 60, nelle edicole italiane nasce una moda, il recupero dei resi di stampa in bustone cartacee o di plastica.
Le buste in carta, negli anni 70 contenevano anche dei gadgets, adesivi, giochi orrendi, mostriciattoli di gomma, mai qualcosa che ne valesse il prezzo.
Quelle in plastica erano tuttofumetto e quindi più interessanti, anche se non si sapeva mai, nelle buste da tre, se il fumetto nel mezzo si aveva gia o pure no.
I fumetti da "busta" avevano la particolarità di essere colorati di rosso ai lati, cosa che n’abbassa il valore nel mercato dei collezionisti.
Un bel gioco divertente era quello di palpeggiare controluce la busta di cartone, per indovinarne il contenuto.
Di solito l'edicolante, dopo mezz'ora che stavi lì a tastare le bustone ti buttava fuori a calci nel sedere.
Spesso ci si ritrovava a casa miliardi di doppioni di fumetti Corno o Bianconi.

Omaggio a Nonna Abelarda




Secondo voi, esiste un appassionato di fumetti che non scarabocchi almeno un pochetto?
Mouse, Paint e Photoshop.
Dodici Minuti in tutto.

22/02/09

Gey Carioca-La serie ****










l'originale degli anni 40
Gey Carioca, soprannome Pillola, è una formosa segretaria che lavora presso gli studios di Hollywood. La Pin Up è trascinata,suo malgrado, in molte avventure per colpa di una sopraggiunta eredità. Abilissima trasformista ha la mania delle pillole di vitamine.
Le pillole le conferiscono una forza straordinaria, permettendole di sgominare i malvagi, soliti a sottovalutarla per colpa dell'appariscente aspetto estetico.
Ogni occasione è pretesto buono per vederla in sottana.
Gey è davvero un incrocio tra una Playmate e Nonna Abelarda.
Le prime avventure della splendida GEY CARIOCA furono pubblicate sulla collana Belle Avventure dell'editoriale Subalpino, futura edizioni Alpe, per 12 numeri dal 1948 al 1949 con i testi di Max Massimino Garnier e Roberto Renzi e i disegni di Paul Campani (Autore anche di Misterix), che diverrà famosissimo nell'epoca dei caroselli.

In Argentina la serie durò più a lungo con il nome di Tita Dinamita.
Negli anni 70 la serie fu ridisegnata con degli inserti, utilizzando terminologia cinematografica.
Furono aggiunte delle scene di nudo disegnate da Attilio Ortolani , per cavalcare l'onda erotica in cui erano immerse le edicole.
La seconda serie alpe è composta da 10 numeri ed uscì dal 1973 al 1974


18/02/09

Cathy Lee Crosby una Wonder Woman poco conosciuta







Nei primi mesi del 1974, fu mandato in onda dall' ABC un film di 90 minuti con Wonder Woman Con protagonista la tennista Cathy Lee Crosby.La Warner Bros aveva deciso di creare una nuova Wonder Woman per gli anni 70. Un approccio diverso da quello del pilota del 1967.
Stanley Ralph Ross
aveva l'idea
di rimanere fedele al concetto originale personaggio (creato nel 1941 dal Dr. William Moulton Marston) la Warner invece voleva un tocco più moderno, aggiornare il character per gli anni Settanta.
Protagonisti del pilot erano, come gia detto, la splendida Cathy Lee Crosby nei panni di Wonder Woman e Ricardo Montalban come villain.
La versione 1974 di WW era una sorta di Emma Peel .

Non c'erano aerei invisibili magia , lazo, proiettili e bracciali.
Ross ricorda che la Warner Bros lo chiamo' dicendo : 'Abbiamo l'idea di questo Wonder Woman e la vogliamo fare con Cathy Lee Crosby.'
Lui rispose 'Beh, Cathy Lee Crosby è una bella donna, ma è bionda e Wonder Woman ha i capelli scuri.'

La Warner rispose
, 'Qual è la differenza?'
Ross: 'E' come fare Superman con i capelli rossi! '
Ma Cathy Lee Crosby aveva gia firmato il contratto così disse loro che non era interessato.

Il film nonostante gli altri indici di ascolto nel mese di marzo del 1974 , era inguardabile, Wonder Woman senza il costume a stelle e strisce era irriconoscibile
.
I Warners (ed il produttore Douglas Cramer) capirono che era l'idea giusta, ma era sbagliata l'esecuzione e tornarono all'ispirazione di Ralph Stanley Ross.
Ross scrisse e produsse il TV-movie The Original Wonder Woman con la mitica Lynda Carter nel modo che aveva previsto,
nel mese di novembre 1975 con un alto gradimento sia di pubblico che di critica.





Svelato il mistero del Terzo nipote di Abelarda!



Ho trovato oggi in fumetteria il numero 6 di Pipo del 1985.
50 centesimi ben spesi.
Le storie di Pipo sono in realtà le vecchie storie con Volpetto rimaneggiate in maniera orrenda da qualche anonimo sacrilego.
L'editrice Bianconi probabilmente non voleva creare scompensi psicologici ai bimbi degli anni 80.
Come spiegare che la cara Nonna Abelarda ha come nipote una volpe?
Eliminiamo la volpe!