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domenica 27 maggio 2012

NUOVO BRACCIO DI FERRO 14 – Agosto 1997




 


 Terza bella retroview di Marco Brunello

Altro albo appartenente all’ultimo periodo della casa editrice. Il formato è abbastanza ancora quello classico (194 pagine di cui qualcuno a colori), e di storie veramente nuove ce n’è solo una, lunga e divisa in due parti.

1)      Braccio di Ferro – Alla ricerca dell’arca (prima parte): Avventura alla Indiana Jones, solo che invece dell’arca dell’alleanza c’è l’arca di Noé: infatti mentre Braccio di Ferro sta per partire per le vacanze con Olivia e Pisellino arriva il prof. De’ Scavis proponendogli di unirsi alla sua spedizione sul monte Ararat per recuperare l’arca. A loro si uniscono di nascosto anche Poldo e Trinchetto, vista l’occasione di scroccare un viaggio e delle vivande. ***


2)      Timoteo – Caccia subacquea: Vacanze al mare, a Olivia vien voglia di cenare con una cernia; chiaramente Braccio di Ferro e Timoteo si fiondano a fare pesca sottomarina ma combinano così tanti danni ai pescatori e agli altri bagnanti che tutte le cernie che hanno ammazzato devono darle a loro come risarcimento. Una delle tante storie da spiaggia col consueto triangolo amoroso. ***

3)      Pubblicità di altre pubblicazioni dell’Editoriale Metro, scritta col famigerato Comic Sans.


4)      Braccio di Ferro – Si è spento il sole: L’afa mortale spinge i nostri a partire col battello di Braccio di Ferro per una vacanza al polo nord; ma il fresco arriva ben prima grazie a un genio criminale che ha messo in orbita uno schermo solare che lascia passare la luce ma non il calore del sole, chiedendo al popolo della Terra proclamarlo re del mondo. Braccio di Ferro scopre la base subacquea del pazzo e ferma i suoi propositi. Secondo me una bella storia fantascientifica, nella sua semplicità fatta molto meglio di tanti disaster movies hollywoodiani realizzati in seguito. ****

5)      Pisellino – Incantatore di lombrichi: Pisellino gioca a fare l’incantatore di serpenti coi lombrichi del giardino di casa; non si sa bene perché ma per Olivia non è un gioco da fare, ma cambia idea quando un pitone fuggito dallo zoo la sta per stritolare e ha salva la vita solo grazie alle doti di incantatore di serpenti di Pisellino. ***
6)      Braccio di Ferro – Incontro al Bilton: Braccio di Ferro va al compleanno dell’ottantenne maestra delle elementari. Ma i compagni di classe, dai nomi rassomiglianti le loro professioni, lo snobbano in quanto hanno avuto tutti quanti successo nella vita tranne lui, che non ha neanche i soldi per la colletta che vogliono fare in favore della povera maestra. Ma quando arrivano due compagni di classe rapinatori, solo Braccio di Ferro li può fermare, e così va a finire che lui è quello che può dare il contributo maggiore. Rivalsa economica e sociale di uno di noi. ****

7)      Pisellino – Fermo o sparo: Pisellino gioca a fare il pistolero, Olivia si prende uno spavento e per questo e lo sculaccia. Ma poi scambia un rapinatore nano vero per Pisellino e sculaccia anche lui. Altra breve storia di questo albo basata sul canovaccio dei giochi di Pisellino che finiscono con l’avere un impatto sul mondo reale. ***
8)      Timoteo – Aspiranti milionari: Olivia vuole un fidanzato ricco, per cui Braccio di Ferro e Timoteo cercano di fare una montagna di soldi: il primo lavorando solo, il secondo rapinando un furgone portavalori… chiaramente a un certo punto Timoteo viene arrestato. Olivia a volte dimostra di essere quel tipo di donnaccia che sta con un uomo solo per i suoi soldi. ***
9)      Braccio di Ferro – Alla ricerca dell’arca (seconda parte): Seconda parte della storia nuova, con audaci squadrature delle vignette e sfumature nella colorazione (anche se l’abbigliamento dei personaggi resta quello classico, in questo caso). Comunque, vien fuori che la presunta arca di Noè è in realtà tenuta insieme con delle viti filettate, per cui non è quella vera. Infatti è tutta una frode messa su da Timoteo, che chiaramente viene scoperto e fermato, e che dovrà passare dall’arca a guidare la bisarca. ***

10)  Storia minima di Bud Sagendorf (di quelle già viste).

11)  Ombra – Il terreno ereditato: L’inseparabile compagno [di cui non ricordo il nome, insomma quello che la proietta] di Ombra eredita un terreno fuori città. Lui se ne vuole liberare perché è solo un arido pezzo di deserto, ma a Ombra piace, e tenta di convincerlo a restare prendendo la forma di uno zampillo di petrolio. Ma anche una tribù indiana ha delle pretese su quella terra, su cui si scoprirà esserci invece un pozzo d’acqua… storiella bizzarra di quelle col personaggio dell’Ombra che si può trasformare in tutto quel che vuole, anche se solo all’apparenza. Non ne vado matto, ma a modo loro sono avventure ingegnose. ***
 

12)  Trinchetto – Un fiasco di guai: Trinchetto vede Olivia tornare a casa con una bella bottiglia, per cui tenterà di appropriarsene in tutti i modi; il problema è che non è vino ma lozione per capelli, per cui quando Trinchetto la beve va a finire in ospedale. Simpatica variazione su un tema ben noto, quello con Trinchetto e qualche bottiglia che va sempre a finire che non contiene vino. ***





13)  Ming – L’acchiappatreno: a quanto pare rapinare i treni è la specialità dei Ming, sin da una delle prime storie bianconiane intitolata I Ming rubatreni [Salvatore correggimi se sbaglio, io me la ricordavo così]. In questo “remake” i Ming usano un finto dirigibile da cui esce una finta galleria che intrappola i treni, per poi derubare i passeggeri non prima di averli sedati con un gas narcotizzante. Nella norma. ***


14)  Trinchetto – Scalinata paradiso: Il padrone di una trattoria offre a Trinchetto una bottiglia di vino in cambio di una commissione: consegnare al suo amico capitan Bompresso un barilotto di barbera. Peccato che Bompresso abiti in cima a una lunghissima scalinata, e fra imprevisti e casini vari va a finire che Trinchetto se la deve fare ben tre volte, in salita, con la botte piena sulle spalle. Poi viene pure fuori che era il barile sbagliato e conteneva aceto, ma a quel punto Bompresso ha già regalato quello giusto a Trinchetto per aver sventato un furto a suo danno. La trovata del malcapitato che deve farsi una salita con un peso enorme e ingombrante non è nuova (vi ricordate Ollio e Stanlio?), ma in questo caso particolarmente ben riuscita, un bel gioco di equivoci. ****


 

15)  Pisellino – Il cappello più alto: In città avere il copricapo più appariscente degli altri è diventato uno status symbol, e Braccio di Ferro non vuol essere da meno degli altri; ma c’è in giro un ladro-venditore di cappelli che se ne approfitta, per alimentare il suo business senza alcuna spesa. Il villain ha pure come arma una bombetta/boomerang con la tesa tagliente, proprio come lo scagnozzo di Goldfinger. ***
I disegni sono di Sangalli, Dossi, Colantuoni e Sagendorf

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