Gaspare Pero ha scovato tra i vari spettatori interessati al digiuno di Poldo "sponsorizzato" dal ristorante di Beppe un personaggio che di scioperi della fame se ne intende. Storia disegnata da Sangalli intitolata "Trovata pubblicitaria" e apparsa
su Braccio di Ferro n° 111 (1979),
15/04/15
14/04/15
Parte la cronologia del Braccio di Ferro Bianconi grazie al nuovo sito di Gaspare Pero
Gaspare Pero alla fine che l'ha fatta, vincendo ostacoli di tempo e tecnologici:
il sito dedicato alla cronologia del Braccio di Ferro Bianconi è
online
Questo è il link http://pugniespinaci. altervista.org
Contribuite tutti!
13/04/15
Recensione Popeye Annual Editore Brown Watson Ltd (1974)
Inviata da Marco Brunello.
Ho comprato questo annual
di Popeye, datato 1974, in un negozio di libri usati a Cardiff, costo 6
sterline. La casa editrice è tale Brown Watson Ltd, che a quanto vedo su
internet pubblica tuttora libri per bambini.
Per chi non lo sapesse in
Inghilterra è tradizione pubblicare questi numeri speciali monotematici (su fumetti,
telefilm, film, programmi tv, calcio ecc.) in rilegatura rigida (un formato
simile a quello dei fumetti della tradizione franco-belga) ogni anno intorno al
periodo natalizio, e contengono un numero di storie superiore a quello dei loro
corrispettivi settimanali o mensili.
Da quel che ho capito da
quando abito qua, Popeye non gode in Inghilterra di una popolarità paragonabile
a paesi dove ha avuto pubblicazioni regolari come negli Stati Uniti o in
Italia, e più che altro è conosciuto per via dei cartoni animati – infatti ho
visto altrove che alcune sue storie (americane) erano pubblicati su degli
annual a tema “cartoni in tv”.
Prima di presentare le storie
singole, anticipo soltanto che questo albo contiene due storie di Bud Sagendorf
e un certo numero di storie presumibilmente prodotte in Inghilterra, data la
somiglianza con altre pubblicazioni locali tipo Dandy o Beano: storie brevi,
anche solo di 2 o tre pagine l’una, dalla qualità grafica diciamo non proprio
esaltante e dalle trame molto semplici dal godimento altalentante. Comunque
procediamo con ordine:
12/04/15
Braccio Di Ferro con "Un Gatto Nel Cervello" come Lucio Fulci
L'ultimo periodo del Braccio Di Ferro Bianconi è il più inviso dai fans, a nessuno piaceva il marinaio in cravatta e Sisley (si perchè quelle sono delle Sisley e non Timberland, ne avevo un paio uguali a quelle in copertina). Le storie, è anche vero, avevano perso verve rispetto al periodo d'oro degli anni sessanta e settanta ma le perle folli potevano essere lette anche nel periodo crepuscolare dello spaghetti guercio. In Braccio Di Ferro n.583 del 1993 ho incontrato questa storia di Pier Luigi Sangalli intitolata "Cattivi Pensieri" che tutto mi è parsa tranne che "per bambini", pare ispirata allo splatterone "Un Gatto Nel Cervello" del maestro Lucio Fulci. Braccio come il regista che sente il felino nella testa, folle come il Jack Torrance di Shining, assassino.
Abbiate pietà per la pessima qualità delle immagini ma ho
cambiato il pc con un fiammante Notebook W8 che mi ha detto "quella
fetecchia della Canon che hai ritrovato in discarica non te la
installerò mai, taccagno" , quindi da ora in poi Retronika (WOW!)
diventa ancora più vintage perchè le foto saranno sfocate e scattate con lo smartphone.
08/04/15
Le Big Babol alle budella di topo, le tette di Chun Li e altre leggende urbane di quando ero piccino
![]() |
| Solo leggende...sigh! |
Non c’era internet e Paolo Attivissimo, perdonateci. Negli
anni settanta e ottanta eravamo bambini di tribù e quel che diceva tuo cugino,
era sempre attendibile e ci credevi. La prima leggenda che mi viene in mente è
quella delle famigerate:
BIG BABOL
Come facevano questi pezzi di copertone rosa succulenti a
fare palloni grandi come mongolfiere quando tutte le altre gomme concorrenti
producevano spernacchiose biglie poco soddisfacenti? Semplice si utilizzava
qualcosa di “BIO” le budella di topo. Nella variante sicula anche la pelle.
| Le MEGABABOL con budella di Sorciosaurus Rex |
06/04/15
Le origini del Joker: Conrad Veidt in "L'uomo che ride" (1928)
Il beffardo criminale creato da Bob Kane e Jerry Robinson nel 1940, come ammesso dagli stessi autori è fortemente ispirato, almeno per l'aspetto al Conrad Veidt de "L'uomo che ride" (The man who laughs, 1928) film muto americano diretto dal regista espressionista tedesco Paul Leni. La pellicola è un adattamento del romanzo di Victor Hugo con lo stesso titolo, Conrad Veidt interpreta Gwynplaine. L'immagine di Gwynplaine, con il suo disturbato, obbligato e perenne sorriso fa classificare spesso il film come un horror, in realtà come scrisse il critico cinematografico Roger Ebert: "L'uomo che ride è un melodramma ma è così ricco di penombra che pare un film del terrore".
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