23/12/15
22/12/15
Diabolik contro Kriminal. Gli strepitosi Mash Up Comics di Larry Camarda. Una gallery da sogno nerd.
Questa mattina mi è arrivata una mail sorprendente dal fantastico Larry Camarda di cui vi copio il testo: "Disegno tavole dedicate al fumetto con tecnica mista, china, ecoline, tempera, acrilico, ve ne invio qualche copia....Sono MASH UP COMICS, personaggi che si incrociano in un mondo di fantasia aggiunta alla fantasia. Ho pubblicato 4 portfolios, di cui due dedicati a Diabolik, una mia tavola è esposta in casa editrice Astorina, un mash up con Diabolik e Valentina. Sono un organizzatore di eventi musicali,musicista ,appassionato di fumetti e disegnatore ,ho realizzato molte tavole su richiesta."
La prima cosa che mi è venuta in testa è "Sorbole!"...magari venissero fuori questi cross over sarebbero la manna per il fumetto di genere italiano, lo stesso impatto di un "Marvel Vs. DC" americano che porterebbe soldi in saccoccia ad autori editori e forse riportare in edicola tanti lettori persi negli anni. Inforcate gli occhiali, lustratevi gli occhi e godetevi questa gallery da sogno.
21/12/15
Topolino e la doppia vigilia di Natale (1955-56) di Guido Martina e Luciano Bottaro*****
Ah! Il mio amato massacratore Disney, il buon(?) Guido Martina
sceneggia quest’avventura che mai (e poi mai) potrà essere apprezzata dai
bambocci di quest’epoca. Con quanta leggiadria festiva, Guido, scava nella
turpe psiche dei più umani degli eroi. Graziata dalle splendide tavole di
Luciano Bottaro (secondo me con un aiutino di Giulio Chierchini) la prima avventura
corale italiana dei personaggi Disney, quando ancora Topolinia si chiamava
Topolinopoli, dà parecchi calci negli stinchi a chi ha iniziato a leggere
Topolino dopo essere stato svezzato con le Duck Tales. 60 pagine divise in tre parti pubblicate sul
Topolino Mondadori (Dio abbia in gloria Arnoldo) nei numeri 129-130-131.
14/12/15
Dino Battaglia: L’ispettore Coke “I delitti della fenice” Edizioni L’Isola Trovata 1983 lire 5000 ***1/2
Forse
la prima cosa che balza all’occhio sul titolo di questa recensione è la
mancanza di “eccellenza” nel voto. Poi ci arriviamo. Dino Battaglia, insieme al
cugino di tratto Toppi, è uno dei più grandi fumettari italici. L’errore comune
è considerare Battaglia uno che non veniva dalla serialità, ma lui come tutti
quelli di quel periodo si era fatto le ossa su cose commerciali come il Vittorioso, robe per Bonelli e Fleetway, passando persino per Topo
Gigio. Per dire le sue sperimentazioni “sul grigio”, iniziarono addirittura su Piuma
Bianca. Dino sarebbe stato un altro degli “argentini” se non fosse stato
innamoratissimo della triestina Laura (divenuta in seguito sua moglie e
colorista) ed inventò scuse balorde pur di restare in patria e godersi
giustamente la consorte. Agli inizi della sua carriera Battaglia utilizzò un
tratto commerciale e di maniera, anche se di standard elevatissimo e degno (se non
superiore) a molta roba americana del periodo. Per farvi un idea c’è in giro un
volumone Dardo di Robin Hood che
raccoglie alcune delle sue vecchie storie che sono di una bellezza grafica
indescrivibile e che è venduto a pochissimi € in tutti i luoghi e tutti i laghi.
Inutile dilungarsi sull’artistico e
celebrato poi, quelle opere visionarie più volte ristampate nel costoso formato delle "Graphic Novel". E
dire che quei vari “liberi” e “riduzioni” erano pubblicati su economicissimi albi
tipo il Corriere dei ragazzi, quando per noi fortunati
vegliardi era normale aprire un giornaletto a caso e trovarci Pratt, Manara,
Magnus e tutti i meravigliosi geni che ancora sono celebrati in barba alle
varie rockstar di china che ammorbano le edicole.
01/12/15
Per Sbam! Comics il fumetto non è morto (però forse è diventato roba per vecchi)
Il buon Antonio Marangi mi ha inviato uno Sbam!link con risposta al mio post precedente.
Io argomento a mio modo (sempre di panza e da lettore).
In blu le parole di Antonio, in nero le mie idee:
Sono d’accordo con l’amico Salvatore su molte cose, la sua
analisi dei motivi che hanno fatto scendere drasticamente il numero dei lettori
di fumetti è certamente condivisibile. Quello su cui invece personalmente
dissento è la conclusione cui arriva: a mio parere, il Fumetto (uso volutamente
la maiuscola, come politica di Sbam! per evidenziare il genere) non è morto, ma
si è semplicemente evoluto. In meglio o in peggio è un altro discorso, ma
certamente è un media che sta cambiando.
Una volta, qualsiasi bambino leggeva fumetti. Per forza: non
aveva alternative. tv-dei-ragazziNoi bambini degli anni Settanta uscivamo da
scuola alle 12.30 e – a compiti conclusi – avevamo parecchie ore libere
davanti. Ogni pomeriggio, attendevamo come la manna la mitica TV dei ragazzi,
che però cominciava solo alle 17 e durava un’oretta. Il resto del tempo si
divideva dunque tra il pallone (o gioco equipollente per le bambine) e, appunto,
la lettura dei fumetti, che infatti aumentava esponenzialmente nei mesi
invernali, limitata solo e unicamente dall’esaurirsi della paghetta settimanale
e/o della munificenza (o della possibilità) genitoriale. Non a caso, erano gli
anni del boom della Bianconi, della Alpe, dell’Editoriale Corno…27/11/15
Il Fumetto è morto...facciamocene una ragione
(Scritto di panza)
Quando leggo che "Sorrisi e Canzoni" vende più di 1.300.000 copie alla settimana e leggo i "numeri" del fumetto la cosa mi pare talmente evidente che la rabbia e lo sgomento che vedo in giro per la chiusura di un Saguaro e di Adam Wild, l'estinzione del reparto "ita" di Star Comics, i flop DC di Rw ecc...mi fanno sorridere. Parlo da consumatore ed amante della nona arte. Il fumetto è diventato noioso, costoso e anacronistico. 3,50 € di media per albo sono uno sproposito, in qualunque libreria di remainders per lo stesso prezzo prendi uno Stephen King che ti dura una settimana. Con il prezzo di 3 albi compri un videogame usato o l'abbonamento mensile a Netflix. Il rapporto tempo/denaro è sproporzionato. Io un fumetto lo leggo in media in 20 minuti. Le graphic novel sono un invenzione ridicola, il fatto che ZeroCalcare sia lento nel produrre non giustifica il fatto che per leggere una sua storia debba sborsare 18 €, e delle copertine di marmo non so che farmene. Gli e-comics sono più comodi, ne tengo a decine nel tablet, mi è più semplice collezionare o ricercare un albo, ma anche lì i prezzi ufficiali sono, oserei dire "divertenti". Amazon...ma veramente mi vuoi vendere una manciata di byte a 10 €?
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