31/12/15

Canto di Natale di Topolino (Mickey's Christmas Carol) U.S.A. 1983 *****


Ho rivisto ieri sera, dopo tanti anni, questo mediometraggio Disney del 1983 e mi è sembrato molto più bello di come lo ricordassi. Negli anni ottanta avevo ancora come metro di paragone i "classici" e quindi le animazioni di questo gioiellino mi sembravano scarne, abbozzate. Con gli occhi di oggi, pieni di Peppa Pig e Fantagenitori, la pellicola pare una tela del Botticelli.
Fluida, colorata e viva.
Tutti conosciamo la storia di Dickens e quindi non mi dilungo, preferisco parlare del film. Da tempo non vedevo un utilizzo così corretto dei characters, non fa nessuna impressione a noi dell'epoca Martina, vedere un Paperone così insensibile e avido. Paperino pieno di entusiasmo (forse un po' troppo accondiscendente e remissivo).

22/12/15

Diabolik contro Kriminal. Gli strepitosi Mash Up Comics di Larry Camarda. Una gallery da sogno nerd.


Questa mattina mi è arrivata una mail sorprendente dal fantastico Larry Camarda di cui vi copio il testo: "Disegno tavole dedicate al fumetto con tecnica mista, china, ecoline, tempera, acrilico, ve ne invio qualche copia....Sono MASH UP COMICS, personaggi che si incrociano in un mondo di fantasia aggiunta alla fantasia. Ho pubblicato 4 portfolios, di cui due dedicati a Diabolik, una mia tavola è esposta in casa editrice Astorina, un mash up con Diabolik e Valentina. Sono un organizzatore di eventi musicali,musicista ,appassionato di fumetti e disegnatore ,ho realizzato molte tavole su richiesta."
La prima cosa che mi è venuta in testa è "Sorbole!"...magari venissero fuori questi cross over sarebbero la manna per il fumetto di genere italiano, lo stesso impatto di un "Marvel Vs. DC" americano che porterebbe soldi in saccoccia ad autori editori e forse riportare in edicola tanti lettori persi negli anni. Inforcate gli occhiali, lustratevi gli occhi e godetevi questa gallery da sogno.

21/12/15

Topolino e la doppia vigilia di Natale (1955-56) di Guido Martina e Luciano Bottaro*****



Ah! Il mio amato massacratore Disney, il buon(?) Guido Martina sceneggia quest’avventura che mai (e poi mai) potrà essere apprezzata dai bambocci di quest’epoca. Con quanta leggiadria festiva, Guido, scava nella turpe psiche dei più umani degli eroi. Graziata dalle splendide tavole di Luciano Bottaro (secondo me con un aiutino di Giulio Chierchini) la prima avventura corale italiana dei personaggi Disney, quando ancora Topolinia si chiamava Topolinopoli, dà parecchi calci negli stinchi a chi ha iniziato a leggere Topolino dopo essere stato svezzato con le Duck Tales 60 pagine divise in tre parti pubblicate sul Topolino Mondadori (Dio abbia in gloria Arnoldo) nei numeri 129-130-131.

14/12/15

Dino Battaglia: L’ispettore Coke “I delitti della fenice” Edizioni L’Isola Trovata 1983 lire 5000 ***1/2



Forse la prima cosa che balza all’occhio sul titolo di questa recensione è la mancanza di “eccellenza” nel voto. Poi ci arriviamo. Dino Battaglia, insieme al cugino di tratto Toppi, è uno dei più grandi fumettari italici. L’errore comune è considerare Battaglia uno che non veniva dalla serialità, ma lui come tutti quelli di quel periodo si era fatto le ossa su cose commerciali come il Vittorioso, robe per Bonelli e Fleetway, passando persino per Topo Gigio. Per dire le sue sperimentazioni “sul grigio”, iniziarono addirittura su Piuma Bianca. Dino sarebbe stato un altro degli “argentini” se non fosse stato innamoratissimo della triestina Laura (divenuta in seguito sua moglie e colorista) ed inventò scuse balorde pur di restare in patria e godersi giustamente la consorte. Agli inizi della sua carriera Battaglia utilizzò un tratto commerciale e di maniera, anche se di  standard elevatissimo e degno (se non superiore) a molta roba americana del periodo. Per farvi un idea c’è in giro un volumone Dardo di Robin Hood che raccoglie alcune delle sue vecchie storie che sono di una bellezza grafica indescrivibile e che è venduto a pochissimi € in tutti i luoghi e tutti i laghi.  Inutile dilungarsi sull’artistico e celebrato poi, quelle opere visionarie più volte ristampate nel costoso formato delle "Graphic Novel". E dire che quei vari “liberi” e “riduzioni” erano pubblicati su economicissimi albi tipo il Corriere dei ragazzi, quando per noi fortunati vegliardi era normale aprire un giornaletto a caso e trovarci Pratt, Manara, Magnus e tutti i meravigliosi geni che ancora sono celebrati in barba alle varie rockstar di china che ammorbano le edicole.  

01/12/15

Per Sbam! Comics il fumetto non è morto (però forse è diventato roba per vecchi)


Il buon Antonio Marangi mi ha inviato uno Sbam!link  con risposta al mio post precedente.
Io argomento a mio modo (sempre di panza e da lettore).

In blu le parole di Antonio, in nero le mie idee:

Sono d’accordo con l’amico Salvatore su molte cose, la sua analisi dei motivi che hanno fatto scendere drasticamente il numero dei lettori di fumetti è certamente condivisibile. Quello su cui invece personalmente dissento è la conclusione cui arriva: a mio parere, il Fumetto (uso volutamente la maiuscola, come politica di Sbam! per evidenziare il genere) non è morto, ma si è semplicemente evoluto. In meglio o in peggio è un altro discorso, ma certamente è un media che sta cambiando.
Una volta, qualsiasi bambino leggeva fumetti. Per forza: non aveva alternative. tv-dei-ragazziNoi bambini degli anni Settanta uscivamo da scuola alle 12.30 e – a compiti conclusi – avevamo parecchie ore libere davanti. Ogni pomeriggio, attendevamo come la manna la mitica TV dei ragazzi, che però cominciava solo alle 17 e durava un’oretta. Il resto del tempo si divideva dunque tra il pallone (o gioco equipollente per le bambine) e, appunto, la lettura dei fumetti, che infatti aumentava esponenzialmente nei mesi invernali, limitata solo e unicamente dall’esaurirsi della paghetta settimanale e/o della munificenza (o della possibilità) genitoriale. Non a caso, erano gli anni del boom della Bianconi, della Alpe, dell’Editoriale Corno…