11/01/14

X-man il Pacman V.M. 18 del 1983 ***




Niente Marvel mi spiace, qui non si parla di parenti dei Summers ma di qualcuno con un potere più “grosso”.
Un incubo. Penso che tutti i masculi abbiano avuto il timore recondito di perdere l’ammenicolo.
Questa versione zozza di Pacman, prodotta dall’Universal Gamex nel 1983 per Atari 2600, ha la trama di una barzelletta da caserma.
Un macho è circuito da una  biondona tutta curve che lo aspetta alla fine del livello per soddisfarne le voglie. 
Il povero pisellone però deve  superare un labirinto pieno di granchi, dentiere e forbici che hanno un solo scopo, evirarlo.
Lo immaginate un remake next generation? Altro che le infermiere di Silent Hill
Eroi che corrono con le mani a coppino sui cabbasisi inseguiti da dentiere mutanti.

10/01/14

ANGEL DARK n.1 "Aids" 1990 Max Bunker Press Lire 1500 **1/2





Bruttino sto Peter Parker Horror.
Un dei prodotti meno fortunati ed ispirati di Luciano Secchi.
Un fumetto surfista sull’onda di sangue di Dylan Dog che però non riuscì ad essere incisivo e ad entrare nel   Club dei Cult Comics .

09/01/14

Salvatore a Gomorra. Un povero serpente milanese a Napoli.

Il bravo Luca Romanelli mi manda alcune tavole (ahimè a risoluzione molto bassa) della versione di Alberico Motta e Sandro Dossi di "Benvenuti al Sud".
I napoletani, in questo festival divertentissimo degli stereotipi, sono tratteggiati come più furbi delle creature dell'inferno. Più che una beffa mi pare un elogio.
Luca scrive:
"Ho rintracciato una storiella geppiana che ritengo troverai molto interessante. Il titolo è 'Pastasciutta napoletana' e, come avrai già desunto, vede il buon diavolo assieme al serpente tuo omonimo in trasferta a Napoli. Ignoro l'albo originale da cui è tratta, ma l'ho rintracciata ristampata sul n°20 (gennaio '96) di Super Geppo. I disegni sono di Sandro nostro mentre i testi, constatata l'assenza totale di politically correctness, presumo siano del mitico Motta. Allego immagini."


Dove lo porto Retronika?



Così anche per conoscersi...
Retronika dal 2008 è cresciuto un bel pò e si fa i suoi 12-15.000 click al mese.
Cosa di cui vado fiero è che sono letto da un bel pò di espertoni e professionisti del fumetto.
I post sono occhieggiati un pò tutti , quelli senza commenti a volte fanno numeri superiori a quelli più discussi. Dei boys che collaborano conosco gusti, vizi e virtù ma di tutti quelli che passano giornalmente (penso ci siano più di 300 lettori fissi muti) non so nulla.

08/01/14

Quando Dylan Dog incontrò Claudio Baglioni: Le vie dei colori (1996)****


Nell’ottobre del 1996 “Tutto”, defunta rivista musicale mensile, pubblicò un particolare inserto.
L’indagatore dell’incubo, in quel periodo ancora gestito del suo creatore Tiziano Sclavi ed all’apice di un meritato e giusto successo, era il fumetto preferito di Claudio Baglioni.
Da cosa nasce cosa  ed un “piccolo grande amore” portò le due star ad incrociare per un attimo le loro strade.

07/01/14

L'evoluzione grafica di Geppo di Lorenzo Terranova ed Elisabetta Sangalli

Con l’uscita del bel volume di Lineachiara su Geppo, Luca Boschi ha finalmente chiarito i vari passaggi delle origini del personaggio, di cui avevamo discusso in alcuni post passati:
(Qui tutti i post su Geppo)
Il Cartoonist Globale  li ha arricchiti di dettagli, confermando ad esempio l’importanza avuta dal soggettista Attilio Mazzanti.
La discussione su Retronika è stata seguita con interesse anche dal maestro Pier Luigi Sangalli e dalla figlia Elisabetta.
Avevo già avuto occasione di conoscere Elisabetta Sangalli per via epistolare, e a Lucca ho finalmente avuto il grande piacere di incontrarla di persona insieme all’illustre papà. Ho quindi potuto esprimere tutta la mia ammirazione e gratitudine all’uomo che, più di 40 anni fa, mi conquistò per sempre alla causa del fumetto alla tenera età di 5 anni, grazie al suo lavoro su Braccio di Ferro.
In effetti, molti identificano Pier Luigi Sangalli principalmente col suo (enorme) lavoro su Braccio di Ferro, ma non va dimenticato, come giustamente ricordato dal Boschi nel ricco apparato redazionale del volume Lineachiara, che Pier Luigi Sangalli è stato l’artista che ha preso in mano il Geppo “primordiale” di Chierchini/Carpi/Gatto, e lo ha plasmato graficamente nel Geppo moderno che tutti conoscono. Quando poi smise di disegnare le storie del buon diavolo per dedicarsi a Braccio di Ferro e agli altri personaggi, continuò tuttavia a disegnarne tutte le copertine, svolgendo una funzione, oggi diremmo, di “character design”.
Quale contributo ed integrazione dei precedenti post sulle origini di Geppo, Elisabetta Sangalli mi ha inviato una ricostruzione per immagini delle varie incarnazioni del personaggio, evidenziando il contributo del padre all’evoluzione del buon diavolo. Il lavoro di Elisabetta è veramente interessante (come noto, un’immagine vale più di mille parole), e ve lo ripropongo di seguito: