29/10/15

Cosa ci siamo persi: Il 'Final Fantasy' Square Disney di Kurt Busiek, Del Barras e Mike Mignola (1991)


Stavo sfogliando un vecchio numero Diamond Previews è mi salta agli occhi questa illustrazione pubblicitaria di una miniserie americana basata sul famoso RPG Square-Enix. Nella saga in questione, io sono fermo ancora al secondo cd di Final Fantasy IX sulla Playstation originale. Avendo perso centinaia di ore sui capitoli precedenti ho paura di affrontare qualcosa di videoludicamente così vasto, quindi non ci penso proprio a “aggiornarmi”, anche perché invecchiando, apprezzo adesso cose tipo The Witcher e la manghitudine non mi tira più. Tornando al fumetto, mi pareva strano che in quel periodo in cui ero intrippatissimo e frequentavo ancora le fumetterie mi sia lasciato scappare questo popò di comic licenziato, infatti la serie non fu mai pubblicata. Internet dice: Final Fantasy fu commissionato da una defunta casa editrice di proprietà della Disney, tale Hollywood Comics, e doveva essere la trasposizione cartacea di Final Fantasy IV (uscito negli U.S.A come Final Fantasy II).

20/10/15

Martin Hel speciale n.1 1993 Eura Editoriale ***1/2



Premetto che non sono un esperto del fumetto argentino, la troppa frammentazione delle pubblicazioni Eura non mi ha mai dato la possibilità di seguire con cura questa branca della nona arte, sono un neofita anche di Dago che ho iniziato da poco a leggere con piacere, quindi le mie sono opinioni (come il solito) d’impulso e di panza. Ho letto varie discussioni in giro sull’oscuro personaggio di Robin Wood e Angel Fernandez, molti lo associano e paragonano a Dylan Dog mi pare errando. Probabilmente sarà stato concepito sulle stesse basi ma lo svolgimento si discosta non poco dal personaggio Bonelli. Questo speciale di Martin Hel, mio primo approccio con il personaggio, contiene all’interno tre storie che hanno evidenti dislivelli qualitativi.

19/10/15

Raccolta Lassie n.2 Luglio 1978 EDITRICE CENISIO lire 500***


Nei comics, Lassie, ha avuto vita lunga, dalla fine degli anni 40 sino ai primi 70.  I giornalini erano pubblicati da Dell, specializzata da sempre su fumetti licenziati da serie televisive, cartoon o produzioni cinematografiche, eredità che in Italia passò alla benemerita Cenisio di Battista Arcaini , casa editrice che ci ha accompagnato per anni nelle nostre letture. La prima serie a fumetti di Lassie, lontana dal canone del famoso film hollywoodiano con Elizabeth Taylor, era ambientata nel Mato Grosso, il cane era di proprietà di tali Gerry e Rocky , proprietari di un ranch. C’era anche il “solito “ bambino , in questo caso Timbu della tribù dei Taquari. Queste storie degli anni quaranta, avevano un tono avventuroso e vedevano la nostra pelosa eroina in giro per tutto l’America meridionale, poiché i padroni, fotografi naturalisti, viaggiavano spesso. 

14/10/15

Recensione Braccio di Ferro 17 del 1973



Gaspare Pero invia ed io posto con piacere.
Scrive Gas75:
"Era un periodo in cui Motta firmava quasi tutte le storie, quindi penso che almeno un paio di queste siano sue, tutte per i disegni di Sangalli."


Braccio di Ferro - L'isola delle perle **** - Braccio porta Olivia e Pisellino in vacanza su un'isola esotica ma ad attenderlo non ci sono gli indigeni festaioli bensì dei musi lunghi da funerale perché gli squali infestano i loro mari impedendo loro di raccogliere le ostriche e quindi le perle che costituiscono il loro unico sostentamento. "Se vi aiuto, facciamo festa?" propone Braccio, "Okay!" fanno gli indigeni, quindi con una razione di spinaci il nostro marinaio affronta gli squali a suon di cazzotti e già che c'è gli tira su qualche quintale di ostriche!

12/10/15

Cujo (U.S.A. 1983) regia di Lewis Teague ***


Cujo, un film che è l’incubo dei claustrofobici e degli animalisti.

La folle storia è stata scritta da Stephen King perché intimidito dal cane del suo carrozziere di fiducia, nel periodo in cui il maestro del Maine aveva qualche problemino con l’alcol. Il sanbernardo che all’inizio del film è più placido del Nebbia di Heidi, è morso da un pipistrello affetto da rabbia e si trasforma in un mostro assetato di sangue. Io non ho mai amato i cani, in genere li considero bestie come tutte le altre e nutro profondo disprezzo per la gente che li parifica, considera e tratta come gli esseri umani. Salvo soltanto i cani pastore, i cani guida, quelli poliziotto e da soccorso, almeno si guadagnano la pagnotta.  Questo film, noleggiato all’epoca in VHS, penso che abbia acuito la mia cagnofobia.

08/10/15

(No social) Sono uscito dal tunnel del divertimento


Penso di essere stato tra i primi in Italia ad iscrivermi su Facebook , per curiosità e perché lo ritenevo un servizio utile. Era bello, per me trasferito a Bergamo da Agrigento, mantenere i contatti con amici e parenti. FB sopperiva anche alla mia mancanza di memoria, ricordandomi i compleanni di tutti, cosa che apprezzavo tanto. E’ stato anche fantastico poter entrare in contatto diretto con tanti autori dei fumetti e poter discutere delle meraviglie che negli anni hanno prodotto. E’ stato un piccolo trauma, invece, scoprire che alcuni autori erano delle teste di cazzo, ma il mondo ne è pieno e me ne sono fatto una ragione. Fatto sta che con gli anni la più importante delle piattaforma social si è trasformata in un centro commerciale, non mi mostrava più i post degli amici, nonostante ogni giorno ne visitassi il profilo (quindi il discorso relativo al fatto che le prime cose che Fb mostra sono quelle che dovrebbero interessarti non vale una cippa da un po’) ma soltanto video e foto sponsorizzati  di cacciatori di likes. Poi arrivavano richieste di amicizia da troioni dell’est in cerca di soldi e facce da galera tipo un tizio di colore  che nella foto del profilo teneva un machete tra i denti e sul tavolo più armi di quante ne avesse addosso Mad Max nella perquisizione di “Oltre la sfera del tuono”.  Ho pensato, ho il telefono, ho la mail, dei più di mille contatti (figurine) che ho collezionato negli anni alla fine me ne interesseranno un centinaio…che lo tengo a fare questo bordello virtuale? Tac…cancellazione. Di conseguenza sono andati via orpelli che non utilizzavo come Tumblr, Twitter, Pinterest e fratelli belli. L’unica cosa che mi è dispiaciuta  chiudere è la pagina FB di Retronika che in poco tempo aveva ottenuto un discreto successo, ma il mio cuore è per il Blog. E’ stata la prima cosa che ho “aperto”, il mio angolo, la mia casa e non riuscivo più a dividere il tempo tra social e Retronika. Una delle cose più stressanti di FB era la quantità di messaggi da gestire, molti mi conoscevano per il Blog, altri hanno comprato il libro e mi tartassavano di domande chiedendomi (come se io avessi un archivio… e dire che ho postato più volte le foto della soffitta mangia fumetti) “Ti ricordi in quale numero è stata pubblicata tale storia? Chi ne erano gli autori? Mi vendi l’albo?” ooooohhhhh calmini!