20/02/13

Popeye: Ijiwaru Majo Seahag no Maki - ポパイいじわる魔女シーハッグの巻 - Popeye: The Tale of Seahag the Wicked Witch - Technos Japan - Super Famicom - 1994 - Il miglior videogame su Popeye mai realizzato! ****

 


Tradotto in italiano il titolo dovrebbe essere  "Popeye: la storia del  lupo di mare e la perfida strega".  Pubblicato nel 1994 è un videogioco per il Super Famicom, la versione giapponese del Super Nintendo. Il gioco su Popeye uscì soltanto nei paesi del sol levante, anche se in rete finalmente si trovano traduzioni amatoriali  in una più accessibile lingua anglofona.
Il gioco non è un capolavoro assoluto ma è sicuramente il più bello tra quelli ispirati al nostro amato guercio. Sono tantissimi  e rispettosi i riferimenti  al fumetto originale americano, lo stile degli sprites è ispirato a quello di Bud Sagendorf e tra avversari e personaggi non giocanti troviamo quasi tutti quelli del Pantheon di Elzie C. Segar.

 

La trama: Bacheca , stanca delle ripetute sconfitte, trasforma tutti gli amici di Popeye in statue di pietra strappandogli (figurativamente...non siamo in Mortal Kombat) il cuore. I muscoli cardiaci vengono sparsi dalla strega del mare su le cinque  isole dell'arcipelago di  Spinacia. Popeye dovra recuperare i cuori ma dovra combattere contro classici nemici come il Generale Bunzo, Bolo, Toar,  Bluto, Bernardo l'avvoltoio e la stessa Strega del Mare.
Il gioco si sviluppa come un sorta di gioco da tavolo, giri la ruota , leggi  il numero da 1 a 6  e ti muovi per le caselle del tabellone. 


 Ad ogni giro si possono avere:  fasi platform alla Super Mario , combattimenti con i boss o piccoli puzzle
.








L'arma utilizzata da Braccio di Ferro è un ancora ma non mancano gli immancabili spinaci  e gli sganassoni tipici del nostro eroe. Forse non è un gioco apprezzabile da tutti ma per gli appassionati del fumetto un must da provare anche per il solo piacere di scoprire tutte le piccole citazioni di cui è infarcito.
Un prodotto realizzato con cura da chi conosceva e probabilmente leggeva l'opera originaria.


Geppo n.9-Settembre 1971 -Edizioni Bianconi -Lire 120****

Copertina di Pierluigi Sangalli

Geppo ritorna siore e siori. Ieri mi sono fatto   coraggio e un po’ intimidito ho chiamato al telefono Pierluigi Sangalli. E’ stata una bella esperienza,  si è fatta una gioviale chiaccherata piena di anedotti bianconiani che mi hanno deliziato. Ho chiesto spiegazioni approfondite sulla situazione del diavolo buono e mi ha rassicurato che posso tranquillamente continuare a recensire le storie e gli albi  che più mi aggradano, riconoscendo anche lui che la retropromozione può soltanto fare del bene al personaggio e gli autori coinvolti. Ho spiegato quali erano le ragioni del cancellamento dei post…quando si mettono in mezzo a discussioni da fan  storie di avvocati e diritti è lecito che insorga un po’ di cagotto…io non sapendo ne leggere né scrivere in giuridico  avevo censurato le geppitudini per salvaguardarmi. La mia speranza è che un giorno venga prodotto qualcosa di nuovo dai nostri autori preferiti e non soltanto ennesime ristampe e glorificazioni del passato. Non basta storicizzare , Sangalli , Dossi e Motta hanno secondo me ancora molto da dire ed  ho sempre avuto l’idea che i personaggi classici con nuove sceneggiature ambientate nel mondo moderno e con storie rivolte agli adulti potrebbero avere un rinnovato successo commerciale. E’ giusto che gli autori traggano guadagno anche economico del loro operato e non soltanto gloria.
La fortuna più grande che mi ha concesso questo angolo di web è stata proprio quella di poter comunicare in maniera diretta con i miei idoli , cosa che mi ha portato un affezione diversa rispetto a quella che avevo da solo lettore, ho conosciuto bellissime persone di una professionalità , passione, cultura , dedizione e modestia che difficilmente si possono riscontrare. Gli autori sono migliori anche di alcuni blogger che ormai credono di avere in mano il potere divino del giudizio.
Ho chiesto anche che se alcune delle storie che recensisco sono state ristampate su gli ebook prodotti da Tiziano Radice lo stesso Tiziano se vuole può indicare l’albo digitale dove è avvenuta la ristampa così se qualche appassionato è interessato ad acquistarlo sa che è possibile rileggere per intero la storia nella nuova pubblicazione. Sono prodigo di buone intenzioni per tutti ma è bene che sappia chi mi legge che questo blog non è il più letto della rete, ha la fortuna di essere forse il preferito da molti “secchioni” come me approfonditori e groupie dell’umoristico italiano ma penso che si se voglia pubblicizzare direttamente con maggiore riscontro  di pubblico nuove idee e pubblicazioni sarebbe meglio rivolgersi a portali più visitati e blasonati. Qui si è tra amici. Il coso del copyright ormai è vergato lì in alto vicino alla testata del blog  (come mi ha consigliato il buon Gaspare Pero) e se qualcuno ha qualcosa da ridire mi manda una mail ed io tolgo quel che non è di gradimento. Fatto sta che la base ideologica in cui intendo muovere i nuovi post su Geppo è quella della completa   democrazia e sarà dato spazio agli autori in base alla qualità e quantità del prodotto.
Intendo recensire quando prima quel capolavoro che è Geppo Inferno 2000 scritto e disegnato da Sandro Dossi con la produzione eccellente effettuata da Andrea Leggeri, albo che secondo me rappresenta la perfezione per quanto riguarda l’eventuale prodotto da libreria, curato all’inverosimile in uno splendido bianco e nero (i bianconi devono essere al massimo in quadricromia , lasciamo photoshop all’edulcorata Disney) . Mi sono sentito anche con Sandro (non è la prima volta…poveretto quando stiamo al telefono non lo mollo più) che mi ha divertito molto quando mi ha raccontato perché Alberico Motta è passato alle sceneggiature, ho immaginato la scena e mi sono scompisciato. Alberico era precisissimo è voleva dare un prodotto di massima qualità , mentre gli altri producevano tavole a manetta , Pierluigi,ad esempio,  mi ha raccontato  divertendosi che a volte è riuscito a produrre anche 200 tavole in un mese.  Il Motta usava il pennello con una dovizia che a Renato Bianconi sembrava eccessiva. Praticamente le tavole venivano strappate di mano dal disegnatore cosi: “Uè  è perfetta, basta mollala che per i bambini va bene …dobbiamo andare in stampaaaa”. Alberico si proposa allora e  fu promosso a sceneggiatore, lì era veloce e divertentissimo e per questo le sue storie disegnate negli anni si diradarono , ahinoi, sempre di più.
Sia Sangalli che Dossi hanno più volte celebrato le doti grafiche di Mario Sbattella che ebbe un trattamento contrario a quello di Motta. Sbattella era il più veloce e per questo fu utilizzato per “riempire” gli albi, un discorso  relativo , diceva Sangalli, anche  all’utilizzo delle macchine tipografiche che  erano tarate  e pagate per produrre un tot di pagine mensili e quindi  serviva più  materiale possibile.
Quando si aveva tempo si andava a ripescare negli immensi archivi di Renato con produzioni eccellenti di Chierchini,  Carpi o Gatto , quando il tempo non c’era si utilizzava il velocissimo Sbattella.
Scusate le divagazioni  ma dubito che i lettori di questo blog non siano interessati agli anedotti.
Passiamo all’albo che è un perfetto compendio di par condicio in cui troviamo tutti Pierluigi Sangalli, Alberico Motta, Sandro Dossi e l’ormai mitico Mario Sbattella.
Premetto che l’albo, pur restando un ottima lettura, a mio avviso non è dei migliori, Il Geppo dei primi anni settanta non era ancora stato plasmato a dovere e le storie erano ancora leggerine e divertenti, si era ancora lontani dalle meraviglie di sceneggiatura  che ci avrebbe fornito Sandro Dossi composte da  più livelli di lettura e in cui confluivano satira , analisi psicologica dei dannati come trasposizione spirituale del penitenziario, i  metafumetti con cross over bianconiani  tra autori e personaggi  e gli scontri tra un simpaticissimo Satana   e un noiosissimo esercito angelico che stava tutto il santo giorno a canticchiare gospel come le zie di paese sull’orlo della fossa improvvisamente redente.

Materiale che intendo riproporre se il clima resta disteso.

Come scriveva Mark Twain,  “preferisco il paradiso per il clima ma l’inferno per la compagnia”.

Geppo: Un Dannato Traditore-sceneggiatura Alberico Motta-Disegni Sandro Dossi****

 

Violentissima storia dove il diavolo buono viene pestato a sangue più volte perché fornisce gazose  ai dannati. La colpa e dell’infame demone infiltrato Giuleppe spione e bastardo. Geppo per la prima volta reagisce in maniera violenta e spatascia il cranio al fetentone con una mazza ferrata.

Eugenio: Il trisavolo pirata–disegnatori: TUTTI***

 

Nonostante non ami le storie patchwork realizzate da Mario Sbattella devo ammettere che la sceneggiatura di questa è molto gradevole. Il trisavolo pirata, casinista che mette a ferro e fuoco la città alla ricerca di dobloni da depradare era un personaggio più simpatico dello stesso Eugenio. Peccato che lo spettro corsaro non sia stato riesumato per qualche altra avventura perché sarebbe stato un ottimo comprimario di testata.

Caligola: Caccia ai Pesci-sceneggiatura e disegni Pierluigi Sangalli , chine di Sandro Dossi***

 

Mi è sempre piaciuto il gattaccio Caligola, strano che non si sia mai pensato , visto l’amore risaputo di Renato Bianconi per gatti e paperi, di dedicare una testata al cattivissimo felino. Il gatto di Satana aveva personalità da vendere ed era più originale dei tanti cloni di Tom e Silvestro che avevano avuto l’onore di testate personali di scarso successo.Caligola è subdolo, selvaggio e anaffettivo  caratteristiche che lo rendono moderno. Questa qui è la tipica storia del “terzo che gode” canovaccio usato spesso in storie popeyche con Poldo o Trinchetto. Satana sbafa i pesci di Geppo mentre Caligola nonostante ripetuti tentativi resta a bocca asciutta. Efficace ed essenziale.

Rotella: carissimi vicini- sceneggiatura e disegni Pierluigi Sangalli, chine di Sandro Dossi****


Effetto chicca!  Rotella è per me una “novità” e ne sono stato piacevolmente colpito. Un comprimario meteora di cui non so quante storie siano state prodotte. Alla base del personaggio  ho l’impressione che ci sia il Professor O.G. Wotasnozzle del Sappo di  Elzie C. Segar con un pizzico dell’Archimede Pitagorico disneyano. La storia invece ricorda gli esilaranti  scontri tra vicini di Paperino ed Anacleto Mitraglia. Se avete altre notizie su questo personaggio sono qui gradite.

Salvatore: un pagliaio che scotta-sceneggiatura Alberico Motta,disegni Sandro Dossi***

 

Storia carina ma di routine. Il  serpente Salvatore è un altro di quei personaggi che man mano che passava il tempo veniva utilizzato sempre meno nelle storie di Geppo. Il rettile tentatore d’ispirazione biblica, vecchio come l’Eden prova a tirar fuori un briciolo di malvagità del demone per caso ma chi conosce le “vere” origini di Geppo dovrebbe ricordare che puro caso il protagonista divenne diavolo, infatti fu colpa di una cicogna distratta che portò il piccolo angelo all'inferno piuttosto che in paradiso  (grazie a Gaspare Pero e Sandro Dossi) . Sandro Dossi è stato forse l’unico a scrivere una genesi del personaggio.

Geppo ha avuto un impennata collezionistica non da poco e per quanto personaggio famoso non ha avuto la quantità di ristampe del vendutissimo Braccio di Ferro.
Sino ad un paio di anni fa quest’albo poteva essere acquistato ad un singolo € ma nell’ultimo periodo un Geppo degli anni 60/70 non te lo porti a casa , a meno che non si trovi l’occasione in qualche mercatino,  a meno di 3€..
Altro discorso va fatto per le pubblicazioni degli anni 80/90 ma anche quelle stanno accrescendo il loro valore.
Geppofili  cari a mio avviso  in questo lustro avete quasi triplicato il valore della vostra collezione.

Bonus :

retrocopertina con un bel Provolino di Pierluigi Sangalli:

 

e se volete mettere dindini da parte per iniziare una collezione di Geppo costruitevi questo portamonete a forma di mangianastri "Castelli"


19/02/13

Il fantasma Aiace e altre storie-Giorgio Rebuffi -Edizioni Annexia*****






Finalmente metto le mani su un volume Annexia.

La cura riposta nel redarre queste perla cartacea, frutto di un ostrica tenace e preparata come Luca Montagliani,  commuove i miei occhi luccicanti che grondano lacrime come quelli di Candy Candy.
La prima cosa che balza all’occhio è che queste qui non sono le solite pippette che ogni tanto ci elargiscono i grandi editori quando hanno la possibilità di stampare fumetti vintage. I volumi mainstream di solito propongono  le solite storie recenti di personaggi noti, le pallosissime origini che ogni fan avrà letto in tutte le versioni possibili e redazionali fatti con copia ed incolla da Wikipedia. Il volume che da titolo al post è un  vero  tesoro riscoperto. Come  un pirata  il novello Pepito De La Vega  scova i forzieri nascosti nel maniero del MAGNIFICO Giorgio Rebuffi.
Mi sono letto 352 pagine di botto, senza tregua, come se non avessi mai letto comics nella mia vita mentre  un sorriso tirava l’altro … assaporavo ciliegie Rebuffi, un gusto unico privo di conservanti e additivi.
Quanta invenzione, quanto genio , quanta libertà…eco di un passato “irripetibile” come scriverebbe il buon Luca Boschi.
Rebuffi  è un Picasso in casa Bianconi, la morbidezza e la maniera dei classici scardinata dal “Guernica” Giotto Bassotto.
Aiace, padre innaturale del ben più modesto e banale Eugenio,è un  fantasma che desidera soltanto il riposo eterno. missione  impossibile perché rovinata da maiali umanoidi (Tom Porcello è invero disturbante, pare di vedere Beppe con in testa una maschera da rapinatore stile “Killing Zoe” di Roger  Avary).



Incredibile che siano storie scritte e disegnate negli  anni 50/60  è una gioia  veder crescere la perizia e la sperimentazione grafica di Rebuffi nell’arco di una manciata di tavole, più vai avanti e più immagini le mani prima rigide e precise sul foglio che in seguito si agitano nell’aria come la bacchetta di Mago Merlotto spennellando fogli volanti dove i personaggi iniziano ad agire di vita propria.
Molto interessanti visivamente le soluzioni grafiche, germinali per alcuni cartoon moderni,  adottate nelle storie del suino Torquato, personaggio deliziosamente irritante , testardo e deficiente, un antieroe nelle cui storie si parteggia per le povere vittime comprimarie, si spera sempre che qualcuno lo riduca a salamelle. 



Nel Gorilla Artemidoro  vedo l’embrione del Bongo di Colantuoni e cose Pugacioffiane.



L’orso Agamennone amante dell’operetta, Angelo il Bulldog tenore,  lo stonatissimo misantropo Ermenegildo (figlio di un gaio rapporto tra Dinamite Bla e Barbaspina) …la musica ritorna sempre nell’opera di Giorgio Rebuffi, ghirigori come chiavi di violino.





Scopro per la prima volta l’andypandoide dai piedi di scimmia Lucky Loris personaggio furry preso di peso dalla tradizione “per bambini” che nelle storie di Rebuffi mi pare quasi fuori posto, spero sia stato divorato dal Luposky della steppa.


 


La parte migliore del volume , secondo me è quella relativa alle avventure di Giotto Bassotto, avevo letto qualche avventura in  alcuni vecchi albi di Soldino, ma era tra le ultime dove l’estro di Giorgio era forse stato ridimensionato dall’editore. I primi fumetti di Giotto sono da sturbo. Pura  follia anarchica… non ho mai visto padroneggiare meglio il media comic , vignette nate sul momento disegnate dal protagonista della storia, intrusioni di altri personaggi  e di altri autori , cose viste fare di recente solo a quel folle di Edikà  su Fluide Glacial (in italia su Totem Comics) con Arzach di Moebius che plana sulle tavole erotocomiche  dell’umorista francese. Guardate qui sotto: Giotto, Abelarda, Il Western di Pini Segna in uno dei folli cross over  architettati da Re Giorgio.









Curiosità: l’invasione degli Ottag era già iniziata, nel volume felini total black in incognito muovevano i primi passi…
Curiosità numero 2: un altro famoso personaggio dalla faccia di maiale, oltre il su citato Tom Porcello, si trova nel fumetto erotico PIG edito da Barbieri dove si raccontano le avventure  di un porco mannaro.







Queste tavole,  rare ed introvabili,  vengono condivise da Laca  agli annoiati  abitanti di fumettolandia  a prezzi da miseria (meditate novelli Grifagno Sparagno)  e devono essere acquistate.

18/02/13

Lo scontro del millennio – Popeye Vs Celentano : Rock agli spinaci - Storia e Disegni di Roberto Salvetti.






Ho avuto modo di leggere questa storia su Facebook e ne ero stato immediatamente colpito, mi erano piaciuti tantissimo il tratto e la sceneggiatura di chiara ispirazione bianconiana, ma non essendo  in confidenza con l’autore  mi ero astenuto dal chiederne la pubblicazione.

Internet è più piccola di quanto immaginassi e tutti i nodi vengono al Popeye , apro gmail e mi arriva una missiva digitale insperata, proprio quella di Roberto Salvetti che mi scrive mentre sta spulciando con piacere Retronika e mi chiede se voglio postare il fumetto .

Gioia e tripudio!

Il tratto è professionale , la cosa che mi piace è che l’ispirazione di Braccio è sangalliana   ma  solo a livello di character design, quel che  vedo mi pare tutta  farina del sacco di Salvetti. La sceneggiatura è rapida e gradevole, la storia fila liscia veloce come il barbera nella gola di Trinchetto. Celentano è più Adriano di quello vero. Essendo una commissione è normale che lo scontro sia finito in pareggio…a meno che i lunghi silenzi del molleggiato in realtà derivino dai traumi contratti per gli sganassoni ricevuti da Popeye dietro le quinte.

Ho dato anche un occhiata al sito personale di Salvetti , artista a tutto tondo che canta, scrive, disegna e mi sono divertito a leggere altre cosucce.
Molto belle  le vignette d’ispirazione Jacovittiana.

La storia che vi propongo  è  stata  realizzata   per il Fans Club IL CELEBRE dedicato ad Adriano Celentano

Questo invece è il sito ufficiale dell’autore www.robertosalvetti.it