Il bravo Luca Romanelli mi manda alcune tavole (ahimè a risoluzione molto bassa) della versione di Alberico Motta e Sandro Dossi di "Benvenuti al Sud".
I napoletani, in questo festival divertentissimo degli stereotipi, sono tratteggiati come più furbi delle creature dell'inferno. Più che una beffa mi pare un elogio.
Luca scrive:
"Ho rintracciato una storiella geppiana che ritengo troverai molto
interessante. Il titolo è 'Pastasciutta napoletana' e, come avrai già
desunto, vede il buon diavolo assieme al serpente tuo omonimo in
trasferta a Napoli. Ignoro l'albo originale da cui è tratta, ma l'ho
rintracciata ristampata sul n°20 (gennaio '96) di Super Geppo. I disegni
sono di Sandro nostro mentre i testi, constatata l'assenza totale di
politically correctness, presumo siano del mitico Motta. Allego
immagini."
09/01/14
Dove lo porto Retronika?
Così anche per conoscersi...
Retronika dal 2008 è cresciuto un bel pò e si fa i suoi 12-15.000 click al mese.
Cosa di cui vado fiero è che sono letto da un bel pò di espertoni e professionisti del fumetto.
I post sono occhieggiati un pò tutti , quelli senza commenti a volte fanno numeri superiori a quelli più discussi. Dei boys che collaborano conosco gusti, vizi e virtù ma di tutti quelli che passano giornalmente (penso ci siano più di 300 lettori fissi muti) non so nulla.
08/01/14
Quando Dylan Dog incontrò Claudio Baglioni: Le vie dei colori (1996)****
Nell’ottobre del 1996 “Tutto”, defunta rivista musicale mensile, pubblicò un particolare inserto.
L’indagatore
dell’incubo, in quel periodo ancora gestito del suo creatore Tiziano Sclavi ed
all’apice di un meritato e giusto successo, era il fumetto preferito di Claudio
Baglioni.
Da cosa
nasce cosa ed un “piccolo grande amore”
portò le due star ad incrociare
per un attimo le loro strade.
07/01/14
L'evoluzione grafica di Geppo di Lorenzo Terranova ed Elisabetta Sangalli
Con l’uscita del bel volume di
Lineachiara su Geppo, Luca Boschi ha finalmente chiarito i vari passaggi delle
origini del personaggio, di cui avevamo discusso in alcuni post passati:
(Qui tutti i post su Geppo)
(Qui tutti i post su Geppo)
Il Cartoonist Globale li ha arricchiti di dettagli, confermando ad esempio
l’importanza avuta dal soggettista Attilio Mazzanti.
La discussione su Retronika è
stata seguita con interesse anche dal maestro Pier Luigi Sangalli e dalla
figlia Elisabetta.
Avevo già avuto occasione di
conoscere Elisabetta Sangalli per via epistolare, e a Lucca ho finalmente avuto
il grande piacere di incontrarla di persona insieme all’illustre papà. Ho
quindi potuto esprimere tutta la mia ammirazione e gratitudine all’uomo che,
più di 40 anni fa, mi conquistò per sempre alla causa del fumetto alla tenera
età di 5 anni, grazie al suo lavoro su Braccio di Ferro.
In effetti, molti identificano
Pier Luigi Sangalli principalmente col suo (enorme) lavoro su Braccio di Ferro,
ma non va dimenticato, come giustamente ricordato dal Boschi nel ricco apparato
redazionale del volume Lineachiara, che Pier Luigi Sangalli è stato l’artista
che ha preso in mano il Geppo “primordiale” di Chierchini/Carpi/Gatto, e lo ha
plasmato graficamente nel Geppo moderno che tutti conoscono. Quando poi smise
di disegnare le storie del buon diavolo per dedicarsi a Braccio di Ferro e agli
altri personaggi, continuò tuttavia a disegnarne tutte le copertine, svolgendo
una funzione, oggi diremmo, di “character design”.
Quale contributo ed integrazione
dei precedenti post sulle origini di Geppo, Elisabetta Sangalli mi ha inviato
una ricostruzione per immagini delle varie incarnazioni del personaggio,
evidenziando il contributo del padre all’evoluzione del buon diavolo. Il lavoro
di Elisabetta è veramente interessante (come noto, un’immagine vale più di
mille parole), e ve lo ripropongo di seguito:
06/01/14
Il tenente BlackBerry di Alberto Simioni
Gigitex di Alberto Simioni insieme al Nerofumo di Carlo Peroni erano buoni motivi per leggiucchiare il Piccolo Missionario, rivista ancora attiva redatta dai missionari comboniani a partire dal 1927 che ha l'utile compito di sensibilizzare i bambini ai problemi del terzo mondo.
03/01/14
Gianni Boncompagni gioca a Pac Man nel 1984
Chicca trovata su Electronic Games n.6 del giugno 1984, sulla rivista dell' Edizioni JCE avevano organizzato un torneo per il gioco della Namco a cui parteciparono vari Vip.
02/01/14
Speciale Martin Mystère N°: 11 -Il cavaliere verde- 1 maggio 1994***1/2
Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno (da un'idea di
Alfredo Castelli)
Disegni e copertina: Giancarlo Alessandrini
Interessante quest’albo speciale del BVZM che come al solito
ti lascia quella bella voglia di approfondimento dei temi trattati. La Mystère
è la mia serie Bonelli preferita, come ho già scritto da qualche altra parte
nel Blog. Nutro passione per “il genere”
ed il Giacobbo di Castelli è una delle poche cose che intendo conservare. La
storia dello speciale n.11 riporta Martin & company nella terra delle
fate. Rileggendolo la prima cosa che mi è venuta in mente è che non è vero che
è ormai impossibile trattare il fantasy in maniera originale.
01/01/14
Recensione di Gaspare Pero: Tiramolla in "Abbacchio con pistacchio" di Alberico Motta
Anno nuovo, recensione nuova! E, come si
conviene durante le partite a carte consuete in queste feste in
famiglia, "scendo con un carico" (tipo asso a briscola): la recensione
di una storia di Alberico Motta per Tiramolla!
La storia è tratta dal volumone "Tiramolla 60+1" dell'Annexia di cui vi avevo già recensito l'acquisto.
La
scelta di redigere una piccola scheda sull'unica storia di Motta non è
stata per sottrarre gloria agli altri autori presenti in queste
antologie fumettosa (Renzi e Rebuffi su tutti), ma perché la storia in
questione mi ha particolarmente sorpreso oltre che divertito.Verso la metà del libro "Tiramolla 60+1", la sequenza di
storie firmate Renzi e Rebuffi fa una pausa, proponendo "Abbacchio con
pistacchio", nella quale Motta esalta la golosità del figlio della gomma
e della colla facendolo cedere innanzi a una porzione multipla di
abbacchio al pistacchio, cibaria inclusa nel menù del giorno di un
ristorante della sua città.
Il tutto, beninteso, dopo confronto di
Tiramolla con se stesso, tradotto genialmente in duplicazione del
personaggio invece che in una più banale riflessione didascalica...
Va da sé che all'abbuffata faccia seguito un sonno travagliato, nel quale un Tiramolla gonfio come un otre fa sogni bizzarri che lo catapultano qua e là... Sogna di essere un'annoiata pompa di benzina che decide di farsi un giro entrando nel serbatoio dell'ultima auto cui viene fatto il pieno, ritrovandosi a vivere una contorsionistica esperienza che forse omaggia un po' "Tempi moderni" dell'immenso Charlie Chaplin...
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